Amici di Santa Lucia

IL PRIMO BLOG DEDICATO A SANTA LUCIA, VERGINE E MARTIRE (SIRACUSA, FINE III SEC. - 13 DICEMBRE 304). IDEATO E REALIZZATO DA SUOI DEVOTI SIRACUSANI A PERENNE MEMORIA DELLA PRIMA TRASLAZIONE DEL CORPO DI SANTA LUCIA A SIRACUSA DA VENEZIA (DAL 15 AL 22 DICEMBRE 2004) NELL'OCCASIONE GIUBILARE DEL XVII CENTENARIO DEL SUO MARTIRIO. I VISITATORI DEL BLOG POSSONO PUBBLICARE LIBERAMENTE I PROPRI COMMENTI AD OGNI POST. INDIRIZZO EMAIL DELLA REDAZIONE: amicisantalucia@yahoo.it

sabato 20 giugno 2009

LE RELIQUIE DI SANTA LUCIA, FONTE DI LUCE PER NOI


L'esempio e la testimonianza dei devoti luciani di Erchie (Brindisi) ci hanno suggerito già da tempo l'idea e il desiderio di riflettere pubblicamente sul senso, sulla bellezza, sull'importanza di accostarsi, inchinarsi, venerare, baciare le Sacre Reliquie di Santa Lucia: è una grazia davvero speciale! La Chiesa ha custodito sempre la tradizione di curare gesti di rispetto nei confronti delle reliquie dei santi: sin dai primissimi secoli del cristianesimo, il giorno anniversario del martirio dei primi santi veniva proclamata la lettura dei loro atti e venivano celebrati i Sacri Misteri proprio presso il sepolcro che ne custodiva il corpo; inoltre, negli altari delle chiese venivano incastonati frammenti di reliquie dei santi e nelle principali basiliche di ogni città venivano edificate cappelle o cripte dedicate proprio alla conservazione e alla venerazione delle reliquie.
Venerare le reliquie crea un contatto fisico con una realtà spirituale preziosa: la santità. Il corpo insanguinato dei martiri è un'ostia immolata per la fede e l'amore per Gesù Cristo: venerarlo è celebrare il sacramento visibile del dare la propria vita per Dio. I segni dei supplizi, che in molti corpi di santi martiri (anche quello di Santa Lucia) sono ancora ben individuabili, sono piaghe luminose che tracciano un percorso di meditazione sulla radicalità della vita cristiana e sulla coerenza della propria testimonianza fino alla morte.
Carissimi amici, impariamo dalla bella testimonianza dei devoti di Erchie l'amore per le reliquie dei santi! Approfittiamone per riscoprire con nuovo entusiasmo il privilegio di poter accostarci alle taumaturghe reliquie di Santa Lucia e con fede pura facciamone un'occasione per elevare la nostra preghiera a Dio e alla nostra santa patrona!
Grazie, Erchie!

sabato 2 maggio 2009

La preghiera del nostro nuovo arcivescovo

Federico Bianchi detto il "Crespino", Santa Lucia (Milano, basilica di san Marco)


Tra i primissimi atti compiuti dal novello Arcivescovo Metropolita di Siracusa, S. Ecc.za Rev.ma mons. Salvatore Pappalardo, c'è stata la composizione di una nuova preghiera a Santa Lucia (inoltre, ricordiamolo, la sua prima celebrazione in duomo è stata coronata, su suo desiderio, dall'esposizione eccezionale del simulacro della Patrona).


Mons. Pappalardo apre stasera le solenni celebrazioni liturgiche della Festa del Patrocinio officiando i solenni Primi Vespri Pontificali di S. Lucia.


Pubblichiamo dunque, in questo gioioso clima di festa, la nuova orazione alla Santa scritta dal presule:



O Santa Lucia, vergine fedele e martire di Cristo, a Te rivolgiamo la nostra preghiera, certi di essere ascoltati.
Più volte abbiamo sperimentato la Tua intercessione presso Dio e perciò con fiducia Ti preghiamo.
Difendi da ogni male la città di Siracusa, illumina quelli che la governano; preserva i tuoi concittadini dai pericoli e dalle catastrofi naturali.
Sostieni e benedici la Chiesa siracusana nell’annuncio del Vangelo; dona forza ed efficacia alla testimonianza che la Chiesa sparsa nel mondo rende all’amore del Signore; rafforza la fede di quanti credono nell’amore di Dio Padre, nella salvezza donata da Gesù Cristo, nell’opera santificatrice dello Spirito Santo.
O Lucia, nostra cara patrona, illumina quanti cercano la verità; distogli i tuoi fratelli dalla via del male e converti i peccatori a Cristo.
Porta la gioia alle persone sole e agli anziani; fa’ che ci adoperiamo affinché a nessuno manchi il pane, il lavoro e una casa; dai sollievo agli ammalati, allevia il dolore di chi soffre.
Custodisci nell’unità e nella serenità le nostre famiglie.
Proteggi i fanciulli; dona ai giovani ideali nobili e la forza di viverli.
Suscita sante vocazioni alla vita consacrata e sostieni i sacerdoti e i religiosi nella via della santità.
Donaci occhi per vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli; fa’ che ci impegniamo lealmente al servizio dei poveri e dei sofferenti.
O Santa Lucia, discepola di Cristo Signore e modello di santità, presenta Tu alla Santissima Trinità la supplica del popolo siracusano che ti ama e ti invoca come potente protettrice. Amen!



† Salvatore Pappalardo
Arcivescovo di Siracusa

SIRACUSA IN FESTA PER IL PATROCINIO DI S. LUCIA!

Cos'è una festa del patrocinio? E' un'antica tradizione cristiana particolarmente radicata in Sicilia, dove la religiosità popolare resiste tenacemente all'inesorabile processo di secolarizzazione, laicizzazione e "privatizzazione" della vita sociale moderna. Alcune città, già molti secoli orsono, istituirono - con approvazione ecclesiastica e con ufficializzazione senatoria - una seconda festa patronale annuale, da aggiungersi a quella celebrata nella ricorrenza liturgica del patrono. In taluni casi, la seconda festa annuale assunse progressivamente un carattere più solenne della prima. Le motivazioni che storicamente hanno dato origine a queste feste locali possono essere diverse: la commemorazione di un ritrovamento o di una traslazione delle reliquie del patrono, la commemorazione di un importante miracolo attribuito all'intercessione del patrono, o - più semplicemente - la collocazione della seconda ricorrenza annuale in una stagione più adatta ai festeggiamenti esterni.
Santa Lucia è sempre stata la patrona principale di Siracusa, e il calendario liturgico locale - nel corso dei secoli - si è arricchito di non poche celebrazioni a Lei dedicate.
La Festa del Patrocinio di Santa Lucia, il cui ricco programma di celebrazioni inizia oggi (la Vigilia) e che terminerà domenica 10 maggio (l'Ottava), è stata istituita per voto del Senato e di tutto il popolo siracusano nel 1646, e da allora essa viene fedelmente celebrata, con grande partecipazione popolare. Com'è noto, tale festa è nata a perenne ricordo di un prodigio: Siracusa e tutto il sud dell'Italia soffriva una terribile carestia, e il vescovo della chiesa aretusea - dopo aver generosamente contribuito il più possibile a sfamare la popolazione - propose di invocare un vero e proprio miracolo dall'amata patrona Santa Lucia, alla quale i siracusani si erano sempre rivolti nella loro storia, senza rimanere mai delusi. Infatti, il 13 maggio 1646, proprio mentre il vescovo e i cristiani erano radunati nel duomo della città attorno al taumaturgo simulacro-reliquiario argenteo della martire concittadina, eccezionalmente esposto per l'occasione, una colomba bianca entrò nella basilica e si posò sul soglio episcopale tra lo stupore di tutti i presenti. In quel momento, una voce annunciò con giubilo che nel porto di Siracusa era finalmente arrivata una nave carica di grano: Santa Lucia aveva ancora una volta salvato la Sua città, come avrebbe continuato a fare anche in altre numerose occasioni.
Un miracolo non confinato in un remoto e indefinito tempo mitico o favoloso non più raggiungibile dalle verifiche scientifiche, bensì attestato e confermato da molte fonti storiche attendibili e inconfutabili.
Grazie, Santa Lucia!

venerdì 1 maggio 2009

Parola di vita - maggio 2009

AL VIA LA FESTA DEL PATROCINIO DI SANTA LUCIA 2009!!! SIRACUSA SI PARA A FESTA PER RINNOVARE CON SEMPRE NUOVO ARDORE, PASSIONE E DEVOZIONE UNA TRADIZIONE ANTICA BEN 363 ANNI: LA GIOIOSA COMMEMORAZIONE DELLA LIBERAZIONE DELLA CITTA' DALLA CARESTIA PER INTERCESSIONE DELLA GLORIOSA PATRONA E CONCITTADINA LUCIA! AUGURI DI UNA FELICISSIMA FESTA A TUTTI I SIRACUSANI (IL PROGRAMMA DEI FESTEGGIAMENTI E' ON LINE SUL SITO WEB DELLA DEPUTAZIONE: www.santaluciasr.it). GIUNTI ALLA VIGILIA DELL'APERTURA DEI FESTEGGIAMENTI, CHE INIZIERANNO DOMANI MATTINA CON LA SUGGESTIVA ED EMOZIONANTE TRASLAZIONE DEL SIMULACRO DELLA SANTA NEL DUOMO ARETUSEO, VI OFFRIAMO LA MEDITAZIONE BIBLICA MENSILE ISPIRATA ALL'ESPERIENZA VISSUTA DA UNA DONNA CIECA, PER RICORDARE - ANCHE IN QUESTA FESTA DI SANTA LUCIA - CHE I CIECHI SONO I PRIVILEGIATI E AMATISSIMI FIGLI DELLA NOSTRA PROTETTRICE, SUI QUALI ELLA POSA OGNI GIORNO IL PROPRIO SGUARDO D'AMORE:

"Usate bene i vari doni di Dio: ciascuno metta a servizio degli altri la grazia particolare che ha ricevuto" (dalla prima lettera di San Pietro: capitolo 4, versetto 10).
Edith, cieca dalla nascita, vive con altre non vedenti in un istituto dove il cappellano, paralizzato alle gambe, non può più celebrare la Messa. Per questo motivo si vuole togliere Gesù Eucaristia dalla casa. Edith ricorre al vescovo perché lo lasci quale unica luce alla loro tenebra. Ottiene il permesso e con questo anche quello di distribuire lei stessa la Comunione al cappellano e alle compagne. Desiderosa di rendersi utile, Edith ha ottenuto anche di disporre di una radio libera per varie ore. Se ne serve per offrire ciò che di meglio ha: consigli, pensieri validi, chiarimenti morali, per sostenere con la sua esperienza coloro che soffrono. Edith… e potrei narrarti altre cose di lei. Ed è cieca e la sofferenza l’ha illuminata.Ma quanti altri esempi avrei da narrarti! Il bene c’è e non fa rumore. Edith vive praticamente da cristiana: sa che ognuno di noi ha ricevuto dei doni e li mette al servizio degli altri.Sì, perché per "dono" (o "carisma" come si suol dire dal greco) non s’intendono soltanto quelle grazie di cui Dio arricchisce coloro che debbono governare la Chiesa. E nemmeno s’intendono soltanto quei doni straordinari che egli si riserva di mandare direttamente a qualche fedele, per il bene di tutti, quando pensa che occorra nella Chiesa rimediare a situazioni eccezionali, o a pericoli gravi, per i quali non bastano le istituzioni ecclesiastiche. Questi possono essere la sapienza, la scienza, il dono dei miracoli, il parlare le lingue, il carisma di suscitare una nuova spiritualità nella Chiesa ed altri ancora. Per doni, o carismi, non s’intendono solo questi, ma anche altri più semplici che possiedono molte persone e si notano per il bene che producono. Lo Spirito Santo lavora.Inoltre si possono chiamare doni o carismi anche i talenti naturali. Ognuno quindi ne è dotato. Anche tu. E che uso devi farne? Pensare come farli fruttare. Essi ti sono dati non solamente per te, ma proprio per il bene di tutti.
"Usate bene i vari doni di Dio: ciascuno metta a servizio degli altri la grazia particolare che ha ricevuto".
La varietà dei doni è immensa. Ognuno ha il suo e ha quindi nella comunità la sua specifica funzione. Ma dimmi un po’: qual è il tuo caso? Hai qualche diploma? Non hai mai pensato di mettere a disposizione qualche ora della settimana per insegnare a chi non sa, o non ha i mezzi per studiare? Hai un cuore particolarmente generoso? Non hai mai pensato di mobilitare delle forze ancora sane in favore di gente povera ed emarginata, e rimettere così nel cuore di molti il senso della dignità dell’uomo? Hai doti particolari per confortare? Oppure per tenere la casa, per cucinare, per confezionare con poco abbigliamenti utili o per lavori manuali? Guardati attorno e vedi chi ha bisogno di te. Provo dolore quando vedo che c’è gente che cerca e insegna come riempire il tempo libero. Non abbiamo, noi cristiani, tempo libero, finché ci sarà sulla terra un ammalato, un affamato, un carcerato, un ignorante, un dubbioso, uno triste, un drogato, un orfano, una vedova… E la preghiera non ti sembra un dono formidabile da utilizzare, dato che in ogni momento puoi rivolgerti a Dio presente dappertutto?
"Usate bene i vari doni di Dio: ciascuno metta a servizio degli altri la grazia particolare che ha ricevuto".
Immagini la Chiesa in cui tutti i cristiani, dai bambini agli adulti, fanno quanto possono per mettere a disposizione degli altri i loro doni? L’amore scambievole acquisterebbe tale consistenza, tale ampiezza e rilievo che potrebbero riconoscere da questo i discepoli di Cristo. E allora, se il risultato è tale, perché non fare tutta la tua parte per conseguirlo?
Chiara Lubich
(scritto del 1979 pubblicato in
"Essere la Tua Parola. Chiara Lubich e cristiani di tutto il mondo",
vol. I, Città Nuova editrice, Roma 1980, pp. 157-159)

martedì 28 aprile 2009

Con il papa per le vittime del terremoto

Internet e tutti i mezzi di comunicazione hanno dedicato molto spazio al recente disastroso terremoto in Abruzzo, tra informazione, approfondimento e un pizzico di immancabile (ahinoi) strumentalizzazione. Il nostro blog, in questo rumorosissimo proliferare di parole, ha scelto il silenzio e la sobrietà. Ma si è trattato di un silenzio sostanziato di preghiera e meditazione. Non modifichiamo questa linea: pubblichiamo oggi la preghiera composta da Sua Santità il papa Benedetto XVI per le vittime del terremoto, visitando l'Abruzzo per mostrare concretamente i segni della sua paterna benevolenza, e portando il dono della generosa solidarietà di noi cattolici. Uniamoci alla preghiera del Santo Padre:

Affidiamo questi nostri cari a Te, Signore, sapendo
che ai tuoi fedeli Tu non togli la vita ma la trasformi,
e nel momento stesso in cui viene distrutta
la dimora di questo nostro esilio sulla terra,
Ti preoccupi di prepararne una eterna ed immortale in Paradiso.
Padre Santo, Signore del cielo e della terra,
ascolta il grido di dolore e di speranza,
che si leva da questa comunità duramente provata dal terremoto!
E' il grido silenzioso del sangue di madri, di padri, di giovani
e anche di piccoli innocenti che sale da questa terra.
Sono stati strappati all'affetto dei loro cari,
accoglili tutti nella tua pace, Signore, che sei il Dio-con-noi,
l'Amore capace di donare la vita senza fine.
Abbiamo bisogno di Te e della Tua forza,
perché ci sentiamo piccoli e fragili di fronte alla morte;
Ti preghiamo, aiutaci, perché soltanto il Tuo sostegno
può farci rialzare e indurci a riprendere insieme,
tenendoci fiduciosi l'un l'altro per mano, il cammino della vita.
Te lo chiediamo per Gesù Cristo, nostro Salvatore,
in cui rifulge la speranza della beata risurrezione. Amen!

venerdì 17 aprile 2009

S.Lucia News: Comunicato stampa da Erchie

ERCHIE (Brindisi) - Arriva il gran giorno: sabato, alle 17,15, arriveranno ad Erchie da Siracusa, con l'elicottero, le reliquie di Santa Lucia (l'omero del braccio sinistro della Santa e l'osso del palmo della mano). L'ostensione delle reliquie di Santa Lucia è frutto del gemellaggio fra lecittà di Erchie e Siracusa ed è organizzata dal Comune di Erchie, dal Santuario di Santa Lucia in Erchie, dal Comitato Festa di Santa Lucia in collaborazione con Diocesi di Oria, dall'Arcidiocesi di Siracusa, dalla Deputazione della Cappella di Santa Lucia in Siracusa, dal Comune diSiracusa, e si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per gli Affari Regionali, della Regione Puglia, della Provincia di Brindisi e del Credito Cooperativo Cassa Rurale ed Artigiana Erchie. Un'intera città si è mobilitata. Erchie dedicherà una settimana intera di manifestazioni collaterali alla presenza delle reliquie della Santa piùvenerata in questo centro del brindisino. Manifestazione che saranno apertegià due ore prima dell'arrivo delle reliquie, in piazza Umberto I: alle15,30 vi sarà animazione con canti religiosi di "Lev Effatha" e di "Echi Sonori" diretti dal M° Gaetano Leone. Presenta: Maria Di Filippo,mentre alle 17, invece, è prevista l'accoglienza di Lucia di Svezia e delle damigelle (la direzione artistica e la regia delle manifestazioni all'interno degli otto giorni sono curate da Gino Cesaria che, fra le suenumerose collaborazioni, ha curato anche la regia dell'accoglienza del SantoPadre, Papa Benedetto XVI, in occasione della Sua visita nel 2008 a Brindisi.).Alle 17.15, nella zona 167, è poi previsto l'atterraggio in elicottero delle reliquie per la traslazione delle Sacre Reliquie. Ad accoglierle cisarà il Sindaco Giuseppe Margheriti e le autorità civili ed ecclesiastiche locali. A far da corollario all'arrivo delle reliquie un canto dei bambinidella scuola primaria e dell'infanzia ed un esibizione dell'Associazione Bandistica "G. Puccini" diretta dal M° Lochi e dal M° Morleo, con la partecipazione del soprano G. De Matteis nell'"Inno a Santa Lucia". Alle 17.20 partirà la processione con cavalli bianchi e carrozza che accompagnano le reliquie fino a Piazza Umberto I. Qui, alle 18, è previstal'accoglienza, attraverso anche il racconto dell'esperienza vissuta dimiracolo legato a Santa Lucia (sarà portata da un testimone che giungerà da Brindisi). Dopo i canti degli alunni della scuola primaria e dell'infanziae il saluto delle autorità, alle 19, sempre in piazza Umberto I, sarà celebrata la S. Messa, presieduta da S. E. Rev.ma Mons. Salvatore Pappalardo, arcivescovo metropolita di Siracusa, concelebrata dal vescovo di Oria, S. E. Rev.ma Mons. Michele Castoro. Dopo la funzione religiosa, alle 20.30, in piazza Umberto I, i fedelipotranno baciare le reliquie. Sino alle 23 è prevista anche l'animazionemusicale. La serata si concluderà con uno spettacolo pirotecnico. Fra gli eventi programmati nella settimana di festeggiamenti, segnaliamo anche il premio di pittura estemporanea "Dipingere Santa Lucia: da Siracusa a Costantinopoli passando da Erchie", in programma giovedì 23 aprile, dalle ore 8 in Piazza Umberto I. La manifestazione è promossa dal LionsClub Erchie-San Pancrazio "Terra dei Messapi" e prevede un premio di 500 euro al primo classificato, di 300 euro al secondo classificato e di 200 euroal terzo classificato. I lavori saranno trattenuti, venduti all'asta e il ricavato sarà devolutoin beneficenza. Per ulteriori notizie potete far riferimento al sito web www.slucia.net per:
- programma aggiornato:
visitare la pagina programma http://www.slucia.net/programma.html
- news varie / notizie flash:
visitare la pagina news http://www.slucia.net/news.html
- storia e notizie su Santa Lucia:
visitare la pagina santa lucia http://www.slucia.net/santa-lucia.html
- notizie su erchie e dintorni:
visitare la pagina da vedere http://www.slucia.net/da-vedere.html
Non esitate a contattarci per qualsiasi altra informazione e supporto (accrediti stampa, foto in alta definizione, interviste, etc.) ai seguenti contatti: erchie@slucia.net, 0831 763865, 389 7876084.
Vi ringraziamo per la collaborazione.

Promozione e comunicazione evento: Alessandro Perrone

lunedì 13 aprile 2009

La preghiera del mese - aprile 2009

Carissimi, pubblichiamo oggi per tutti voi un'orazione alla nostra celeste patrona dal sapore particolarmente adatto a questo gioiosissimo Tempo Pasquale:

Pieni di fiducia nella tua potente intercessione, o gloriosa martire Santa Lucia, ti supplichiamo di interporti presso il tuo Divino Sposo Gesù affinché ci mantenga sempre sana la luce degli occhi del corpo, dandoci insieme la grazia di farne buon uso; cosicché, nel giorno dell'universale resurrezione, siano essi raggianti di quella Luce celeste che li renderà degni di vedere le bellezze ineffabili della Patria beata. Amen.

venerdì 10 aprile 2009

BUONA PASQUA!

A tutti i visitatori del blog, cercando di ridurre il più possibile il numero di parole da dire - in questi giorni in cui il dolore per la morte e la distruzione seguite al terremoto in Abruzzo costringe tutti al silenzio -, auguriamo di vivere la Santa Pasqua vivificati dalla Croce di Cristo, fortificati dalla Sua Resurrezione, sempre saldi nella Sua speranza e nella certezza del Suo Amore, causa di gioia e consolazione di fronte ad ogni sofferenza.

Informiamo poi che - come da tradizione - le Sacre Reliquie e il simulacro argenteo di Santa Lucia verranno solennemente esposti alla venerazione dei fedeli nella Cattedrale di Siracusa il lunedì di Pasqua, 13 aprile 2009, per l'intera giornata.

Comunichiamo infine che nei prossimi giorni, speciale preludio alla Festa del Patrocinio di Santa Lucia, verrà celebrato con solennità un gemellaggio tra Siracusa ed Erchie (Brindisi), sede di un antico e illustre Santuario dedicato alla Martire siracusana, con la traslazione delle Sue reliquie siracusane e lo svolgimento di solenni festeggiamenti in onore della comune Patrona. Vedi http://www.slucia.net/.

mercoledì 1 aprile 2009

Parola di vita - aprile 2009

Giovanni Paolo II, in visita a Siracusa nel 1994, bacia una reliquia di Santa Lucia.

Il 2 aprile 2005, alle ore 21.37, Sua Santità il papa Giovanni Paolo II si spegneva nella sua stanza vaticana: il mondo perdeva un uomo di statura eccezionale sotto tutti i profili, la Chiesa acquistava un potente intercessore, il Cielo si arricchiva di un nuovo straordinario ed eroico santo. "Santo subito" si gridò allora, "santo presto" si grida ora, in realtà non occorre gridare perché Karol Woityla è stato "santo sempre". Lo ricordiamo anche sul nostro blog, lo veneriamo e lo invochiamo con l'amore di sempre per tutti i devoti di Santa Lucia, alla quale anch'egli era molto legato. L'anniversario della sua morte ci invita a riflettere sul momento sacro della nostra. Ecco a tal proposito la meditazione biblica mensile:
"Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà" (Mt 24,42).
Hai osservato come in genere non vivi la vita, ma la trascini in attesa d’un "dopo", in cui dovrebbe arrivare il "bello"? Il fatto è che un "dopo-bello" deve arrivare, ma non è quello che tu ti aspetti.Un istinto divino ti porta ad attendere qualcuno o qualcosa che possa soddisfarti. E pensi magari al giorno di festa, o al tempo libero, o ad un incontro particolare… Ma passati questi, non resti soddisfatto, almeno pienamente. E riprendi il tran tran d’una esistenza non vissuta con convinzione, sempre in attesa. La verità è che, tra gli elementi che compongono anche la tua vita, ve n’è uno da cui nessuno può scappare; è l’incontro a tu per tu col Signore che viene. Questo è il "bello" al quale inconsciamente tendi, perché sei fatto per la felicità. E la piena felicità può dartela solo Lui. E Gesù, conoscendo quanto tu ed io siamo ciechi nella ricerca di essa, ecco che ci ammonisce:
"Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà".
Vegliate. State attenti. State svegli. Perché di molte cose non sei sicuro al mondo, ma di una certamente non puoi aver dubbi: che un giorno devi morire. E questo per il cristiano significa presentarsi davanti a Cristo che viene. Può essere che anche tu sia come i più che dimenticano la morte volutamente, di proposito. Hai paura di quel momento e vivi come se non esistesse. Dici con la tua vita terrena, col radicarti sempre più in essa: la morte mi fa tremare, quindi non c’è. Invece quel momento verrà. Perché Cristo viene certamente.
"Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà".
Con queste parole Gesù intende la sua venuta all’ultimo giorno. Come è salito al Cielo fra gli apostoli, così tornerà. Ma queste parole vogliono dire anche la venuta del Signore alla fine della vita di ogni uomo. Del resto, quando l’uomo muore, per lui il mondo è finito. E giacché non sai se Cristo viene oggi, stasera, domani, o fra un anno o più, devi vigilare. Proprio come quelli che stanno svegli perché sanno che i ladri verranno a svaligiare la loro casa, ma non ne conoscono l’ora. E, se Gesù viene, vuol dire che questa vita è passeggera. E se è tale, anziché svalutarla, devi dare ad essa la massima importanza. Devi prepararti per quell’incontro con una vita degna. (…)
"Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà".
Certamente occorre che anche tu vigili. La tua vita non è solo un pacifico susseguirsi di atti. E’ pure una lotta. E le tentazioni più varie, come quelle sessuali, quelle della vanità, dell’attaccamento al denaro, della violenza, sono i tuoi primi nemici. Se vigili sempre, non ti lascerai prendere di sorpresa. Ma vigila bene chi ama. E’ dell’amore vigilare. Quando si ama una persona, il cuore vigila sempre attendendola, e ogni minuto che passa senza di lei è in funzione di lei. Così fa una sposa amorosa quando fatica, o prepara quanto può servire al suo sposo assente: fa ogni cosa in vista di lui. E quando arriva, nel suo saluto esultante c’è tutto il gioioso lavoro della giornata. Così fa una mamma, quando prende un piccolo riposo durante l’assistenza del suo ragazzo ammalato. Dorme, ma il suo cuore veglia.Così agisce chi ama Gesù. Fa tutto in funzione di Lui, che incontra nelle semplici manifestazioni della sua volontà in ogni attimo, e incontrerà solennemente nel giorno in cui verrà. E’ il 3 novembre 1974. Si conclude a Santa Maria, nel sud del Brasile, un incontro spirituale di 250 giovani, di cui la maggior parte proviene dalla città di Pelotas. Il primo pullman, con quarantacinque persone, parte: tanti canti, tanta gioia, tanto amore a Gesù. Ad un certo punto del viaggio alcune ragazze dicono insieme il rosario coi misteri dolorosi e chiedono alla Madonna la fedeltà a Dio, fino alla morte. In una curva, per un guasto meccanico, il pullman precipita in un burrone d’una cinquantina di metri, capovolgendosi tre volte. Muoiono sei ragazze. Una sopravvissuta dice: "Ho visto la morte da vicino, però non ho avuto paura perché Dio era lì". Un’altra: "Quando mi sono accorta che potevo muovermi, in mezzo ai rottami, ho guardato il cielo stellato e, inginocchiata fra i corpi delle mie compagne, ho pregato. Dio era lì accanto a noi…". Il babbo di Carmen Regina, una delle vittime, ha raccontato che spesso la figlia ripeteva: "E’ bello morire, papà, si va a stare insieme a Gesù".
"Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà".
Le giovani di Pelotas, perché amavano, vigilavano, e quando è venuto il Signore gli sono andate incontro con gioia.

Chiara Lubich

domenica 22 marzo 2009

Comunicazione

Volentieri pubblichiamo la seguente comunicazione appena ricevuta da parte dell'Autore del già più volte segnalato e apprezzato Poemetto Sacro "Santa Lucia Vergine e Martire", il prof. Angelo Cacciato: l'Associazione "Folk Cultura e Musica" fornisce su richiesta copia del CD e libretto del poemetto. Recapiti: email folkculturalmusic@alice.it; tel. 340-9655391.

Un antico santuario e un nuovo sito web dedicati a S. Lucia

Carissimi amici di S. Lucia, buona domenica a tutti!
La Quaresima, prezioso tempo di rinnovamento, di penitenza, di preghiera, di digiuno, di conversione, di carità operosa, di preparazione spirituale alla S. Pasqua, ci renda gioiosi discepoli che scelgono la Croce ad attendono la Resurrezione!
Con grande gioia Vi rendiamo partecipi di una cortese segnalazione appena giunta alla nostra Redazione: la nascita di un nuovo sito internet in onore di S. Lucia. L'indirizzo è http://www.santuariosantalucia.it/ ed è realizzato dal Santuario di Santa Lucia in piazzale don Nicola Notarmasi a Sassinoro (provincia e arcidiocesi di Benevento), aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 18.00.
Questo Santuario vanta una storia molto affascinante e suggestiva: nella primavera del 1600 la nostra Santa Lucia - con il volto "illuminato da un raggio di celestiale bellezza" - apparve ad alcuni pastori che abitavano presso la montagna di Sassinoro, i quali - ritornati sul posto - scoprirono un'immagine della vergine martire siracusana scolpita dentro una grotta. Da allora la popolazione accorre sempre con fede e devozione alla "grotta di Santa Lucia", attorno alla quale è stato costruito - grazie alla fiducia dei devoti nella Provvidenza, al loro contributo concreto e alla visibile intercessione della nostra patrona - un bel santuario, centro di spiritualità e culto luciano.

venerdì 13 marzo 2009

La preghiera del mese - marzo 2009

Carissimi, oggi Vi proponiamo una piccola ma bella e intensa orazione a S. Lucia (facilmente memorizzabile) composta dal papa Giovanni XXIII quando era ancora patriarca di Venezia, città custode del corpo della martire siracusana. Il valore di questa piccola orazione consiste soprattutto nell'elevato pensiero spirituale che essa esprime: non vi si trovano infatti le consuete richieste, implorazioni e suppliche in merito a guarigioni dell'anima e del corpo o comunque in merito a grazie da chiedere, bensì vi si considera soltanto la perfezione della vita cristiana che il devoto, con l'aiuto di Dio e di S. Lucia, vuole raggiungere. Questa dovrebbe essere l'intenzione primaria di ogni nostra invocazione verso il Cielo: chiedere di divenire cristiani perfetti, e quindi santi. I devoti di S. Lucia sono assidui nella recita quotidiana di questa preghiera, che in poche espressioni sintetizza stupendamente tutta la ricchezza del rapporto d'amore tra Lucia e i Suoi amati fedeli:

PREGHIERA QUOTIDIANA DEL DEVOTO DI S. LUCIA
O gloriosa Santa Lucia,
che alla professione della fede associasti la gloria del martirio,
ottienici di professare apertamente le Verità del Vangelo e
di camminare con fedeltà secondo gli insegnamenti del Salvatore.
O vergine siracusana,
sii luce alla nostra vita e modello di ogni nostra azione,
cosicché - dopo averti imitato qui in terra -
possiamo assieme a Te godere della visione del Signore. Amen.

domenica 1 marzo 2009

Parola di vita - marzo 2009

“Qualunque cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà” (Gv 16,23).
Il più assurdo spettacolo, che puoi osservare in questo mondo, è da una parte la presenza di uomini sbandati, sempre alla ricerca, che, nelle inevitabili prove della vita, sentono l’angoscia del bisogno, dell’aiuto e il senso dell’orfanezza e, dall’altra, la realtà di Dio, Padre di tutti, che nulla desidera tanto quanto usare della sua onnipotenza per esaudire i desideri e le necessità dei suoi figli. E’ come un vuoto che chiama un pieno. E’ come un pieno che chiama un vuoto. Ma non s’incontrano. La libertà di cui l’uomo è dotato può fare anche questo danno. Ma Dio non cessa di essere Amore per coloro che Lo riconoscono. Senti cosa dice Gesù:
“Qualunque cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà”.
Ed eccoti a considerare una di quelle parole ricche di promesse che ogni tanto nel Vangelo Gesù ripete. Con esse ti insegna, con accenti e spiegazioni varie, come ottenere ciò di cui abbisogni. Solo Dio può parlare così. Le sue possibilità sono senza limiti. Tutte le grazie sono in suo potere: quelle terrene, quelle spirituali, quelle possibili e quelle impossibili. Ma ascolta bene. Egli ti suggerisce “come” devi presentarti al Padre per la tua richiesta. “Nel mio nome” dice. Se hai un po’ di fede queste tre brevi parole dovrebbero metterti le ali. Vedi, Gesù che è vissuto qui fra noi sa gli infiniti bisogni che abbiamo e che hai ed ha pena di noi. E allora, per quanto concerne la preghiera, s’è messo lui di mezzo ed è come ti dicesse: “Va’ dal Padre a nome mio e chiedigli questo e poi questo e poi questo”. Egli sa che il Padre non può dirgli di no. E’ suo figlio ed è Dio. Non vai in nome tuo dal Padre, ma in nome di Cristo. Ricordi il proverbio: “Ambasciator non porta pena”? Tu, andando al Padre in nome di Cristo, fungi da semplice ambasciatore. Gli affari si sbrigano fra i due interessati. Così pregano moltissimi cristiani che potrebbero testimoniarti le grazie senza numero ricevute. Esse rivelano quotidianamente che su di loro vigila attenta e amorosa la paternità di Dio.
“Qualunque cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà”.
A questo punto può essere che tu mi risponda: “Ho chiesto, ho chiesto, nel nome di Cristo, ma non ho ottenuto”. Può essere. T’ho detto sopra che Gesù invita in altri passi del Vangelo a chiedere e dà ulteriori spiegazioni, che forse ti sono sfuggite. Egli dice, ad esempio, che ottiene chi “rimane” in Lui, e vuol dire nella Sua volontà. Ora può essere che tu abbia a chiedere qualcosa che non rientra nel disegno di Dio su di te e Dio non vede utile alla tua esistenza su questa terra o nell’altra vita, o pensa addirittura dannoso. Come fa Egli, che t’è padre, ad esaudirti in questi casi? T’ingannerebbe. E questo non lo farà mai. E allora sarà utile che, prima di pregare, tu ti metta d’accordo con Lui e gli dica: “Padre, io ti chiederei questo in nome di Gesù, se ti pare che vada bene”. E, se la grazia richiesta si concilierà col piano che Dio nel suo amore ha pensato per te, s’avvererà la parola:
“Qualunque cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà”.
Può essere pure che tu chieda grazie, ma non abbia nessuna intenzione di adeguare la tua vita a quanto Dio domanda. Anche in questo caso ti parrebbe giusto che Dio ti esaudisca? Egli non vuol darti solamente un dono, vuol donarti la felicità piena. E quella si ottiene cercando di vivere i comandamenti di Dio, le sue parole. Non basta pensarle soltanto, nemmeno limitarsi a meditarle, occorre viverle. Se così farai, otterrai ogni cosa. Concludendo: vuoi ottenere grazie? Chiedi pure qualsiasi cosa, nel nome di Cristo, ponendo la tua prima attenzione alla Sua volontà, con la decisione di obbedire alla legge di Dio. Dio è felicissimo di donare grazie. Purtroppo il più delle volte siamo noi a chiudergli le mani.
Chiara Lubich

domenica 1 febbraio 2009

Parola di vita - febbraio 2009

"Se uno viene a me e non pospone suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo" (Lc 14,26)
Che ne dici? Sono parole con esigenze tremende, radicali, mai udite! Eppure quel Gesù che ha detto indissolubile il matrimonio e ha comandato di amare tutti e quindi particolarmente i genitori, quello stesso Gesù ora chiede di mettere al secondo posto tutti gli affetti belli della terra, qualora fossero d’impedimento all’amore diretto, immediato, a Lui. Solo Dio poteva chiedere tanto. Gesù infatti strappa gli uomini dal loro modo naturale di vivere e li vuole legati anzitutto a sé, per comporre sulla terra la fraternità universale. Per questo, ove trova un ostacolo al suo progetto “taglia” e nel Vangelo parla di “spada”, spirituale s’intende. E chiama “morti” coloro che non hanno saputo amare Lui più della madre, della sposa, della vita. Ricordi quell’uomo che ha chiesto di poter seppellire suo padre prima di seguirLo? Proprio a lui Gesù ha risposto: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”. Forse dinanzi a tanta esigenza avrai avuto un fremito di paura; forse avrai pensato di relegare queste parole di Gesù al suo tempo, o destinarle a coloro che lo debbono seguire in un modo particolare. Ti sbagli. Questa parola vale per ogni epoca, anche per l’attuale, e vale per tutti i cristiani, anche per te. Con i tempi che corrono ti si possono presentare molte occasioni per mettere in pratica l’invito di Cristo. Sei in una famiglia dove qualcuno contesta il cristianesimo? Gesù vuole che tu lo testimoni con la vita e al momento opportuno con la parola, anche a costo di essere deriso o calunniato. Sei madre e tuo marito t’invita ad interrompere la gravidanza? Obbedisci a Dio e non agli uomini. Un fratello ti vuole aggregare ad una compagnia con fini poco chiari, o perfino riprovevoli? Dissociati. C’è qualcuno dei tuoi che t’invita ad accettare denaro poco pulito? Mantieni la tua onestà. L’intera famiglia vuol coinvolgerti in un lassismo mondano? Taglia, perché Cristo non s’allontani da te.
"Se uno viene a me e non pospone suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo".
Eri d’una famiglia miscredente e il fatto della tua conversione a Cristo ha prodotto divisione? Non ti allarmare. E’ un effetto del Vangelo. Offri a Dio lo strazio del cuore per quelli che ami, ma non mollare. Cristo t’ha chiamato in modo particolare a sé, ed ora è arrivato il momento in cui la tua donazione totale richiede di lasciare il padre e la madre, o magari di rinunciare alla fidanzata?Opera la tua scelta. Chi non ha lotta, non ha vittoria.
"Se uno viene a me e non pospone suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo".
“… e perfino la propria vita”. Sei in terra di persecuzione e l’esporti per Cristo mette in pericolo la tua vita? Abbi coraggio. A volte la nostra fede può chiedere anche questo. Non è mai del tutto finita nella Chiesa l’epoca dei martiri. Ognuno di noi, nella sua esistenza, si troverà a scegliere tra Cristo e tutto il resto per rimanere autentico cristiano. Quindi toccherà anche a te. Non aver paura. Non aver paura per la vita: meglio perderla per Dio che non trovarla più. L’altra Vita è una realtà. E non aver paura per i tuoi. Dio li ama. Un giorno – se tu li sai posporre a Lui – passerà accanto a loro e li chiamerà con le parole forti del suo amore. E tu li aiuterai a diventare con te veri discepoli di Cristo.


Chiara Lubich

sabato 24 gennaio 2009

Il nuovo patriarca di Antiochia

La Chiesa cattolica di Antiochia, antica e illustre città cristiana della Siria, ha un nuovo patriarca: Ignace Youssif III Younan, neoeletto successore di Mar Ignace Pierre VIII Abdel-Ahad che a gennaio dello scorso anno aveva rassegnato le proprie dimissioni. Il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato i vescovi siro-cattolici riuniti a Roma dal 18 al 20 gennaio per il Sinodo che avrebbe nominato il nuovo patriarca, e ha auspicato che tutta la Chiesa parli ancora di Cristo al mondo "con le parole dell'Oriente e dell'Occidente".
La notizia che riguarda questa comunità ecclesiale orientale interessa vivamente anche noi siracusani, in quanto l'importante Chiesa di Antiochia è "madre" di quella di Siracusa: il protovescovo della città aretusea, San Marciano martire, era originario proprio di Antiochia e da lì venne inviato in Sicilia per fondare la prima Chiesa d'Occidente ad essere chiamata proprio "Chiesa di Cristo" (Prima Post Antiochenam Christo Dicata si legge tuttora in un'iscrizione che campeggia nel duomo siracusano).

martedì 20 gennaio 2009

Lucia, luce per l'unità dei cristiani

Carissimi, è in corso la settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, importante appuntamento annuale nel segno di un abbraccio planetario fra le membra del Corpo Mistico di Cristo, della gioia della fraternità cristiana universale, della speranza in un luminoso futuro di piena riconciliazione tra le Chiese, della preghiera corale, unanime e concorde che sale al Cielo da tutti i credenti in Cristo della Terra.
Gesù vuole "che tutti siano una cosa sola" (cfr. Vangelo di Giovanni, capitolo 17), quindi la separazione tra i Suoi seguaci è scandalo, dolore, peccato. L'impegno per l'unità deve essere aspirazione prioritaria per tutti noi.
Lucia, poco prima di morire per Cristo, profetizzò la pace per la Chiesa.
Lucia è una santa "ecumenica", veneratissima da sempre da tutti i cristiani d'Oriente e d'Occidente.
Lucia, felice eccezione, è tra i pochissimi santi a godere di un culto presso i luterani, in Svezia, dove le è addirittura dedicato un rito liturgico proprio.
Il Concilio di Trento, momento di riflessione della Chiesa sulla ferita della disunità fra i cristiani, iniziò proprio un 13 dicembre, festa di S. Lucia.
Preghiamo Lucia per l'unità dei cristiani, dono immenso di Dio per la Chiesa e per il mondo ("che tutti siano uno ... affinché il mondo creda").

martedì 13 gennaio 2009

Una preghiera al mese - gennaio 2009

Visto che nell'ultima solennità luciana abbiamo ricordato il miracolo di S. Lucia a Verona, stavolta Vi proponiamo questa preghiera un po' particolare, non ufficiale, ma spontanea, di suggestiva bellezza, pienamente espressiva del dolore sofferto da molti, i quali - così come l'autore di questo testo - si rivolgono con fede alla Santa della quale sono devoti, per trarne conforto, sollievo, speranza, pace del cuore e piena salute. Dedicato a tutti i sofferenti: S. Lucia Vi protegge!

PREGHIERA DELL’AMMALATO A S. LUCIA

Lucia, Vergine beatissima, Tu vedi in che stato io mi trovo e da quanti dolori e infermità sia continuamente tormentato: liberami, Ti prego, da questa infermità e rendimi la salute. Sono certo che se Tu, per la doppia corona di verginità e martirio, intercederai – come spero – presso il Tuo dilettissimo Sposo, il Signore nostro Gesù Cristo, e so che lo farai, io guarirò e prometto … (qui si formula un voto di ringraziamento personale proporzionato alle proprie possibilità) in onore del Tuo santo nome. Amen.
(Pace Drappiere, Verona 1308,
dalla Historia di Verona di Girolamo Dalla Corte, 1594)

martedì 6 gennaio 2009

Cultura: le recensioni di "Amici di S. Lucia" - 2

Pubblichiamo oggi il secondo numero della rubrica di recensioni bibliografiche a cura della nostra Redazione. Informiamo gli Autori e gli Editori di pubblicazioni su S. Lucia che, qualora desiderassero inviarcene copia perché vengano recensite sul nostro blog, possono contattare la Redazione mediante l’indirizzo email: amicisantalucia@yahoo.it.

Vorrei che mi porteresti tanti regali. Santa Lucia “vista” e raccontata dai ragazzi, a cura di ROBERTO ALBORGHETTI, Okay! Associazione News – Consiglio Regionale della Lombardia, 2008

Oggi è la festa dell’Epifania: in certe zone vige la tradizione di donare – proprio in questo giorno – dolci e giocattoli ai bambini, lasciando loro immaginare che siano stati portati da un personaggio fantasioso, cioè la Befana. A Natale, c’è chi fa portare i doni ad un altro personaggio d’invenzione, cioè Babbo Natale (lontana deformazione di un personaggio storico in carne e ossa, cioè San Nicola). Ma in alcune regioni dell’Italia settentrionale, i doni arrivano nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, portati da Santa Lucia di Siracusa: questa tradizione è ben differente dalle altre analoghe, perché si fonda dichiaratamente su una persona realmente esistita e – elemento ancor più interessante – su un dettaglio biografico proprio della stessa. Quando era in vita, all’alba del IV secolo, Lucia, che era una vergine nobile e ricca, scelse davvero di donare tutti i propri beni ai poveri: ecco perché la sua figura, esempio di generosità estrema nel nome del suo amore per Cristo, ben si presta a divenire emblema dell’elargitore di doni. Questa tradizione si distingue nettamente da quelle più favolose del Babbo e della Befana anche perché essa si accompagna, con mille e mille iniziative sempre nuove nelle scuole e nelle parrocchie, a progetti di ricerca destinati ai bambini e finalizzati al raggiungimento di una conoscenza seria sulla “vera” Santa Lucia. Tra le iniziative di questo tipo, merita un’ammirata segnalazione quella curata quest’anno da Roberto Alborghetti (vedi: www.scuolaokay.it), dalla quale è nato il libro di cui vi parliamo oggi. “Vorrei che mi porteresti tanti regali” è un sorprendente compendio sulla vita e sul culto di S. Lucia nella storia e nel mondo, un vero e proprio “mio primo libro su S. Lucia”, attraverso il quale tutti i bambini potranno accostarsi con sicurezza ad una trattazione semplice ma esauriente sulla dolce Santa che così tanto amano fin da piccolissimi. E, cosa bellissima, il libro è fatto proprio da loro, in quanto tutti i testi che compongono questo quadro così completo sono stati raccolti dalle loro ricerche e dai loro elaborati, giunti da numerose scuole elementari italiane. Così, in un linguaggio perfettamente adeguato ai lettori più giovani, con soddisfacente meticolosità e correttezza storica (superiore addirittura a certi libri scritti da adulti!) l’agile volumetto comprende la vita di S. Lucia, la storia delle traslazioni delle sue reliquie, cenni storici sulla più antica espansione del suo culto, un excursus sulle tradizioni popolari e culinarie legate alla sua festa, un’antologia di racconti, proverbi, filastrocche sulla santa e infine di letterine a S. Lucia, atteso impegno annuale di tanti bambini. Sono proprio queste ultime a stupire di più: non sono semplici richieste di regali, ma spesso vere e proprie preghiere spontanee, sincere, tenere, commoventi, che testimoniano sensibilità e consapevolezza da parte dei bambini nei confronti dei bisogni dell’umanità. Un esempio: “Cara Santa Lucia, ti scrivo questa lettera per dirti che non voglio dei giocattoli. In questo mondo ci sono molte ingiustizie, come la guerra, le malattie incurabili (l’AIDS, il cancro), lo sfruttamento minorile … Mi fermo qua, altrimenti un quaderno non mi basterebbe. Nelle persone c’è qualcosa che non va, sono piene di odio, vogliono sempre più di quello che già hanno; tu Santa Lucia, potresti trasformare questo odio in amore, felicità per la Vita!”.

lunedì 5 gennaio 2009

Solennità dell'Epifania del Signore: "Jesu, corona Virginum"

Un Inno per Lucia
Tratto dal Liber usualis, Ex Editione Vaticana 1957, p. 1213, riporto il testo con la mia traduzione in italiano e in siciliano dell’inno Jesu, corona Virginum attribuito a S. Ambrogio (339-397), che l’antica liturgia romana In Festa Decembris 13, in II. Vesperis dedicava a S. Lucia.
L’inno liturgico si fa strada attraverso la letteratura primitiva, greca, ebraica e poi latina; testimonianza di una tradizione e classicità rispettabili. Dalla ricca fioritura degli inni biblici, ebraici e bizantini derivò l'inno cristiano, che S. Ambrogio introdusse nella liturgia della Chiesa d'Occidente. Il Liber usualis, Editio Vaticana 1957, ne riporta 82. Erano cantati a ogni singola ora dell'Ufficio divino.
L’inno qui riportato, Jesu, corona Virginum, attribuito a S. Ambrogio, è dedicato alle sante vergini. Il ritmo dei versi è il Settenario, melodioso e vario: le diverse posizioni degli accenti ritmici mobili (una delle prime quattro sillabe) si accompagnano all’accento fisso (sempre sulla penultima sillaba). Esempi: Tòrna a fiorir la ròsa (Parini, La Educazione); Qual màsso che dal Vèrtice (Manzoni, Il Natale).
Le conferme dell'iconografia luciana
Secondo la particolare iconografia diffusa a partire dall’età bizantina, S. Lucia (come le sante vergini martiri) è spesso raffigurata nelle ricche vesti di celeste cortigiana di Cristo. La mano che stringe la palma del martirio, spesso è portata verso il cuore, simbolo del dono della vita donata a Cristo per amore. Lo sguardo illuminato di gioia, rivolto verso l’alto, contempla il cielo ed evidenzia il taglio sanguinoso della decapitazione. Tutta pervasa di grazia settecentesca, sotto la lunga veste, la snella e leggiadra figura di Lucia accenna a movenza di danza, mentre la mano che regge il simbolo della grazia illuminante (la luce dei suoi occhi o la fiamma) si allarga con eleganza come per cogliere fiori: preciso richiamo alle figure contenute nell’inno di Sant’Ambrogio Jesu, corona Virginum, che la Chiesa da secoli intona nelle festività delle Sante Vergini. Tale composizione, con immagini tratte dal Cantico dei Cantici e dall’Apocalisse, cantato Cristo che, nel giardino del Paradiso, incede tra i gigli ("pergit inter lilia"), (Cant. 2, 16), contornato dalle danze delle Vergini "septus choreis Virginum", (Ger. 31, 13; Ap. 14, 4), elette sue compagne per tutta l’eternità (vedi: Santa Lucia Vergine e Martire. Poemetto sacro in musica di Angelo Cacciato, II edizione, Barvin, Roma 2009).
JESU, CORONA VIRGINUM
Inno dal COMUNE DELLE SS. VERGINI
TESTO ORIGINALE:
Jesu, corona Virginum,
Quem Mater illa concipit,
Quae sola Virgo parturit,
Haec vota clemens accipe.

Qui pergis inter lilia,
Septus choreis Virginum,
Sponsus decorus gloria,
Sponsisque reddens praemia.

Quocumque tendis Virgines
Sequuntur, atque laudibus
Post te canentes cursitant,
Hymnosque dulces personant.

Te deprecamur supplices
Nostris ut addat sensibus
Nescire prorsus omnia
Corruptionis vulnera.

Virtus, honor, laus, gloria
Deo Patri cum Filio,
Sancto simul Paraclito
In saeculorum saecula. Amen.

TRADUZIONE ITALIANA:

Gesù, gloria delle Vergini,
concepito dalla Beata Madre,
la sola che partorì vergine,
accogli, clemente i nostri voti.

Tu che incedi tra i gigli,
circondato da vergini danzanti,
sposo splendente di gloria,
doni alle spose il premio eterno.

Ovunque ti dirigi, le vergini
ti seguono, e con canti di lode,
dietro di te si affrettano cantando,
inni armoniosi intonando.

Ti preghiamo supplici,
concedi ai nostri sensi
di ignorare completamente
le ferite della colpa.

Virtù, onore, lode, gloria
a Dio Padre e Figlio,
insieme al Santo Spirito.
Nei secoli dei secoli. Amen.

TRADUZIONE RITMICO-POETICA IN SICILIANO:

Tu fusti cuncepitu,
di la Beata Virgini,
Gesù, corona virginum,
fiori di castità.

Ti pasci tra li gigli,
tra virgini festusi,
o sposu gloriusu,
premi la fedeltà.

S’accordanu ai to passi
li virgini danzannu,
appressu a tia cantannu,
inni in solennità.

Nui ti pregamo supplici,
ca simu piccatura
ma tu perduni ognura
li nostri iniquità.

Virtù, onuri e gloria
a Dio Patri e a lu Figliu,
assiemi al Sanctu Spirtu
e pi’ l’eternità. Amen.
A questo inno cantato segue il breve responsorio declamato in prosa:

Celebrante:
Diffusa es gratia in labiis tuis.
Risposta dell’assemblea:
Propterea benedixit te Deus
in aeternum.
TRADUZIONE ITALIANA:
Celebrante:
Grazia è diffusa nelle tue labbra.
Risposta dell’assemblea:
Per questo il Signore ti benedì in eterno.
TRADUZIONE SICILIANA:
Celebrante:
Grazia è diffusa ne li to sembianti.
Risposta dell’assemblea:
A tia prescelsi Diu tra tutti quanti.
© Testi e traduzioni di Angelo Cacciato, 5 gennaio 2009

domenica 4 gennaio 2009

CELEBRAZIONI IN ONORE DI S. LUCIA - GENNAIO 2009

AVVISO SACRO:

Come da antica tradizione, le Sacre Reliquie e il simulacro-reliquiario argenteo di S. Lucia saranno esposti solennemente alla venerazione dei fedeli nella Cappella dedicata alla Santa nel Duomo di Siracusa venerdì 9, sabato 10, domenica 11, lunedì 12 e martedì 13 gennaio 2009, per commemorare la dedicazione del Duomo a Cristo Re e Maria Nascente (9 gennaio 1927), il patrocinio di S. Lucia nello storico terremoto della Valle di Noto (11 gennaio 1693) e le traslazioni delle Reliquie di S. Lucia (da Siracusa a Costantinopoli nel 1039, da Costantinopoli a Venezia nel 1204, da Venezia a Siracusa in occasione del XVII centenario del martirio di S. Lucia dal 15 al 22 dicembre 2004).

Orario Ss. Messe:
  • giorni feriali: ore 8.00 - 10.30 - 18.00;
  • domenica: ore 8.00 - 10.30 - 12.00 - 19.00.

Tutti i siracusani e i devoti di S. Lucia sono invitati a partecipare.

sabato 3 gennaio 2009

Cultura: le recensioni di "Amici di S. Lucia" - 1

Con il nuovo anno, il nostro blog si arricchisce di una nuova rubrica a carattere culturale, nella quale troveranno spazio le recensioni ai libri su S. Lucia che vengono donati alla Redazione: è un servizio che svolgiamo volentieri, per dar meritata visibilità ad iniziative editoriali di tema luciano e aggiornare il più possibile i visitatori del blog sulle novità in libreria che riguardano la nostra Santa. Nel primo numero della nostra rubrica, parleremo del seguente volume:

SALVATORE DI SALVO, Devoti! ... W Santa Lucia. Storia di un cammino d'amore con la Santa Patrona 1998-2008, Angelo Parisi Editore - Associazione Devoti di S. Lucia, Carlentini 2008
Il pregevole volume di Salvatore Di Salvo documenta e corona, degnamente e felicemente, i primi dieci anni di vita dell'Associazione Devoti di S. Lucia in Carlentini (provincia di Siracusa), paese che sin dal 15 marzo 1621 ha scelto per patrona l'illustre megalomartire siracusana e che costituisce un vero e proprio "luogo luciano", nel quale passò Lucia in persona durante la sua breve vita terrena, in quanto - secondo un'antica tradizione - ella sostò nella zona dove oggi sorge Carlentini in occasione del suo viaggio verso il sepolcro di S. Agata a Catania. L'Autore del volume traccia con chiarezza la storia del culto luciano a Carlentini e quella della locale Associazione Luciana, che testimonia l'amore (e proprio un "cammino d'amore" se ne può definire la storia) di questo popolo per la Patrona. Il ricco dossier fotografico curato da Di Salvo restituisce al lettore la bellezza dei festeggiamenti luciani carlentinesi e commuove, sia quando descrive i vari momenti e i volti delle celebrazioni, sia - soprattutto - quando immortala i volti angelici dei bambini che si accostano al simulacro argenteo di S. Lucia per un dolcissimo "a tu per tu" con Lei. Tra l'altro - è bello ricordarlo - il fercolo processionale di S. Lucia di Carlentini è stato privilegiatissima custodia del Corpo della Santa durante la straordinaria processione per le strade di Siracusa il pomeriggio di quell'indimenticabile 15 dicembre 2004, storico ritorno in patria di quel Santo Corpo.
"Una pubblicazione originale. Una documentazione suggestiva. Salvatore Di Salvo, giornalista e segretario dell'Associazione dei devoti di Santa Lucia, ci fa rivivere, attraverso questo mosaico di foto, la festa di Santa Lucia celebrata a Carlentini, che già nel lontano 1621 la scelse come "patrona, protettrice e avvocata". Sono pagine di vita. Sono testimonianza toccante di una devozione viva, di un amore ardente, di una incondizionata fiducia dei carlentinesi verso la grande vergine e martire siracusana. Non è un volume di dotta speculazione, né di arida dottrina, né di astratta teoria. E' invece una ripresentazione affascinante e coinvolgente di scene che documentano momenti forti di festa dei credenti, di giubilo dei devoti, di esultanza di un popolo. (...) Santa Lucia è un campione della fede, è un gigante della carità, è un modello di testimonianza evangelica. Per questo tutti la amiamo e la veneriamo e non ci stanchiamo di invocarla a nostra difesa e protezione" (S. E. mons. Giuseppe Costanzo, Arcivescovo emerito di Siracusa, dalla Presentazione al volume).

giovedì 1 gennaio 2009

Parola di Vita - gennaio 2009

Carissimi amici, auguri di buon anno nuovo a tutti! Ecco a voi la meditazione biblica del mese:

“Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo” (1 Cor 12,20).
Hai mai frequentato una comunità viva di cristiani veramente autentici? Hai mai assistito a qualche loro assemblea? Ne hai penetrato la vita? Se sì, avrai notato che vi sono molte funzioni in coloro che la compongono: chi ha il dono di parlare e ti comunica realtà spirituali che ti toccano l’anima; chi ha il dono d’aiutare, di assistere, di provvedere e ti fa meravigliare di fronte ai successi raggiunti a beneficio di quanti soffrono; chi insegna con tanta sapienza da infonderti una nuovissima forza alla fede che già possiedi, chi ha l’arte di organizzare, chi di governare; chi sa capire quelli che avvicina ed è distributore di consolazione ai cuori che ne abbisognano.
Sì, tutto questo puoi sperimentare, ma soprattutto ciò che ti colpisce in una comunità così viva è l’unico spirito che tutti informa e ti sembra di sentir aleggiare e fa di quella originale società un unum, un solo corpo.
“Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo”.
Anche Paolo, e lui in modo particolare, si è trovato di fronte a comunità cristiane vivissime, suscitate proprio dalla sua straordinaria parola.
Una di queste era quella, giovane, di Corinto, nella quale lo Spirito Santo non era stato parco nel diffondere i suoi doni o carismi, come si chiamano. Anzi, in quel tempo se ne manifestavano di straordinari, per la speciale vocazione che aveva la Chiesa nascente.
Senonché, questa comunità, fatta l’esperienza esaltante dei vari doni elargiti dallo Spirito Santo, aveva conosciuto anche rivalità o disordini, proprio fra coloro che ne erano stati beneficiati.
Fu necessario allora rivolgersi a Paolo, che era ad Efeso, per avere dei chiarimenti.
Paolo non esita e risponde in una delle sue straordinarie lettere, spiegando come vadano usate queste grazie particolari.
Egli spiega che esiste diversità di carismi, diversità di ministeri, come quello degli apostoli o dei profeti o dei maestri, ma che uno solo è il Signore da cui provengono. Dice che nella comunità esistono operatori di miracoli, di guarigioni, persone portate in modo eccezionale all’assistenza, altre al governo, come esiste chi sa parlar lingue, chi le sa interpretare, ma aggiunge che uno solo è Dio da cui hanno origine.
E allora, siccome i vari doni sono espressioni dello stesso Spirito Santo, che li infonde liberamente, non possono non essere in armonia fra di loro, non possono non essere complementari. Essi non servono al godimento personale, non possono essere motivo di vanto, o di affermazione di sé, ma sono dati per una finalità comune: costruire la comunità; la loro finalità è il servizio. Non possono quindi generare rivalità o confusione.
Paolo, pur pensando a doni particolari che riguardavano proprio la vita della comunità, è dell’avviso che ogni membro di essa ha la sua capacità, il suo talento da far trafficare per il bene di tutti, e ognuno deve essere contento del proprio.
Egli presenta la comunità come un corpo e si domanda: Se il corpo fosse tutto occhio dove sarebbe l’udito? E se fosse tutto udito dove l’odorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo come Egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo?[1] Invece: “Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo”.
Se ognuno è diverso, ognuno può essere dono per gli altri, e con ciò essere se stesso e realizzare il proprio disegno di Dio nei confronti degli altri.
E Paolo vede nella comunità, in cui i diversi doni funzionano, una realtà cui dà uno splendido nome: Cristo. Il fatto è che quell’originale corpo che compongono i membri della comunità è veramente il Corpo di Cristo. Cristo infatti continua a vivere nella sua Chiesa e la Chiesa è il suo corpo. Nel battesimo, infatti, lo Spirito Santo incorpora in Cristo il credente, che viene inserito nella comunità. E lì tutti sono Cristo, ogni divisione è cancellata, ogni discriminazione è superata.
“Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo”.
Se il corpo è uno, i membri della comunità cristiana attuano bene il loro nuovo modo di vivere se realizzano fra loro l’unità, quell’unità che suppone la diversità, il pluralismo. La comunità non assomiglia ad un blocco di materia inerte ma ad un organismo vivente con diverse membra.
Il provocare le divisioni è, per i cristiani, fare il contrario di quanto devono.
“Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo”.
Come allora vivrai questa nuova Parola che la Scrittura ti propone?
Occorre che tu abbia un grande rispetto per le varie funzioni, per i doni e i talenti della comunità cristiana.
Bisognerà che tu dilati il cuore su tutta la varia ricchezza della Chiesa e non solo della piccola Chiesa che frequenti e ti è nota, come la comunità parrocchiale o l’associazione cristiana cui tu sei legato, oppure il Movimento ecclesiale di cui sei membro, ma della Chiesa universale, nelle sue molteplici forme ed espressioni.
Tutto devi sentir tuo, perché sei parte di questo unico corpo.
E allora, come tieni in considerazione e proteggi ogni membro del tuo corpo fisico, così devi fare per ogni membro del corpo spirituale.
(…) Per tutti devi avere stima, far la tua parte perché possano rendersi utili alla Chiesa nel migliore dei modi. (…) Non disprezzare intanto ciò che Dio ti domanda là dove sei, per quanto il lavoro quotidiano ti possa sembrare monotono e senza grandi significati: apparteniamo tutti ad un medesimo corpo e, come membro, ognuno partecipa all’attività dell’intero corpo, rimanendo al posto che Dio ha scelto per lui.
L’essenziale poi è che tu possegga quel carisma che, come annunzia Paolo, supera tutti gli altri ed è l’amore: l’amore per ciascun uomo che incontri, l’amore per tutti gli uomini della terra.
E’ con l’amore, con l’amore reciproco, che le molte membra possono essere un sol corpo.

Chiara Lubich
(Trento, 22 gennaio 1920 - Rocca di Papa, 14 marzo 2008)
[1] Cf 1 Cor 12, 17-19.

mercoledì 31 dicembre 2008

RESPONSORIU DI LA GLORIUSA VERGINI LUCIA


Per gentile concessione dell'Autore, pubblichiamo qui di séguito la versione ufficiale del nuovo Responsoriu di la Gloriusa Vergini Lucia. Composto da Angelo Cacciato per la Tredicina di S. Lucia, introdotto e commentato dall'Autore stesso, poeta e musicista siciliano devotissimo della nostra S. Concittadina. Oltre a questo Responsorio, Cacciato ha già dedicato a S. Lucia un'altra opera: il Poemetto di 304 endecasillabi in forma di Sacra Rappresentazione dal titolo S. Lucia Vergine e Martire, la cui prima esecuzione assoluta si è svolta a Roma presso la benemerita e storica Arciconfraternita dei Siciliani in Roma posta sotto la protezione della Madre di Dio Odigitria, da secoli gloriosa Patrona di Sicilia (vedi locandina nell'immagine qui sopra). Il libretto e il CD di questa Cantata sacra dialettale per S. Lucia sono stati recentemente pubblicati a Roma con il meritorio e concreto sostegno di S. E. mons. Michele Pennisi, Vescovo di Piazza Armerina (che fino a qualche anno fa era Diocesi Suffraganea dell'Arcidiocesi di Siracusa). Da parte nostra, dopo averne apprezzato l'innegabile bellezza, caldeggiamo l'adozione di questo Responsorio come formulario per la tradizionale tredicina di preghiera alla S. Patrona, al fine di ripristinare l'antica e ben radicata consuetudine siracusana - documentata perlomeno fino all'Ottocento - di intonare responsori latini in onore di S. Lucia:

"Il testo è ispirato agli inni latini del repertorio gregoriano. La prassi di tradurre dal latino era ancora diffusa ai tempi di Giuseppe Pitrè (1841-1916), il quale, ad esempio, riporta la Figghiulanza di San Giuvanni di Diu tradotta dal latino in canzonette siciliane da un suo divoto. A Palermo era distribuita agl’infermi in stampa popolare di cui esiste qualche copia del secolo XVIII (cfr. G. PITRÈ, Proverbi, motti e scongiuri del popolo siciliano, C. Clausen, Torino - Palermo 1910, p. 244). Il ritmo dei versi senari è pieno di vivacità: coi suoi accenti ritmici sulla II e V sillaba si presta a dar voce e slancio alla passione di un popolo (vedi ad esempio l'inno di Mameli). Il responsorio è organizzato in piccole monografie a gruppi di tre strofe ciascuna:
• 1-3: S’invita il fedele a considerare Lucia e il suo martirio ("e fu ardimintusa cu gran nobiltà").
• 4-6: Le citazioni di Dante che vede in Lucia il simbolo della grazia illuminante.
• 7-9: Venezia la custodisce preziosamente; e ancora più a nord, nel canto svedese che la festeggia, S. Lucia è detta "Regina di Luce", infatti è lume nel dubbio e rimedio alla cecità.
• 10-12: Allontanando il peccato sconfigge il maligno ("ni trema l’infernu") e di conseguenza qualunque male fisico viene allontanato.
• 13: Ogni cristiano invochi Lucia e dia gloria alla S.S. Trinità" (Angelo Cacciato - Roma, 1° dicembre 2008).
RESPONSORIU DI LA GLORIUSA VERGINI LUCIA
1. Su cerchi purtenti,
ne la malatia,
ricurri a Lucia
ca è tutta pietà.

2. Iddiu la mannàu
pi’ li puvireddi,
malati, urfaneddi,
oh, summa bontà!

3. Gesù la chiamàu,
la vozi so spusa
e fu ardimintusa
cu gran nobiltà.

Rit. Via dunca, curriti,
si vui la prigati
cu fidi e umiltati,
la grazia vi fa.

4. Lu sommu poeta
decanta Lucia:
“cunnuci a la via”
pi’ l’eternità.

5. “Lucia è nemica
di ciascun crudeli”
e a ogni fideli
confortu ci dà.

6. Grazia illuminanti
confortu e cunsigliu
in ogni perigliu
vincenti ni fa.

Rit. Via dunca, curriti….

7. Rigina di Luci
la invoca la Svezia
e cu idda Venezia
preziusa si fa.

8. Lucia è vera guida
tranquilla e sicura:
n’agghiorna o ni scura
gran lumi ni dà.

9. Spiriscinu tutti
li mali chiù granni
disgrazii, affanni
e la cecità.

Rit. Via dunca, curriti….

10. Ni trema lu ’nfernu,
e u vili sirpenti;
la morti già senti
la so potestà.

11. Sta Santa guarisci
la frevi chiù forti,
e tutti li sorti
di l’infermità.

12. E l’ossa, si a casu
su rutti o feriti,
chiù forti ed uniti
‘sta santa li fa.

Rit. Via dunca, curriti….

13. Ogni cristianu
ca a idda ha prigatu
Lucia ha cunsulatu
cu gran carità.

Sia gloria a lu Patri
e ancora a lu Figghiu
chi tennu in cunsigghiu
lu Spiritu sò.

TRADUZIONE ITALIANA:

1. Se cerchi portenti,
nella malattia,
ricorri a Lucia
che è tutta pietà.

2. Da Dio fu mandata
per i poverelli
malati, e orfanelli,
oh, somma bontà!

3. Il figlio di Dio
la volle sua sposa
e fu ardimentosa
con gran nobiltà.

Rit. Or dunque correte,
chiedete mercede
pregate con fede,
la grazia vi fa.

4. Il sommo poeta
decanta Lucia:
"conduce a la via"
per l’eternità.

5. "Lucia è nemica
di ciascun crudele"
e a ogni fedele
conforto gli dà.

6. Grazia illuminante
conforto e consiglio
in ogni periglio
vincenti ci fa.

Rit. Or dunque correte….

7. "Regina di Luce"
la invoca la Svezia;
con essa Venezia
preziosa si fa.

8. Lucia è vera guida
tranquilla e sicura:
nel buio con cura
suo lume ci dà.

9. Sconfigge ogni guaio,
sventure e malanni
disgrazie, affanni
e la cecità.

Rit. Or dunque correte….

10. Ne trema l’inferno,
e il vile serpente;
la morte già sente
la sua potestà.

11. La Santa guarisce
la febbre più forte,
e la malasorte
dell’infermità.

12. Se le ossa per caso
han qualche frattura
la santa le cura,
compatte le fa.

Rit. Or dunque correte….

13. Lo dice chiunque
la abbia pregato
Lucia ha consolato
con gran carità.

Sia gloria al Padre
e ancora al Figlio
che hanno in consiglio
lo Spirito Santo.

lunedì 29 dicembre 2008

Chiarimento sul terremoto del 1908

SIRACUSA - Un articolo sul quotidiano "La Sicilia" di oggi, a proposito della solenne celebrazione commemorativa in onore di S. Lucia avvenuta ieri in Cattedrale, afferma erroneamente che il terremoto e maremoto che esattamente un secolo fa sconvolse lo stretto di Messina avrebbe colpito anche il territorio aretuseo, "causando il decesso di cinque persone" (sic!). Quest'ultimo dato, con tutta probabilità, proviene da un ascolto distratto del discorso appassionato e quasi poetico (pur nell'impeccabile rigore storiografico) pronunciato ieri da mons. Pasquale Magnano durante la commemorazione dell'evento. Come infatti l'esimio sacerdote ha asserito con somma chiarezza e precisione, nessun abitante né alcun edificio di Siracusa subì un qualsivoglia danno dal terremoto: ci fu soltanto una paurosa ma grazie a Dio innocua inondazione delle due piazze (Poste e Pancali) che si affacciano sulla darsena che congiunge i due porti della città. Lì il maremoto si arrestò e il pericolo cessò. Al vedere tale segno, il popolo siracusano volle fortemente e ottenne un pellegrinaggio di penitenza e di ringraziamento con il simulacro di S. Lucia. Il "decesso di cinque persone" al quale l'articolo allude, come invece mons. Magnano ha illustrato inequivocabilmente, è quello di alcuni profughi provenienti da Messina, sopravvissuti al terremoto ma gravemente feriti, gli unici che nemmeno le pronte e amorevoli cure elargite dalla generosità del vescovo di Siracusa mons. Bignami riuscirono purtroppo a salvare.

domenica 28 dicembre 2008

ATTENZIONE: PER ACCONTENTARE LE NUMEROSE E PRESSANTI RICHIESTE DEI DEVOTI ALLA DEPUTAZIONE DELLA CAPPELLA DI S. LUCIA, LE SACRE RELIQUIE E IL SIMULACRO DELLA SANTA PATRONA RIMARRANNO ESPOSTI ALLA VENERAZIONE DEI FEDELI NEL DUOMO DI SIRACUSA FINO ALLE ORE 20.00.

A 100 anni dal maremoto, Lucia sentinella sulle mura di Siracusa


SIRACUSA - Cronaca di un evento storico: grandiosa celebrazione giubilare questa mattina nel duomo di Siracusa, l'annuale commemorazione del celeste patrocinio di S. Lucia sulla Sua amata città natale manifestato per l'ennesima volta in occasione del maremoto conseguente al disastroso terremoto calabro-siculo avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 1908. Messina venne rasa al suolo, i quattro quinti della popolazione perirono: Siracusa rispose prontamente, sotto la paterna guida pastorale dell'arcivescovo del tempo mons. Bignami, soccorrendo con ogni mezzo e forza i superstiti alla tragedia. Siracusa, il cui mare parve minacciare il pericolo di una catastrofe analoga a quella messinese, catastrofe invece scongiurata dai lampanti segni della protezione di Lucia. Così il popolo siracusano, profondamente innamorato e immensamente devoto della propria santa concittadina, interpretò all'unanimità la salvezza della città, e volle fortemente una processione straordinaria, o meglio un pellegrinaggio penitenziale, del taumaturgo simulacro-reliquiario argenteo venerato in Cattedrale, fino al piazzale delle Poste, luogo in cui grazie a Dio si arrestò la furia delle onde, senza colpire case e persone. Questo accadeva cento anni fa: ma oggi Siracusa non ha dimenticato quella potente intercessione di Lucia, e ne ha celebrato nel modo più solenne la commemorazione centenaria. Nonostante il maltempo, una numerosissima folla ha stipato il duomo stamattina, superando di gran lunga la disponibilità di posti a sedere, e ha assistito alla solenne concelebrazione eucaristica presieduta da un presule ospite della nostra Chiesa, il vescovo di Mazara del Vallo S. E. mons. Domenico Mogavero, per la cui occasione sono state intronizzate sull'altare maggiore le sacre reliquie della martire protettrice. E' stata una celebrazione trionfale, alla presenza del Rev.mo Capitolo Metropolitano, del Ven.le Seminario Arcivescovile, delle Associazioni Luciane di Siracusa, delle massime Autorità cittadine, dei gonfaloni del Comune e della Provincia scortati dai rappresentanti in alta uniforme, e anche della delegazione dei Vigili del Fuoco di Siracusa che, com'è noto, non vogliono mai mancare ogni qualvolta è possibile sciogliere un voto di ringraziamento a S. Lucia.
Non potendosi poi effettuare la programmata processione fino a piazza delle Poste, con la quale si intendeva rinnovare il gesto dei nostri antenati, il popolo dei fedeli ha poi lungamente sostato (quasi non volendo più andar via!) ai piedi del venerato simulacro, seguendo con fervore le meditazioni, i canti e le preghiere, nonché il meraviglioso discorso commemorativo pronunciato da mons. Pasquale Magnano, impareggiabile storico siracusano, che ha commosso tutti i presenti con una dettagliatissima cronaca dell'evento verificatosi un secolo fa. E poi, un interminabile "corona" di evviva e applausi alla Santa con cui i fedeli hanno espresso eloquentemente il sentimento di gratitudine e amore che nutrono per Lei. Anche questo rende unici i festeggiamenti di S. Lucia di Siracusa: le immancabili manifestazioni pubbliche di riconoscenza alla Patrona per la protezione riscontrata in innumerevoli occasioni della storia cittadina. In qualunque momento dell'anno (il prossimo sarà l'11 gennaio, anniversario del terremoto del 1693) i Siracusani vogliono festeggiare solennemente Lucia, perché attribuiscono sempre a Lei il patrocinio di cui godono, Lei che, come stamattina proclamava con forza mons. Magnano, è "la sentinella posta sulle mura di Siracusa, che giorno e notte sorveglia la città". GRAZIE, SANTA LUCIA!!!

sabato 27 dicembre 2008

Una festa unica al mondo: S. Lucia di Siracusa - 3

Solo Siracusa vanta poi un fiore all'occhiello della festa quale il triduo della solidarietà, che solennizza degnamente gli ultimi giorni immediatamente precedenti la solennità del 13 dicembre (la ricorrenza luciana più importante dell'anno). Felicissima iniziativa della Deputazione della Cappella di S. Lucia, tale triduo dedica ogni sua giornata alle persone più bisognose di solidarietà, quali i poveri, i sofferenti e i ciechi, che sono sotto la speciale protezione della Santa della Luce. Negli ultimi anni, la giornata della carità si è arricchita di una nuova tradizione: il momento di comunione fraterna presso la mensa dei poveri curata dalla Caritas diocesana. La giornata dei ciechi, ormai da molti anni, prevede la celebrazione eucaristica interamente dedicata ai non vedenti, ai quali la Deputazione offre ogni anno un fraterno omaggio. La solidarietà è una maniera eccellente per onorare e venerare S. Lucia, che proprio nelle più nobili virtù solidali e nelle evangeliche opere di misericordia spirituale e materiale spese gli anni della sua giovanissima vita terrena.

venerdì 26 dicembre 2008

FESTA DI S. LUCIA 2008 - CENTENARIO DEL TERREMOTO DI MESSINA

AVVISO SACRO: SI COMUNICA A TUTTI I SIRACUSANI E A TUTTI I DEVOTI DI SANTA LUCIA CHE DOMENICA 28 DICEMBRE 2008, RICORRENDO IL CENTESIMO ANNIVERSARIO DEL CATASTROFICO TERREMOTO CHE DISTRUSSE MESSINA, SIRACUSA COMMEMORERA' CON SOLENNITA' E GIOIOSA GRATITUDINE LA PROTEZIONE DIMOSTRATALE DALLA SANTA PATRONA IN QUELL'OCCASIONE, MANIFESTATASI CON OGNI EVIDENZA PER LA COMPLETA ASSENZA DI DANNI ALLA CITTA', NONOSTANTE L'IMPETO DELLE ONDE PROVOCATE DALLO SPAVENTOSO MAREMOTO FOSSE GIUNTO FINO AL PORTO DEL CAPOLUOGO ARETUSEO. IL VESCOVO SIRACUSANO DEL TEMPO E L'INTERO POPOLO DI S. LUCIA, DEGNO EREDE DELLE VIRTU' IN CUI ECCELSE LA SANTA, PRIMEGGIO' NELLA CARITA' VERSO LA POPOLAZIONE MESSINESE COLPITA DAL SISMA, PRENDENDOSENE CURA SENZA RISPARMIO DI FORZE.
IN OCCASIONE DEL CENTENARIO DEL TERREMOTO, S. E. MONS. SALVATORE PAPPALARDO, NUOVO ARCIVESCOVO METROPOLITA DELLA CHIESA APOSTOLICA SIRACUSANA, PRESIEDERA' LA SOLENNE CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA IN DUOMO ALLE ORE 10.30, AL TERMINE DELLA QUALE SI SNODERA' UNA PROCESSIONE PENITENZIALE DEL TAUMATURGO SIMULACRO-RELIQUIARIO DELLA PATRONA FINO ALL'EDICOLA VOTIVA DI PIAZZA DELLE POSTE, ERETTA DAI SIRACUSANI A PERENNE MEMORIA DELL'EVENTO.
TUTTA LA CITTADINANZA E' INVITATA A PARTECIPARE.

giovedì 25 dicembre 2008

NASCE L'UNICO SALVATORE DEL MONDO

“La tua nascita, o Gesù nostro Dio, fece sorgere nel mondo la LUCE della verità: in questo giorno i Magi, che adoravano gli astri, furono da un astro guidati ad adorare te, Sole di giustizia, e a conoscere te, Aurora celeste: O Signore a te sia gloria!” (dalla liturgia bizantina del S. Natale)

Solo l'uomo, nel creato, può vantare un evento così grande: Dio si fa come lui! Per Dio l'uomo è troppo importante: ricambiamoGli un po' di questo Amore, e anche Lui sia il più importante per noi uomini! Buon Natale a tutti!

mercoledì 24 dicembre 2008

Una festa unica al mondo: S. Lucia di Siracusa - 2

Continuiamo il nostro entusiasmante viaggio alla scoperta (per taluni) o riscoperta (per talaltri) delle meraviglie di una festa davvero unica al mondo, cioè quella di S. Lucia a Siracusa.
La viscerale venerazione dei siracusani per S. Lucia non si è mai affievolita nel tempo, prosegue ininterrotta da sempre (e sono più di 1700 anni!), anzi si accresce sempre più, come testimoniano indiscutibilmente il costante incremento della partecipazione popolare e la massiccia presenza delle nuove generazioni ai momenti clou della sua festa. Non è solo una presenza fisica, anche perché essa non potrebbe spiegare lo spirito di sacrificio di quanti compiono il tragitto delle lunghe processioni a piedi nudi (anche se piove!) o sostengono sulle proprie spalle il peso del simulacro-reliquiario di S. Lucia.
La festa di S. Lucia di Siracusa ha un cerimoniale ricchissimo di celebrazioni molto significative e suggestive che sono davvero uniche al mondo, in quanto non riproducono né imitano consuetudini invalse altrove.
Le celebrazioni di dicembre iniziano con un periodo di preparazione della durata di 13 giorni, e per l’appunto detto tredicina, in cui il clero della Cattedrale solennizza la liturgia eucaristica nella Cappella di S. Lucia, recitando con l’assemblea dei devoti la coroncina di preghiera alla Patrona, e concludendo le celebrazioni quotidiane con la benedizione con la Sacra Reliquia e il rito del bacio della stessa da parte dei fedeli. La tredicina viene inoltre celebrata anche nella Basilica Santuario di S. Lucia al Sepolcro e in tutte le altre parrocchie di Siracusa: è tutta la città, anche nei quartieri più distanti dalla Cattedrale, che si prepara degnamente e fervorosamente alla solennità della Gloriosa Concittadina.

martedì 23 dicembre 2008

Una festa unica al mondo: S. Lucia di Siracusa

Dopo aver riflettuto a lungo sul modo più degno per esprimere la nostra posizione sulla festa di S. Lucia di Siracusa, argomento sollevato nei commenti ad un post precedente, la nostra Redazione ha ritenuto che la cosa più adeguata sia inaugurare a partire da oggi – felice imprevisto – una nuova rubrica del blog, dedicare ad informare correttamente sulle caratteristiche di questa festa.
S. Lucia è siracusana e prima di morire aveva profetizzato ai suoi concittadini che erano presenti al martirio: “E come i catanesi hanno in venerazione la beata Agata, così anche voi onorerete me per grazia del Signore nostro Gesù Cristo, osservando di cuore i Suoi comandamenti”. Queste sono le ultime parole di Lucia, il suo testamento spirituale, il messaggio d’amore ai suoi diletti concittadini, sigillo di un vincolo fortissimo e duraturo. La profezia si avverò subito: i siracusani scelsero proprio Lucia, tra i numerosi martiri che nella nostra città testimoniarono fino alla morte eroica la loro fede cristiana sin dai primissimi secoli, come loro principale modello di cristianesimo autentico e come protettrice e patrona. Il famoso epitafio di Euskia, iscrizione funebre in greco scoperta dall’archeologo Paolo Orsi nel 1894 nelle catacombe siracusane di S. Giovanni evangelista, testimonia che già nel IV secolo, cioè lo stesso secolo in cui Lucia subì il martirio, si celebrava la festa della santa a Siracusa, per non parlare delle altre testimonianze storiche sulla diffusione del suo culto – già nello stesso periodo – perlomeno fino a Ravenna. Quindi la festa di S. Lucia di Siracusa ha il primato come antichità d’istituzione e come longevità. Ma certo ciò non basta: la festa di Siracusa è unica nel suo genere e si differenzia da tutte le altre feste patronali e religiose della Sicilia, anche della stessa provincia aretusea. Essa presenta difatti caratteristiche sue proprie che la contraddistinguono e non si trovano altrove: è una festa ricchissima di tradizioni antichissime e altamente significative, che è bene conoscere. Ma prima delle tradizioni, da quella più devozionale a quella più folclorica, la cosa più importante, che nessuno può osare sminuire o addirittura negare, è che l’amore sincero, appassionato e smisurato che i siracusani nutrono con tutto il proprio essere nei confronti di S. Lucia non è secondo a quello di nessuno e non deve invidiare quello di nessun altro.

sabato 20 dicembre 2008

FESTA DI S. LUCIA 2008 - L'OTTAVA

MENTRE UNA FOLLA IMMENSA, STERMINATA, TRABOCCANTE, DA RECORD STORICO (OGGI COME LO SCORSO GIORNO 13), STA PARTECIPANDO ALLA SOLENNE E IMPONENTE PROCESSIONE DELLE SACRE RELIQUIE E DEL SIMULACRO-RELIQUIARIO DI SANTA LUCIA PER LE PRINCIPALI STRADE DI SIRACUSA ...
... UN'ALTRA FOLLA, QUELLA DI TUTTI COLORO CHE SONO IMPOSSIBILITATI AD USCIRE DI CASA PER MOTIVI DI SALUTE, QUELLA DEI SIRACUSANI LONTANI DALLA PROPRIA CITTA' NATALE, QUELLA DEI DEVOTI DI TUTTO IL MONDO CHE NON HANNO AVUTO LA POSSIBILITA' DI RECARSI IN PELLEGRINAGGIO ALLA PATRIA DI LUCIA PER LE FESTIVITA' DI QUEST'ANNO, ...
... A TUTTI VOI DEDICHIAMO QUESTO SPECIALE FOTOGRAFICO RICCO DI BELLE FOTOGRAFIE DELLA PROCESSIONE DELL'OTTAVA DI DICEMBRE 2007, PER GUSTARE - SEBBENE A DISTANZA - L'ATMOSFERA DI FESTA CHE IN QUESTE ORE SIRACUSA STA VIVENDO, PER VIVERE SOPRATTUTTO LE EMOZIONI DELLA REPOSIZIONE DEL SIMULACRO NELLA SUA CAPPELLA, GRAN FINALE DEI FESTEGGIAMENTI.
CON AFFETTO, LA REDAZIONE DEL BLOG "AMICI DI SANTA LUCIA"
SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA!!!
SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA!!!
SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA!!!

martedì 16 dicembre 2008

"Infra Octavam" - III Rassegna "Luci-a-Siracusa"

Parte anche quest'anno la rassegna di manifestazioni ed eventi culturali organizzati a Siracusa in concomitanza con i solenni festeggiamenti in onore della patrona S. Lucia, cartellone di convegni, spettacoli, concerti, mostre. Ecco il manifesto (prossimamente il calendario dettagliato):

Intanto, nell'àmbito dell'Ottavario di S. Lucia, venerdì 18 dicembre alle ore 11 presso la Sala Randone di via Malta (angolo via Nino Bixio), si terrà il convegno "Sapori della Sicilia: la cuccìa nella tradizione siracusana".

Dal 23 dicembre 2008 al 3 maggio 2009 sarà invece esposto, nei locali del settecentesco Convento del Ritiro (via Mirabella 31, orario d'apertura: martedì/domenica h 9/19), il pregevole dipinto Annunciazione (nella foto in basso) del grande artista siciliano Antonello da Messina, realizzato nel 1474 per la chiesa della Ss.ma Annunziata di Palazzolo Acreide (Siracusa), poi ospitato nella Pinacoteca di Palazzo Bellomo di Siracusa fino al recentissimo e delicato lavoro di recupero a cura dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro.

lunedì 15 dicembre 2008

"Infra Octavam" - La liturgia, una sinfonia di Luce

Già nella preghiera luciana scelta per questo mese abbiamo visto esaltato il motivo della Luce spirituale che allontana le tenebre del male. In questa terza settimana del Tempo di Avvento, che praticamente coincide quest'anno con l'Ottavario della Santa della Luce, la liturgia prega e canta sul tema della Luce, preparandoci a celebrare l'Evento che ha cambiato la Storia dell'Umanità: la Nascita di Gesù, Luce del mondo!

Nella Messa di oggi, la Colletta recita: Ascolta, o Padre, la nostra preghiera, e con la Luce del tuo Figlio che viene a visitarci rischiara le tenebre del nostro cuore.

In quella di domani, l'Antifona d'ingresso canta: Il Signore verrà, e tutti i santi con lui: in quel giorno splenderà una grande Luce.

Sabato 20, per noi anche Ottava di S. Lucia, il versetto del Canto al Vangelo proclamerà: O chiave di Davide, che apri le porte del regno dei cieli: vieni, e libera chi giace nelle tenebre del male.

"Infra Octavam" - Dedicato a tutti i Siracusani fuori sede

Per lavoro, per studio o per altre ragioni, tanti siracusani in questi giorni sono - loro malgrado - lontani dalla loro amata città d'origine e non possono, pur col cuore a pezzi, venerare il taumaturgo simulacro-reliquiario argenteo di S. Lucia, che a ragione venne una volta definito "la più bella opera d'arte d'Italia".
Carissimi tutti, in questi giorni di grande festa per tutta la città di Siracusa, dedichiamo questo post e questa magnifica fotografia (scattata da Gianni Grillo) che ritrae un particolare del primo piano del simulacro. Non esistono parole per esprimerne la bellezza: c'è solo silenzioso stupore e sussulto dell'anima. E poi una domanda... cosa sarà allora vederLa in Paradiso?
Con questo post tutto per voi, il nostro blog, nel suo piccolo, vuole darVi un'occasione per prostrarVi dinanzi a Quel volto e incrociarNe il luminoso sguardo, per rivolgere a Lucia, che dal Cielo tutti guarda amorevolmente (ovunque essi si trovino: anche in capo al mondo!), una devota e pura orazione: buona preghiera!

"Infra Octavam" - La Luce in Caravaggio


Com'è noto, nel 1608 il grande pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio fu a Siracusa e vi dipinse la celebre e intensa tela raffigurante Il seppellimento di S. Lucia per la Basilica del Suo S. Sepolcro, dove in questi giorni si sta celebrando il solenne ottavario della santa. Proprio nell'àmbito di questi festeggiamenti, precisamente dal 14 al 21 dicembre 2008, l'Associazione Culturale Extramoenia in collaborazione con l'Istituto Statale d'Arte "Antonello Gagini" di Siracusa curano l'interessante evento: "Luce su Caravaggio. Mostra di dipinti ispirati al grande Maestro della Luce" presso il Centro Culturale "Ottavio Musumeci", in via Cavour n° 25 a Siracusa (orari d'apertura: 9.30-12.30, 16.00-23.00).

"Infra Octavam" - Siracusani: proponiamo un monumento a S. Lucia?

4° ANNIVERSARIO DELLA TRASLAZIONE DEL
CORPO DI S. LUCIA DA VENEZIA A SIRACUSA
(15-22 DICEMBRE 2004,
17° CENTENARIO DEL MARTIRIO DI S. LUCIA)
CARISSIMI CONCITTADINI SIRACUSANI, OGGI E' UNA GIORNATA MOLTO IMPORTANTE DEL SOLENNE OTTAVARIO DI S. LUCIA: E' IL 15 DICEMBRE, CIOE' L'ANNIVERSARIO DI QUEL GIORNO SPECIALISSIMO E INDIMENTICABILE CHE TUTTI NOI ABBIAMO VISSUTO CON UNA GIOIA STRARIPANTE E CHE SI E' SCOLPITO NEI NOSTRI CUORI CON STERMINATA GRATITUDINE. ERA INFATTI IL 15 DICEMBRE 2004, QUANDO LA POPOLAZIONE ARETUSEA ACCORSE IN MASSA ALLA "MARINA", LA RIVA DEL PORTO GRANDE, PER ACCOGLIERE IN UN TRIPUDIO TRIONFALE UNA "VISITATRICE" D'ECCEZIONE, LA PIU' ATTESA E GRADITA DI TUTTI I TEMPI: LEI, LUCIA! NESSUNO DEGLI INNUMEREVOLI VISITATORI DELLA NOSTRA CITTA' AVEVA MAI TROVATO COSI' TANTI E COSI' CALOROSI SIRACUSANI A RICEVERLO A BRACCIA APERTE: UN EVENTO STORICO SOGNATO DA QUASI MILLE ANNI! IL CORPO DELLA PIU' STRAORDINARIA CITTADINA DI SIRACUSA TORNAVA A METTERE PIEDE E A POSARE IL CAPO NELLA SUA DILETTA PATRIA.
IL PORTO GRANDE, IN QUESTI MESI, STA ATTRAVERSANDO UN PERIODO DI IMPONENTI LAVORI DI AMPLIAMENTO E RISTRUTTURAZIONE: PERCHE' NON PROPORRE, PER IL NUOVO VOLTO DELLA NOSTRA "MARINA", IL PIU' AMATO SALOTTO CITTADINO, UN MONUMENTO COMMEMORATIVO DELL'ARRIVO DEL CORPO DI S. LUCIA? LA MEMORIA STORICA E' FONDAMENTALE PER LA VITA E PER LA CRESCITA DI UNA CITTA', E I MONUMENTI HANNO LO SCOPO DI EDUCARE LA MEMORIA STORICA DI UN POPOLO PER SECOLI. ALLORA, CI STATE? DITECI LA VOSTRA NELLO SPAZIO DEDICATO AI COMMENTI DI QUESTO POST.
VIVA SANTA LUCIA!!!

domenica 14 dicembre 2008

"Infra Octavam" - La preghiera del mese

Evviva Santa Lucia!
Dopo la giornata più grandiosa e solenne dei festeggiamenti luciani, con il cuore ancora ricolmo di gioia ed emozione per le intene celebrazioni di ieri e con inestinguibile desiderio di continuare ad onorare la nostra taumaturga protettrice, riprendiamo anche quest'anno la rubrica quotidiana "Infra Octavam", con aggiornamenti e approfondimenti per accompagnare i giorni dell'ottavario che si celebra tra la solennità del 13 dicembre e l'ottava del 20.
Inauguriamo la serie di servizi dedicati alla grande e santa settimana luciana donandoVi il testo di una delle tante preghiere antiche e moderne rivolte dalla Chiesa alla santa siracusana. Anche in questo caso abbiamo effettuato appassionate ricerche a "caccia" di documenti che meritano di essere riscoperti, per contribuire nel nostro piccolo ad approfondire la conoscenza della nostra dolcissima Lucia: stavolta Vi proponiamo un antico e significativo inno in latino "per ottenere la Luce e respingere le tenebre". Buon Ottavario di S. Lucia a tutti!

Hymnus et Oratio ad obtinendum lumen, et ad pellendum errorum tenebras
I. Orta jam luce Fides / Clarescit in Martyrio / Illustri tot miraculis / Nostrae Luciae Virgini.
II. Fames, bella ac lues / Sub eius Patrocinio / Cedunt, et Syracusii / Testantur Cives Incolae.
III. O lux alma, quae caecis, / Mente, non minus oculis, / Haec veritatis lumina / Infundis, atque tribuis.
IV. Iesu, fons, lucis via, / Ac sempiterna Veritas, / Fac, tua luce comite, / Pellamus omnes tenebras.
V. Sit honor Deo Patri, / Natoque, qui a mortuis / Surrexit, ac Paraclito / In Saeculorum Saecula. Amen.
Oremus. Deus, qui Unigeniti claritate mundum illustrare dignatus es ac eiusdem Filii tui Nomine Virginis Luciae Martyrio clarius fidem effulgere fecisti, concede propitius: in tanti luminis, fulgore perficere, ut errorum tenebras vitemus. Per Christum Dominum etc.

sabato 13 dicembre 2008

DEVOTI... CITTADINI... SARAUSANA JE'... VIVA SANTA LUCIA!!!



RISUONA TUTTA LA SICILIA AL GRIDO ESULTANTE DI CIASCUN FEDELE: VIVA SANTA LUCIA!!!

ACCORRE IN CATTEDRALE TUTTA SIRACUSA AL RICHIAMO DEL CUORE FIN DALLA MESSA DELL'AURORA: VIVA SANTA LUCIA!!!

E' FESTA IN TUTTO IL MONDO: VIVA SANTA LUCIA!!!

CANTIAMO, PREGHIAMO E ONORIAMO QUESTA SANTA SPECIALE: VIVA SANTA LUCIA!!!

giovedì 11 dicembre 2008

Il miracolo di Verona narrato da un siracusano del '700

(Domenico Macacaro, Gloria di S. Lucia, chiesa di S. Lucia Extra in Verona)
Rinnovando i nostri auguri agli amici veronesi devoti di S. Lucia, che domani sera celebreranno la memoria giubilare di una pagina tutta veronese della storia del Suo patrocinio, riportiamo un documento raro e prezioso: il settecentesco resoconto del miracolo luciano di Verona inserito dal conte siracusano Cesare Gaetani della Torre nelle sue Memorie intorno al martirio e culto di S. Lucia V. e M. Siracusana, pubblicate postume a Siracusa (dal tipografo Francesco Miuccio) nel 1879 a cura di Pasquale Fugali (che ne conservava l’inedito manoscritto).
Al medesimo episodio storico è dedicata la cronaca latina Miraculum Veronae factum an. 1308 contenuta nei SS. episcoporum Veron. antiqua monumenta stampati a Venezia nel 1576, oltre che la trattazione (sempre in latino) riportata nelle celebri Vitae Sanctorum Siculorum del gesuita siracusano Ottavio Gaetani (zio di Cesare), pubblicate a Palermo nel 1657 (Bibliotheca Hagiographica Latina 5001).
Alle pagine 83 e 84 del volume contenente le Memorie di Cesare Gaetani, a mo' di esempio della potente intercessione di S. Lucia e a testimonianza della diffusione del Suo culto, si legge:

Vaglia, per quante se ne possono narrare, la guarigione di un ulcere ottenuta nel 1308 in Verona da Pace Drappieri. Avea costui una piaga sì puzzolente e verminosa nella gamba sinistra, che da piè al ginocchio nudi e spolpati appareangli lo stinco e i nervi corrispondenti con tanti e tali dolori, che la morte desiderava anziché tirare avanti in quello stato. Disperatasi dai Medici la sua salute, si dubitava, che diramandosi più in su il male, evidente fosse il pericolo di restarvi vittima. Onde si pensò di venire agli ultimi rimedi del ferro e del fuoco. Confusesi a tale annunzio il paziente e nella notte precedente al taglio della gamba, che si era stabilito di fare, comeché divotissimo egli era della nostra gran V. e M. S. Lucia, a Lei si rivolse per aiuto e medicina al suo male, e le promise, che ottenendo senza quella operazione la salute e la vita, avrebbe tutte impiegate le sue facoltà nella riedificazione dell’antico di lei diroccato Monastero, e che avendo prole avrebbe anche questa dedicato al di lei sacro culto. In queste preghiere accompagnate da lagrime dirotte, e da infocati sospiri addormentossi, e parvegli di vedere la Santa Martire comecché venuta a consolarlo, e assicurarlo della grazia da lei impetratagli dalla divina misericordia. Svegliossi a tal novella, e trovandosi perfettamente guarito con grande stupore de’ parenti, de’ medici e di quanti accorsero a quello spettacolo, pose in terra i piè, e corse a render le grazie alla sua Benefattrice. Memore poi del voto, fe’ con l’approvazione di Monsignor Teobaldo, Vescovo allora di quella città, gettar le fondamenta del nuovo Monastero, che fra i plausi de’ Mandovani e de’ Vicentini accorsi a quella novità crebbe tantosto, e fu abitato non pur dalla di lui figliuola Lucia, natagli dopo guarito e giunta[vi] appena all’età di anni sette, ma da altre zitelle sotto la disciplina della Madre Elena Aleandi, statavi appostamente trasportata con altre due Moniali dell’istesso suo Monastero di S. Giovambattista di Zemola nella Diocesi di Padova non senza l’espresso consentimento del suo Prelato. Un tal Monastero, che ripigliò il pristino sovranome di S. Lucia, comecché situato fuor di città, corse nel 1517 l’istessa sorte de’ suburbi di Verona, e fu diroccato per tórre ai nemici qualunque opportunità di ricovrarvisi, e le religiose furon dal Vescovo trasportate entro le mura della Città, come in luogo men esposto ai danni, che portan seco le guerre: e quivi come si disse, conservansi oggidì le sovranunciate reliquie della Martire Siracusana.

mercoledì 10 dicembre 2008

FESTA DI S. LUCIA 2008 - UN NUOVO LIBRO DA CARLENTINI

Gentili visitatori del blog, con piacere Vi mettiamo a conoscenza del seguente comunicato stampa appena giunto alla nostra Redazione, su un evento al quale invitiamo tutti a partecipare, per il 10° anniversario della nascita dell'Associazione Devoti di S. Lucia in Carlentini:

PARROCCHIA ARCIPRETURA
Immacolata Concezione
Chiesa Madre
Associazione Devoti di Santa Lucia
CARLENTINI (Siracusa)
Carlentini, 9 dicembre 2008
CARLENTINI - Sarà presentato giovedì, alle 19.30, nella Chiesa Madre dedicata all’Immacolata Concezione, il libro del giornalista pubblicista Salvatore Di Salvo “Devoti! … W Santa Lucia”, edito dalla casa editrice Aped (Angelo Parisi Editore) di Carlentini e pubblicato grazie al contributo di quindici sponsor.
Dopo i saluti di benvenuto dell’arciprete parroco della Chiesa Madre don Salvatore Caramagno, del presidente dei Devoti di Santa Lucia Salvatore Fazio, del presidente della Deputazione di Santa Lucia Luciano Cosentino, del Sindaco Giuseppe Basso, illustreranno il volume Gianni Failla, Vice direttore del Settimanale diocesano “Cammino” e Segretario della Deputazione della Cappella di Santa Lucia di Siracusa, e Sebastiano Mangiameli, docente di Scienze della Comunicazione all’Università Pontifica Salesiana. A moderare i lavori sarà il giornalista del “Giornale di Sicilia” Gianfranco Monterosso.
“La forza della testimonianza, il primato della fede, il lievito buono dell’amore” ha scritto l’Arcivescovo Emerito di Siracusa monsignor Giuseppe Costanzo nella presentazione sono gli “insegnamenti fondamentali che emergono dalle pagine di un libro che è ripresentazione affascinante di scene che documentano momenti forti di festa dei credenti”.
Un volume, sottolinea nella prefazione il giornalista Gianni Failla, che “descrive la bella devozione dei carlentinesi per la vergine e martire Lucia, con tante foto che documentano un “cammino d’amore”. La pubblicazione di Di Salvo è un omaggio alla Patrona di Carlentini e inserito nel contesto delle celebrazioni del decennale della costituzione dell’Associazione Devoti di Santa Lucia.

sabato 6 dicembre 2008

Tradizioni della festa di S. Lucia

AVVISO: la prof.ssa Maria Rosa Malesani, studiosa di storia siracusana e tradizioni religiose popolari siciliane, terrà una conferenza sul tema "Le tradizioni della festa di S. Lucia" martedì 9 dicembre p. v. alle ore 16.30, presso la Villa Reimann di Siracusa, a cura del CIF (Centro Italiano Femminile).

FESTA DI S. LUCIA 2008 - 7° CENTENARIO DI UN PRODIGIO

Simulacro in pietra a grandezza naturale di S. Lucia realizzato da Lorenzo Muttoni (Verona, 1720-1778) e restaurato nel 2000. Dal calco dell'originale sono state ottenute due copie in bronzo: la prima si trova nella Chiesa di S. Lucia presso il Centro Ragazzi Ciechi in Togo e la seconda nei giardini del Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa.
Un promemoria per i devoti...
L'edizione della festa di quest'anno è legata ad alcuni eventi prodigiosi della storia del patrocinio di S. Lucia, dei quali ricorrono anniversari centenari: uno risale al terremoto di Messina, accaduto il 28 dicembre 1908, che ricorderemo a suo tempo. Un altro è lo "stupendissimo miracolo di S. Lucia" avvenuto a Verona nel 1308: un ricco possidente di nome Pace, figlio di Giovanni, “drappiere” (commerciante di drappi di lana), collaboratore di Cangrande della Scala, ottenne l’istantanea miracolosa guarigione da una grave e mortale cancrena alla gamba, per l’intercessione di Santa Lucia di cui era devoto e per voto fece "rifabbricare in onore di S. Lucia la Chiesa insieme co’l Monasterio ora per le guerre ruinati, e distrutti". Il culto della martire siracusana a Verona è antichissimo: la testimonianza storica più remota è dell'anno 973, e riguarda un oratorio dedicato alla santa che fu oggetto di un importante lascito, e fa ritenere che la locale devozione luciana fosse radicata già da tempo. Nel XII secolo a Verona era presente una chiesa e un convento di "frati di S. Lucia" e da quell'epoca in poi è documentata l'esistenza di altare dedicati alla nostra patrona in basiliche veronesi. Già nel 1200 esistevano nella città veneta ben due chiese titolate rispettivamente S. Lucia intra e S. Lucia extra, delle quali solo quest'ultima sopravvisse nell'Ottocento alla soppressione napoleonica. Nel Cinquecento vennero edificati nel territorio veronese numerosi oratori, chiese e altari in onore della vergine siracusana, segno di una profonda, radicata e diffusa devozione. Sia pur per inciso, non possiamo non notare che l'antichità dei documenti storici sul culto luciano a Verona contribuisce a ridimensionare il ruolo di Venezia come centro propulsivo di tale culto nell'Italia settentrionale: Lucia è una delle sante più venerate della cristianità mondiale da sempre, e la conservazione del Suo corpo a Venezia - a differenza di quanto taluni vorrebbero far credere - non è stata determinante a diffondere un culto in realtà già ben affermato da secoli. Non vogliamo polemizzare, ovviamente, ma non possiamo mettere a tacere la storia. Tutt'oggi S. Lucia è veneratissima anche a Verona, dove una lodevolissima e attivissima associazione intitolata alla santa ne cura i festeggiamenti, oltre ad altre importanti iniziative compiute in nome di Lucia, quali ad esempio la creazione e gestione di centri di aiuto ai ciechi (soprattutto giovani) in Togo (Africa).
L'antico miracolo veronese di S. Lucia verrà commemorato la sera del 12 dicembre alle 20.30, nella chiesa di S. Lucia a Verona, con una suggestiva rievocazione teatrale e musicale dal titolo: "1308-2008: a settecento anni dallo stupendissimo miracolo di S. Lucia. Suoni e racconti dell'anima". (ulteriori informazioni sul sito internet: http://www.associazionesantalucia.it/)

venerdì 5 dicembre 2008

FESTA DI S. LUCIA 2008 - UN NUOVO LIBRO DA BERGAMO

Ve lo avevamo annunciato in un post del 18 giugno scorso... ed oggi la nostra Redazione ha ricevuto la notizia che volentieri Vi comunichiamo qui di seguito:
Vorrei che mi porteresti tanti regali.
Santa Lucia "vista" e raccontata dai ragazzi,
a cura di Roberto Alborghetti,
Associazione News, Stampa Velar, pagine 48, 2008.
In un testo curato da Roberto Alborghetti storie, racconti, tradizioni e leggende sulla Festa più amata ed attesa dai piccoli. Racconti e disegni raccolti in una ricerca nelle scuole.
Santa Lucia “vista” e raccontata dai ragazzi lombardi e bergamaschi in particolare. E’ questo il contenuto di un testo, Vorrei che mi porteresti tanti regali, pubblicato in vista del 13 dicembre, tradizionale festa che costituisce una delle più vive tradizioni lombarde. Introdotta da un titolo (spontaneamente “scorretto” sul piano ortografico) tratto testualmente da una delle tante lettere scritte alla Santa siracusana, la pubblicazione presenta una selezione dei contributi grafici e testuali che l’autore, Roberto Alborghetti, ha raccolto presso le scuole. Il materiale è stato “arricchito” con ulteriori elaborati pervenuti al mensile Okay! nell’ambito del progetto “La notte + lunga”.
La novità della pubblicazione - edita dall’Associazione no profit “News” di Bergamo - sta nel fatto che, forse per la prima volta nel panorama editoriale, Santa Lucia è “vista” e raccontata da coloro i quali, ogni anno, da secoli e da intere generazioni, sognano l’arrivo della martire di Siracusa, che nella notte più lunga dell’anno porta doni e promesse di felicità. Disegni e scritti sono lo specchio della libera espressione creativa dei piccoli nei confronti di un evento atteso, sognato e partecipato, come non mai, sul piano emotivo e familiare. Le pagine fanno rivivere le emozioni di un giorno di festa, denso di storia, di storie e di tradizioni che appartengono all’identità culturale e cultuale di interi territori e popolazioni della terra di Lombardia (e non solo).
Come scrive l’autore, Vorrei che mi porteresti tanti regali è un tuffo, anche per gli adulti, “nella dimensione del sogno, dello stupore e della memoria, sulle tracce di emozioni antiche, ma sempre nuove. Una data, quella del 13 dicembre, che - anche a fronte dei mutamenti sociali - sembra resistere strenuamente di generazione in generazione. Forse proprio perché la “magia del sogno” è oltre. Non ha tempo e non ha età.”
Il testo è preceduto dalle presentazioni di Giulio De Capitani e di Ettore A. Albertoni, rispettivamente presidente e presidente emerito del Consiglio Regionale della Lombardia, che ha patrocinato e sostenuto il progetto, in quanto “testimonianza preziosa di quanto sia importante, anche per le giovani generazioni di oggi, il recupero di quel senso dell’appartenenza comunitaria e dell’orgoglio per le tradizioni dei luoghi, che sono valori morali e culturali di prima grandezza, il retroterra nel quale affondano saldamente le radici sia individuali che sociali della nostra civiltà” (Giulio De Capitani).
Il testo Vorrei che mi porteresti tanti regali sarà presentato ad Alzano Lombardo, sabato 13 dicembre, alle ore 10.30, presso l’Auditorium Comunale di Piazza Nassirya, nell’ambito della premiazione di “StradaPass 08”. La pubblicazione sarà donata a tutti i ragazzi presenti.

giovedì 4 dicembre 2008

FESTA DI S. LUCIA 2008 - IL PROGRAMMA DI SIRACUSA

Pubblichiamo qui di seguito i programmi dei festeggiamenti cittadini in corso a Siracusa (cliccare sulle immagini per visualizzarle ingrandite):

mercoledì 3 dicembre 2008

FESTA DI S. LUCIA 2008 - L'OMAGGIO DELLA SICILIA

Con piacere pubblichiamo la seguente sestina (o sesta rima) siciliana composta quest'anno in onore della nostra Patrona. La sestina è una forma metrico-poetica tipica delle antiche laudi, formata da quattro endecasillabi a rima alternata e un distico di endecasillabi a rima baciata: una forma antica che si sposa con un canto nuovo, per esprimere un amore eterno... quello della devozione a S. Lucia!
C’è ‘n Sicilia ‘na città di gran valuri
ca li biddizzi so nun po’ cuntari.
Venera la so Santa a tutti l’uri,
Siracusa, nun ti la po’ scurdari!
Ne la so terra vinitila a truvari;
Santa Lucia miraculi sa fari.

© Angelo Cacciato
(dal poemetto sacro in musica:
S. Lucia Vergine e Martire,
Ed. Musicali Barvin, Roma 2008)

lunedì 1 dicembre 2008

Parola di Vita - dicembre 2008

"Non sia fatta la mia, ma la tua volontà" (Lc 22,42).
Ricordi? E’ la parola che Gesù rivolge al Padre nel giardino del Getsemani e dà senso alla sua passione, seguita dalla resurrezione. Essa esprime in tutta la sua intensità il dramma che si svolge nell’intimo di Gesù. E’ la lacerazione interiore provocata dalla ripugnanza profonda della sua natura umana dinanzi alla morte voluta dal Padre. Ma Cristo non ha atteso quel giorno per adeguare la sua volontà a quella di Dio. Lo ha fatto tutta la vita. Se questa è stata la condotta di Cristo, questo deve esser l’atteggiamento di ogni cristiano. Anche tu devi ripetere nella tua vita:
"Non sia fatta la mia, ma la tua volontà".
Forse finora non ci hai pensato, anche se battezzato, anche se figlio della Chiesa.Forse hai ridotto questa frase ad una espressione di rassegnazione, che si pronuncia quando altro non si può fare. Ma non è questa la sua vera interpretazione. Stammi a sentire: nella vita puoi scegliere due direzioni: fare la tua volontà o liberamente scegliere di fare la volontà di Dio. Ed avrai due esperienze: la prima, presto deludente, perché ti vuoi arrampicare sul monte della vita con le tue idee limitate, con i tuoi mezzi, con i tuoi poveri sogni, con le tue forze.Di qui, presto o tardi, l’esperienza del tran tran di un’esistenza che conosce la noia, l’inconclusione, il grigiore e, a volte, la disperazione. Di qui una vita piatta, anche se la vuoi rendere colorita, che non soddisfa mai l’intimo più profondo di te. Lo devi confessare, non puoi negarlo. Di qui ancora, alla conclusione, una morte che non lascia traccia: qualche lacrima e l’inesorabile totale universale dimenticanza.La seconda esperienza: quella nella quale ripeti anche tu:
"Non sia fatta la mia, ma la tua volontà".
Vedi: Dio è come il sole. Dal sole partono tanti raggi che baciano ogni uomo. Sono la volontà di Dio su di loro. Nella vita il cristiano, e anche l’uomo di buona volontà, è chiamato a camminare verso il sole, nella luce del proprio raggio, diverso e distinto da tutti gli altri. E compirà il meraviglioso, particolare disegno che Dio ha su di lui.Se anche tu così farai, ti sentirai coinvolto in una divina avventura mai sognata. Sarai attore e spettatore insieme d’un qualcosa di grande, che Dio opera in te e, attraverso te, nell’umanità. Tutto quello che ti succederà, come dolori e gioie, grazie e disgrazie, fatti notevoli (quali successi e fortune, incidenti o morti di cari), fatti insignificanti (come il lavoro quotidiano in casa, in ufficio o a scuola) tutto, tutto acquisterà un significato nuovo perché a te offerto dalla mano di Dio che è Amore. Egli vuole, o permette, ogni cosa per il tuo bene. E se prima lo penserai solo con la fede, poi vedrai con gli occhi dell’anima un filo d’oro legare avvenimenti e cose e comporre un magnifico ricamo: il disegno, appunto, di Dio su di te. Forse questa prospettiva t’attira. Forse vuoi sinceramente dar il più profondo senso alla tua vita. Allora ascolta. Anzitutto ti dirò quando devi fare la volontà di Dio. Pensa un po’: il passato se n’è andato e non puoi rincorrerlo. Non ti resta che metterlo nella misericordia di Dio. Il futuro ancora non c’è. Lo vivrai quando diverrà attuale. In mano hai solo il momento presente. E’ in quello che devi cercare di adempiere la parola:
"Non sia fatta la mia, ma la tua volontà".
Quando vuoi fare un viaggio - e la vita è pure essa un viaggio - stai buono sul tuo sedile. Non ti viene in mente di camminare su e giù per il vagone. Così farebbe chi volesse vivere la vita sognando un futuro che ancora non c’è, o pensando al passato che mai tornerà. No: il tempo cammina da sé. Occorre star fermi nel presente e arriveremo al compimento della nostra vita quaggiù. Mi chiederai: ma come distinguere la volontà di Dio dalla mia?Nel presente non è difficile sapere quale sia la volontà di Dio. Ti indico una via. Ascolta dentro di te: c’è una voce sottile, forse da te soffocata troppe volte e divenuta quasi impercettibile. Ma sentila bene: è voce di Dio. Essa ti dice che quello è il momento di studiare, o di amare chi ha bisogno, o di lavorare, o di superare una tentazione, o di seguire un tuo dovere di cristiano, o un altro di cittadino. Essa t’invita ad ascoltare qualcuno che ti parla in nome di Dio, o ad affrontare con coraggio situazioni difficili… Ascolta, ascolta. Non far tacere quella voce: è il tesoro più prezioso che possiedi. Seguila. Ed allora momento per momento tu costruirai la tua storia, che è storia umana e divina insieme, perché fatta da te in collaborazione con Dio. E vedrai meraviglie: vedrai cosa può operare Dio in una persona che dice, con tutta la sua vita:
"Non sia fatta la mia, ma la tua volontà".

Chiara Lubich

domenica 30 novembre 2008

Tredicina di S. Lucia - 1° giorno

Lucia, bellissima e nobile fanciulla siracusana nata negli ultimi anni del III secolo, grazie alla sapiente formazione cristiana impartitale dalla madre Eutichia sin dalla più tenera età, comprese l'importanza di Dio per la propria vita e senza riluttanza decise fermamente di compiere ben presto una scelta impegnativa e definitiva: consacrarsi totalmente a Dio, con uno slancio generosissimo, prodromo della sua santità e della luminosissima scia che ella avrebbe lasciato per secoli. L'educazione cristiana dei propri figli è un'opera fondamentale e potenzialmente ricchissima di conseguenze impensabili... E' un po' come un sacramento (cioè un modo per rendere visibile Dio) che soltanto i genitori possono amministrare e celebrare, una miniera preziosissima dal profumo sacro: è come se Dio affidasse alle mani dei genitori una parte della santità dei loro figli... Un dono lusinghiero e una grande responsabilità!

FESTA DI S. LUCIA 2008 - IL PROGRAMMA DI BELPASSO

Carissimi, buon inizio di tredicina di S. Lucia a tutti!
Con piacere Vi comunichiamo che è on line il programma ufficiale dei solenni festeggiamenti in onore di S. Lucia che anche quest'anno si tengono a Belpasso (provincia di Catania), città da sempre orgogliosamente posta sotto il celeste patronato della megalomartire siracusana.
Vedi: http://www.santaluciabelpasso.com/.

venerdì 28 novembre 2008

FESTA DI S. LUCIA 2008 - POESIA E MUSICA


Carissimi amici, la nostra Redazione è molto fiera e lusingata di essere stata contattata direttamente dal poeta e musicista siciliano Angelo Cacciato, il quale, in occasione della festa di S. Lucia di quest'anno, pubblica il suo poemetto in forma di sacra rappresentazione dal titolo S. Lucia Vergine e Martire, costituito da 304 (come l'anno del martirio di S. Lucia) versi endecasillabi in lingua siciliana e suddivisi in ottava rima (metro tipico della poesia epica) intonati su melodie originali ispirate al repertorio gregoriano e folclorico. Con quest'opera, veramente pregevole sotto il profilo artistico e profondamente ammirevole sotto quello devozionale, l'estro e il talento dell'artista ennese fanno rivivere l'antica tradizione della composizione ed esecuzione di sacre rappresentazioni in onore di S. Lucia che nel corso dei secoli hanno adeguatamente solennizzato la festa della patrona di Siracusa. Questa cantata sacra dialettale, che può degnamente inserirsi nel solco dei più suggestivi momenti storici della festa di S. Lucia, merita ogni più entusiastica segnalazione e a ragione se ne può auspicare una rappresentazione a Siracusa in occasione di prossimi festeggiamenti luciani: col sapore e il colore unico della lingua siciliana, congiunti all'immenso potenziale espressivo della musica, Angelo Cacciato ha ripercorso in modo mirabile la vita di S. Lucia descrivendola con accenti davvero emozionanti.
La prima esecuzione assoluta della cantata avverrà il prossimo 6 dicembre a Roma, nella chiesa della venerabile Arciconfraternita S. Maria Odigitria, in via del Tritone 82.
Grazie alla pubblicazione e diffusione editoriale è possibile leggere l'ispirato libretto e ascoltare le sue musiche, incise su CD.
Pubblichiamo qui di seguito, a mo' di approfondimento, il curriculum ufficiale dell'Autore:
Angelo Cacciato, dopo gli studi umanistici, filosofici, musicali e teologici nelle Scuole Episcopali di Piazza Armerina e di Palermo, si laurea in Sociologia a Roma (1977) e in Musicologia a Bologna (1984). Conseguiti gli studi presso il Conservatorio e l’Istituto di Musica Sacra a Roma, fonda (1984) l’Accademia Musicale Mozart di Ostia, di cui è direttore fino al 1992. Compone e dirige un Musical su S. Agostino, in occasione della venuta di S. S. Giovanni Paolo II nella Parrocchia di S. Monica a Ostia nel 1982. Per la RAI e per Nova Radio Roma (Ediz. Paoline) realizza e conduce servizi radiofonici: Il Bel canto; Teatro in musica; La Musica raccontata attraverso i suoi capolavori. Dal 2003 al 2006 all’Università di Roma insegna Musica, Teatro e Moda ed è direttore artistico della rivista “Freetime”. Dal ’93 presso l’Istituto del S. Raffaele di Roma collabora col Prof. Salvatore Giaquinto conducendo una ricerca sperimentale sulla “Musicoterapia in Riabilitazione” pubblicata dal British Journal of Nursing.
Ha pubblicato, oltre a numerosi articoli su varie riviste: Canti del folklore Siciliano (ERREFFE 1996); S. Felice da Nicosia (ERREFFE 2000); Poesia, Metrica e Generi Letterari (LA SAPIENZA, 2004); Epopea siciliana (LA SAPIENZA, 2005); Effects of music-based therapy on distress following knee arthroplasty (British Journal of Nursing, 25-5-2006). S. Giovanni di Dio consolatore poemetto religioso (Reg. Sicilia 2006); S. Cataldo (Reg. Sicilia 2007).
Tra le pubblicazioni in CD.: Rigina di li terri (ERREFFE, Roma 1993); Io e te Sposi (ERREFFE 1994); La mia prima Comunione (ERREFFE 1994); La musica del Rito Nuziale nella Tradizione Classica (ERREFFE 1995); Miti, leggende e storie di Sicilia (Spoleto 1998); Beato Felice da Nicosia (ERREFFE 2000); Le stagioni, canti mediterranei (Ed. Domani Musica col contributo dell’IMAIE, Roma 2007).
Prossime pubblicazioni: I Normanni in Sicilia; Yo soy la pefecta siempre Virgen.
Le sue pubblicazioni sono reperibili presso la Libreria Edit. La Sapienza, V.le Ippocrate 158, Roma. Tel. 06 4452 786.
Info: 06.5612970 - Cell. 333.5092.807 - E Mail ac.uniroma1@fastwebnet.it

venerdì 21 novembre 2008

FESTA DI S. LUCIA 2008 - IL PRIMO EVENTO


Carissimi amici di Santa Lucia, torna finalmente - dopo trepidante attesa - la festa della nostra amatissima patrona! Sta per terminare infatti il conto alla rovescia per l'inizio dei festeggiamenti, che quest'anno a Siracusa partono già alla grande: l'inizio verrà infatti anticipato di un giorno, il che vuol dire che quest'anno festeggeremo Lucia un giorno in più!!! Non solo... l'evento inaugurale, che si svolgerà tra circa una settimana, sabato 29 novembre alle ore 15.30, consiste in una bellissima novità: un incontro tra i giovani e il nostro nuovo arcivescovo, mons. Salvatore Pappalardo, sul tema "Debitori di Luce", ispirato alla nostra Santa! L'incontro si svolgerà in un luogo speciale: la basilica di Santa Lucia al Sepolcro, che sorge proprio nel punto in cui Lucia subì il martirio e venne sepolta. Un appuntamento veramente importante, al quale è bene non mancare!!! L'indomani, domenica 30 novembre, inizierà la tradizionale "tredicina" di preparazione alla solennità del 13 dicembre. Buonissima festa di Santa Lucia a tutti!

giovedì 13 novembre 2008

Una preghiera al mese - novembre 2008

Ciao a tutti! Eccoci ritornati per il nostro atteso e irrinunciabile appuntamento con la rubrica "Una preghiera al mese", con la quale ci proponiamo di offrire sempre nuovi spunti ai devoti nell'elevare i loro canti d'amore alla nostra amatissima Santa Lucia. Oggi è il 13 novembre... esattamente tra un mese tornerà la solennità di Santa Lucia nel giorno anniversario del Suo glorioso martirio! Già alla fine di questo mese, precisamente il 30 novembre, inizieremo il tradizionale periodo di adeguata preparazione spirituale a tale ricorrenza, con la "tredicina" in onore della Santa. Non trascuriamo di viverla bene e da veri devoti, cioè accostandoci con fede ai sacramenti della Riconciliazione (confessione) e dell'Eucaristia (comunione), curando alla perfezione le nostre pratiche di pietà e l'esercizio delle virtù, cercando soprattutto di puntare a vivere il Vangelo: è il miglior modo per rendere contenta di noi Santa Lucia!
Bellissima è la preghiera che abbiamo scelto per questo mese: una novena che ripercorre nelle sue invocazioni i vari momenti della vita di Lucia, quasi una sorta di meditazione e contemplazione delle meraviglie che Dio ha voluto compiere in Lei, motivo per cui ad ogni invocazione segue inevitabilmente una glorificazione della Santissima Trinità:

1° giorno. O gloriosa Santa Lucia, che fin dalla vostra prima età corrispondeste docilmente all'educazione cristiana, che vi diede la piissima madre vostra, otteneteci di apprezzare, fra le tenebre dell'attuale mondo pagano, il gran dono della fede.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
2° giorno. O gloriosa Santa Lucia, che meritaste di godere durante le vostre preghiere dell'apparizione di Sant'Agata, ottenete a noi pure di ricorrere con uguale fiducia al patrocinio dei Santi ed al vostro in particolare e godere così gli effetti della vostra intercessione.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
3° giorno. O gloriosa Santa Lucia, che rinunciaste in favore dei poveri alla ricca eredità paterna, otteneteci di vivere staccati dai beni del mondo e di aiutare con generosità tutti i fratelli che soffrono.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
4° giorno. O gloriosa Santa Lucia, che rinunziando alle nozze terrene, consacraste la vostra verginità allo Sposo celeste, Gesù Cristo, otteneteci di vivere sempre uniti al Signore, seguendo gli insegnamenti del santo Vangelo.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
5° giorno. O gloriosa Santa Lucia, per quella fede ammirabile mostrata quando diceste davanti al tiranno che nessuno avrebbe potuto togliervi lo Spirito Santo che abitava nel vostro cuore come un tempio, otteneteci dal Signore di vivere sempre nella sua Grazia e di fuggire tutto quello che potrebbe causarci una perdita così grave.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
6° giorno. O gloriosa Santa Lucia, per quell'amore che ebbe per voi il vostro sposo Gesù Cristo, quando con un miracolo vi rese immobile, malgrado tutti gli sforzi dei vostri nemici per trascinarvi in luogo di peccato e di infamia, otteneteci la grazia di non cedere mai alle tentazioni del mondo, del Demonio e della carne, e di combattere i loro assalti con la mortificazione e l'unione con Dio.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
7° giorno. O gloriosa Santa Lucia che aveste la grazia di prevedere la vittoria della Chiesa dopo le persecuzioni dei primi secoli, otteneteci che la santa Chiesa ed il Papa, fatti ancora oggi segno di terribili lotte, riportino gloriosa vittoria su tutti i nemici di Dio.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
8° giorno. O gloriosa Santa Lucia per quell'ardente amore che aveste verso Gesù quando sacrificaste la vostra vita, come martire, quando vi furono cavati gli occhi, otteneteci la grazia di un perfetto amore al Signore e di sostenere ogni avversità piuttosto che diventare infedeli al nostro divin Redentore.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
9° giorno. O gloriosa Santa Lucia, che ora godete in Cielo il volto splendente di Dio, ottenendo grandi grazie a chi vi invoca con fiducia, ottenete a tutti noi non solo la protezione per gli occhi del corpo, ma specialmente la vera luce agli occhi dello spirito.
Gloria al Padre...
Santa Lucia, prega per noi.
Prega per noi, gloriosa Santa Lucia
perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo. Riempi di gioia e di luce il tuo popolo, o Signore, per l'intercessione gloriosa della santa vergine e martire Lucia, perché noi, che festeggiamo la sua nascita al cielo, possiamo contemplare con i nostri occhi la tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen

sabato 8 novembre 2008

S. Lucia accoglie il nuovo arcivescovo della Sua città!

Notizia straordinaria! Domani, domenica 9 novembre 2008, in concomitanza con la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal nuovo arcivescovo metropolita di Siracusa S. E. mons. Salvatore Pappalardo in occasione del suo insediamento nella nostra Chiesa, ci sarà un'esposizione eccezionale del venerato e taumaturgo simulacro-reliquiario argenteo di Santa Lucia, nella cappella a Lei dedicata in duomo. E' stato proprio il presule - appena giunto nel capoluogo aretuseo - a desiderare e richiedere fortemente tale eccezionale esposizione, e la deputazione cui compete il culto ufficiale della Santa nella cattedrale ha di buon grado accolto tale pia e devota istanza. Con il cuore colmo di gioia e orgoglio, noi devoti della gloriosa martire siracusana abbiamo appreso esultanti la notizia dell'evento, e diamo appuntamento a tutti a domani, per stringerci attorno al nostro nuovo Pastore e celebrare insieme l'Eucaristia, sotto lo sguardo e la protezione dell'amatissima patrona Lucia, il cui simulacro rimarrà esposto per l'intera giornata. E' giusto e bello che questa grande festa siracusana si svolga con la visibile presenza di Lei, che non può mai mancare nei momenti più importanti della nostra vita! Ancora benvenuto tra noi, mons. Pappalardo!

sabato 1 novembre 2008

TUTTI SANTI!

Carissimi amici, innanzi tutto AUGURI di vero cuore a tutti Voi per la festa di tutti i santi!
Sì, auguri, come si dice quando ricorre un compleanno o un onomastico, perché anche voi, anche noi, tutti possono sentirsi festeggiati oggi: è volontà di Dio la nostra santificazione e Dio ci ha resi concittadini dei santi, dice la Scrittura.
I nostri difetti, le nostre miserie, persino i nostri peccati non possono costituire ostacolo alla nostra possibilità - che poi è anche un nostro dovere - di farci santi.
Auguri, perciò, di santità: e se l'impresa sembra troppo difficile, proponiamoci di diventare santi insieme, sostenendoci e aiutandoci a vicenda, con l'edificazione reciproca ... sarà più facile!

Domani la Chiesa, nel ricordo vivo e grato a Dio di tutti i defunti, che sentiamo ancora vivi grazie alla comunione dei Santi e perché sono uniti a noi come Chiesa purgante e Chiesa trionfante, ci farà riflettere sul mistero della morte.
Gesù, nel Vangelo, ci dice che da questo riconosceranno che siamo Suoi discepoli: se siamo pronti a morire gli uni per gli altri. Non si muore e basta, quindi, ma si deve essere pronti a morire per i fratelli.

Padre Raniero Cantalamessa, predicatore pontificio, nella sua omelia odierna propone una stupenda e commovente preghiera, che ci aiuterà domani a meditare su come si muore in Dio, spiegando:

"La fede non esenta i credenti dall'angoscia di dover morire, essa però la tempera con la speranza. Il prefazio della Messa di domani dice: "Se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consola la speranza dell'immortalità futura". A questo proposito c'è una testimonianza sconvolgente situata anch'essa in Russia. Nel 1972 su una rivista clandestina fu pubblicato un testo. Si tratta di una preghiera trovata nel taschino della giubba del soldato Aleksander Zacepa, composta pochi istanti prima della battaglia in cui perse la vita nella seconda guerra mondiale. Dice:

Ascolta, o Dio!
Non una volta nella mia vita ho parlato con te, ma oggi mi vien voglia di farti festa.
Sai, fin da piccolo mi hanno sempre detto che non esisti... io stupido ci ho creduto.
Non ho mai contemplato le tue opere, ma questa notte ho guardato dal cratere di una granata al cielo di stelle sopra di me e affascinato dal loro scintillare, ad un tratto ho capito come possa esser terribile l'inganno...
Non so, o Dio, se mi darai la tua mano, ma io ti dico e tu mi capisci...
Non è strano che in mezzo a uno spaventoso inferno mi sia apparsa la luce e io abbia scorto te?
Oltre a questo non ho nulla da dirti. Sono felice solo perché ti ho conosciuto.
A mezzanotte dobbiamo attaccare, ma non ho paura, tu guardi a noi.
E' il segnale! Me ne devo andare. Si stava bene con te.
Voglio ancora dirti, e tu lo sai, che la battaglia sarà dura: può darsi che questa notte stessa venga a bussare da te.
E anche se finora non sono stato tuo amico, quando verrò, mi permetterai di entrare?
Ma che succede, piango?
Dio mio, tu vedi quello che mi è capitato, soltanto ora ho incominciato a veder chiaro...
Salve, mio Dio, vado... difficilmente tornerò. Che strano, ora la morte non mi fa paura". (fonte: www.zenit.org)

Parola di Vita - novembre 2008

“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Luca 9,23)
Non credere che, perché sei nel mondo, tu possa nuotarvi come un pesce nell’acqua.
Non credere che, perché il mondo t’entra in casa attraverso certe radio e la televisione, tu sia autorizzato ad ascoltare ogni programma o a vedere ogni trasmissione.
Non credere che, perché giri per le strade del mondo, tu possa guardare impunemente tutti i manifesti e possa comprarti dal giornalaio o in libreria qualsiasi pubblicazione indiscriminatamente.
Non credere che, perché sei nel mondo, ogni maniera di vivere del mondo possa essere tua: le facili esperienze, l’immoralità, l’aborto, il divorzio, l’odio, la violenza, il furto.
No, no. Tu sei nel mondo. E chi non lo vede?
Ma tu non sei del mondo[1].
E questo comporta una grande differenza. Questo ti classifica fra coloro che si nutrono non delle cose che sono del mondo, ma di quelle che ti sono espresse dalla voce di Dio dentro di te. Essa è nel cuore di ogni uomo e ti fa entrare - se l’ascolti - in un regno che non è di questo mondo, dove si vivono l’amore vero, la giustizia, la purezza, la mansuetudine, la povertà, dove vige il dominio di sé.
Perché molti giovani scappano nell’Oriente, come ad esempio nell’India, per trovare un po’ di silenzio e cogliere il segreto di certi grandi spirituali che, per la lunga mortificazione del loro io inferiore, lasciano trasparire un amore (…) che impressiona tutti quelli che li avvicinano?
E’ la reazione naturale al baccano del mondo, al chiasso che vive fuori e dentro di noi, che non lascia più spazio al silenzio per udire Dio.
Ahimè! Ma occorre proprio andare in India, quando da duemila anni Cristo ti ha detto: “rinnega te stesso… rinnega te stesso…”?
Non è del cristiano la vita comoda e tranquilla; e Cristo non ha chiesto e non ti chiede di meno, se lo vuoi seguire.
Il mondo t’investe come un fiume in piena e tu devi camminare contro corrente. Il mondo per il cristiano è una fitta boscaglia nella quale bisogna vedere dove mettere i piedi. E dove vanno messi? In quelle orme che Cristo stesso ti ha segnato passando su questa terra: sono le sue parole. Oggi Egli ti ridice:
“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso…”.
Ciò t’esporrà forse al disprezzo, alla incomprensione, agli scherni, alla calunnia; ciò t’isolerà, t’inviterà ad accettare di perdere la faccia, a lasciare un cristianesimo alla moda.
Ma c’è di più:
“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”.
Che tu lo voglia o no, il dolore amareggia ogni esistenza. Anche la tua. E piccoli e grandi dolori arrivano tutti i giorni.
Vuoi scansarli? Ti ribelli? Suscitano in te l’imprecazione? Non sei cristiano.
Il cristiano ama la croce, ama il dolore, pur in mezzo alle lacrime, perché sa che hanno valore. Non per nulla fra gli innumerevoli mezzi che Dio aveva a sua disposizione per salvare l’umanità, ha scelto il dolore.
Ma Lui - ricordatelo - dopo aver portato la croce ed esservi stato inchiodato, è risorto.
La risurrezione è anche il tuo destino[2], se anziché disprezzare il dolore che ti procura la tua coerenza cristiana e quanto altro la vita ti manda, saprai accettarlo con amore. Sperimenterai allora che la croce è via, sin da questa terra, ad una gioia mai provata; la vita della tua anima comincerà a crescere: il regno di Dio in te acquisterà consistenza e fuori il mondo man mano scomparirà ai tuoi occhi e ti parrà di cartone. E non invidierai più nessuno.
Allora ti potrai chiamare seguace di Cristo:
“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”.
E, come Cristo che hai seguito, sarai luce e amore per le piaghe senza numero che lacerano l’umanità di oggi.

Chiara Lubich

[1] Cf Giovanni 17,14.
[2] Cf Giovanni 6,40.

domenica 19 ottobre 2008

La poesia di un innamorato di S. Lucia - III parte

A partire dall’iniziale maiuscola in rosso, l’espressione Syrakousaion he lamprà (polis), cioè “l’illustre città dei siracusani”.

CANONE DI S. BARTOLOMEO IN ONORE DI S. LUCIA

Acrostico: Te canto, che hai il nome sinonimo di luce.

Ode I
Irmo: Risplendente per il fulgore della verginità e rivestita della porpora cruenta del martirio, o Lucia, tu che hai il nome da luce, siedi alla destra del Re, come una bellissima regina.
Tropario II: Fortificata nell’animo dalla virtù della croce, o martire Lucia, tu rintuzzasti virilmente i vani assalti dell’errore e divenisti torre incrollabile di amore verso Dio e protettrice di quanti ti lodano con cuore sincero.
Tropario III: Come già tu facesti ristagnare il flusso di sangue nella madre tua, così in virtù delle tue preghiere, o vaga vergine, arresta i flussi sensuali delle mie passioni e mondami con la pioggia delle lagrime della divina contrizione, affinché io degnamente ti glorifichi.
Mariale: Nel vederti, o Vergine, nella tua icone santissima, sorreggere nelle tue verginali mani Colui che con le sue mani divine regge l’universo, divenuto bambino per la salvezza degli uomini, con amore irresistibile ti glorifichiamo e con tutta pietà baciamo la tua immagine.

Ode III
Irmo: Sei tutto dolcezza e tutto desiderabile, o Verbo di Dio; e tutta olezzante degli odori dei Tuoi profumi celesti la pura colomba Lucia rinunziò alla ricchezza, alle gioie, alla gloria ed al mortale sposo terreno.
Tropario II: O gloriosa e santa Lucia, l’illustre città di Siracusa ti onora come un giglio fragrante, adornata come sei dalla vaghezza della verginità; con essa e con il tuo martirio profumi l’universo.
Tropario III: Libera, o vergine, dalle tentazioni, dai peccati e dalle tribolazioni, quanti celebrano con amore la tua santa, gloriosa ed insigne memoria; rendili partecipi con le tue preghiere della eterna gloria.
Mariale: Nel contemplarti, o Vergine, nella tua immagine, sorreggente nelle tue braccia bambino Colui che sorregge tutto l’universo, non posso contenermi dal salutarla, e dal pregarti a farmi compiere la volontà del tuo Figlio.

[Kathisma: Adorna della vaghezza della verginità, risplendente per la palma del martirio, come colomba immacolata volasti ed ascendesti nel più alto dei cieli, o eroica martire Lucia, perciò prega per noi il Signore.]

Ode IV
Irmo: Dopo aver rifornito la tua lampada, o martire, con l’olio della tua verginità, con gioia entrasti nel banchetto nuziale celeste.
Tropario II: O vaghissima vergine, con le mistiche ali splendenti del biondo oro della carità, volasti come bellissima tortorella al Cielo.
Tropario III: Fondata sulla pietra della fede, o martire, tu resti inconcussa con la divina grazia, atterrando le mura dell’errore.
Tropario IV: O vaghissima vergine, ottenebrato dai malvagi pensieri ed ognora oscurato dalla nebbia delle passioni, illuminami colle irradiazioni luminose delle tue preghiere.
Mariale: In te, o Sposa divina, ho posto tutta la mia speranza; con la tua misericordiosa bontà custodiscimi sotto la tua protezione.

Ode V
Irmo: Tutta infiammata dal fuoco d’amore dello Sposo celeste, con le effusioni del tuo sangue tu spegnesti i carboni ardenti dell’errore.
Tropario II: Con lo splendore vaghissimo della verginità, o eroina Lucia, tu accecasti i tuoi nemici, che bramavano macchiare la tua purezza verginale.
Tropario III: Come già facesti cessare il flusso del sangue della tua madre, o gloriosa e celeberrima Lucia, così ora dissecca i flussi delle mie passioni.
Mariale: Rifugio dei peccatori, speranza dei disperati, aiuto degli oppressi, salva, o Madre di Dio, i tuoi servi.

Ode VI
Irmo: Tutta splendente delle divine irradiazioni luminose del Sole spirituale spuntato dalla Vergine, Gesù Cristo, tu, o gloriosa Lucia, fugasti le tenebre del politeismo ed illuminasti le anime dei fedeli.
Tropario II: Ripiena delle effusioni vivificanti dello Spirito Santo, con la sapienza del tuo discorso confondesti Pascasio, e lo svergognasti, riportando, o pura e vaga vergine, la corona della vittoria.
Tropario III: Facesti disseccare i germogli dell’ateismo, sospirando ardentemente l’Albero della Vita Cristo, o eroina Lucia; pregaLo ora che faccia degni della vita eterna noi che ti lodiamo con cantici.
Mariale: Ecco che ora i prìncipi del mondo si prostrano davanti a te, o misericordiosa immacolata, poiché tu hai partorito Dio, datore di ogni bene.

Ode VII
Irmo: O celeberrima Lucia, accesa dell’amore di Dio nel tuo cuore, tu rimanesti intatta come i tre fanciulli in mezzo alle fiamme, mentre esultante di gioia con amore cantavi: benedetto il Dio dei padri nostri.
Tropario II: O Lucia, che hai nome da luce, che sei ripiena della luce divina, e godi della luce della Santissima Trinità, illumina me ottenebrato dalle tenebre del peccato ed in pericolo (di perdermi), e salvami con le tue preghiere.
Mariale: O Signora, dispensa la tua grazia a quanti ti lodano e venerano con acceso amore la tua santissima e divina icone e con fede glorificano il tuo Figlio nelle due nature.

Ode VIII
Irmo: La vergine Agata lottando virilmente divenne la difesa e la custodia della città di Catania; tu di poi, o celeberrima Lucia, divenisti irremovibile muraglia e torre di bontà per la città di Siracusa, che canta: o popoli, esaltate Cristo per tutti i secoli.
Tropario II: Mostrando il coraggio dei martiri, o beatissima eroica Lucia, avendo confuso i ministri dell’impudicizia, tu rimanesti irremovibile nella verginità. Percossa dalla spada del carnefice e refiziata santamente coi Sacri Misteri, tu deponesti il tuo spirito nelle mani del tuo Creatore.
Tropario III: I cori dei vergini splendidamente accolsero te, vergine bella ed immacolata, purissima, inviolata ed incorrotta, nei luminosi tabernacoli celesti, ove ti introdussero le schiere degli angeli, coi quali incessantemente canti: o sacerdoti, lodate, o popoli, esaltate Cristo per tutti i secoli.
Tropario IV: Con le tue sante preghiere, o santa Lucia, vivifica, rialza e risana me che sono ferito dagli stolti ed impuri pensieri, caduto nelle colpe ed ucciso dalle passioni; mentre con amore canto: o sacerdoti, lodate, o popoli, esaltate Cristo per tutti i secoli.
Mariale: Il Divino Signore senza lasciare il seno del Padre, si fa vedere bambino nelle tue braccia, o immacolata; pregaLo incessantemente che salvi coloro che a te con fede cantano: o fanciulli, benedite, o sacerdoti, lodate, o popoli, esaltate Cristo per tutti i secoli.

Ode IX
Irmo: O combattitrice Lucia, ascendendo la scala delle sante virtù, tu raggiungesti il glorioso vertice del martirio, ed ora dimori dove sono i cori dei martiri, gli spiriti dei giusti e le schiere dei vergini, impetrando alle anime nostre il perdono.
Tropario II: Sei tutto dolcezza e tutto desiderabile e tutto diletto, o Verbo di Dio, e di Te solo desiderosa la Tua sposa eletta Lucia disprezzò tutti i beni terreni, mentre con fede a Te canta: o Sposo immortale, Te solo io bramo e la Tua dolcezza io sospiro.
Tropario III: Spezza, te ne prego, o sposa di Cristo, le catene dei miei peccati, e fuga la notte profondissima della mia mente, e come colei il cui nome è sinonimo di luce, illuminami con le tue preghiere portatrici di luce, facendomi degno del Regno dei Cieli.
Tropario IV: O Cristo, Sole che mai tramonti, per le sante preghiere dei Tuoi martiri Eustrazio, Aussenzio, Oreste, Eugenio e Mardonio, e per le preci illuminanti della Tua martire Lucia, abbi misericordia di quanti con fede adorano la Tua potenza.
Mariale: O Verbo di Dio, noi veneriamo nella sua santa icone la Tua Vergine Madre sorreggenteTi nelle sue braccia bambino per noi, e Ti supplichiamo, per la sua intercessione, di farci degni di custodire il giglio verginale e di glorificarTi (in cielo) tra i cori dei vergini.

Icona realizzata da Cristina Capella (vedi: http://www.arteikon.it/).

sabato 18 ottobre 2008

La poesia di un innamorato di S. Lucia - II parte

Nella riga centrale, l’espressione Loukias tes martyros, cioè “della martire Lucia”.

Curiosando tra i numerosi manoscritti greci di epoca medievale custoditi nella biblioteca dell’abbazia di Grottaferrata, se ne incontra uno, copiato nel 1265 dal monaco amanuense Macario Regino, che contiene gli inni del mese di dicembre e appartiene ad una serie di volumi dedicati ognuno alle feste di un mese dell’anno (e per questo detti in greco menei): in esso è possibile trovare il testo dell’inno composto da S. Bartolomeo in onore della nostra S. Lucia, purtroppo non accompagnato dai segni indicanti le note musicali della melodia. Come la maggior parte dei canoni, anche questo è privo della seconda ode, che dovendo essere abbinata ad un cantico biblico di carattere penitenziale, veniva in genere eliminata insieme ad esso in occasione di ricorrenze festive: differente è il caso del canone composto per S. Lucia dal siracusano S. Metodio I, patriarca di Costantinopoli, e tramandato in un altro codice di Grottaferrata, in cui la seconda ode è presente.
Secondo una prassi molto consueta nelle composizioni poetico-musicali bizantine, il titolo posto all’inizio di questo canone luciano (così come di quello di Metodio appena citato) è un acrostico, cioè è ottenuto affiancando nell’ordine le lettere iniziali di tutti i tropari del canone (ad esclusione di quelli mariani, di cui parleremo immediatamente sotto). Non occorre dire che, nella traduzione italiana, si perde purtroppo questo abile artificio letterario adoperato nell’originale greco.
Infine, segnaliamo che l’ultimo tropario di ciascuna ode, qui come in molti altri canoni bizantini, è dedicato alla Madonna: questo testimonia l’intensa e diffusa devozione mariana maturata nel mondo bizantino, i cui segni sono assai presenti in ogni momento liturgico, sia nelle ore dell’ufficio che nella celebrazione eucaristica. Di Bartolomeo in particolare, autore di questo canone, si tramanda che fosse profondamente devoto alla Vergine Maria e la invocasse spesso soprattutto per la protezione della virtù monastica della purezza e della castità, così come del resto egli fa anche nei confronti di S. Lucia, nelle strofe a lei dedicate, ammirandone ed esaltandone ripetutamente la verginità. Nei tropari mariani, inoltre, compaiono reiterate allusioni ad un’icona della Madonna, della quale Bartolomeo sembra letteralmente innamorato e della cui visione sembra incantarsi ogni volta: egli si riferiva ad una tavola di soggetto mariano che, in genere sempre presente nelle chiese bizantine, non poteva mancare proprio nella basilica criptense dedicata alla Theotokos. Ancora oggi troneggia al centro del coro della basilica un’antichissima icona di scuola cretese, davvero incantevole, molto venerata e amata dai fedeli dell’intera popolazione di Grottaferrata e dai pellegrini provenienti da ogni dove. In essa, secondo la tipologia iconografica dell’Odigitria, la Madonna guarda amorevolmente e indica con la mano il Bambino che porta in braccio, come Colei che ci conduce a Gesù.
Nel prossimo post, finalmente, vi offriremo il testo del canone di S. Bartolomeo per S. Lucia, nella traduzione italiana di Germano Giovanelli, pubblicata nel 1955 (IX centenario della morte di S. Bartolomeo) sul volume Gli inni sacri di S. Bartolomeo juniore alle pagg. 338-342. (continua)

© 2008 - Carlo Fatuzzo, per "Amici di Santa Lucia"

Icona di S. Maria di Grottaferrata.

venerdì 17 ottobre 2008

La poesia di un innamorato di S. Lucia - I parte


«Con la tua verginità e il tuo martirio profumi l’universo».
Il canone di S. Bartolomeo in onore di S. Lucia

Affacciandosi dai colli dei Castelli Romani, al crepuscolo, migliaia di luci si accendono all’orizzonte, segnalando la grandiosa presenza di Roma ai propri piedi, che si distende immensa giù a valle: siamo nel territorio dell’antica città latina di Tusculum, tra i resti della villa di Cicerone e le catacombe ad decimum, precisamente a Grottaferrata. La località deve il suo nome ad una crypta ferrata, cioè una piccola grotta - antichissima - con una grata di ferro al suo ingresso. Da questa modesta cameretta eponima si è dipanata una lunga storia: intorno ad essa, nel 1004, l'abate calabrese S. Nilo costruì un'abbazia per accogliere la numerosissima comunità di monaci di lui appena fondata. Il 17 dicembre 1024, poi, il papa Giovanni XIX consacrò a Maria Theotokos (Madre di Dio) la basilica del monastero, eretta proprio su quella prima grotta. La comunità di questi monaci di provenienza italo-greca è tuttora vivente e, resistendo tenacemente agli impetuosi venti scismatici che ruppero l'unità tra cristiani d'Oriente e d'Occidente, mantiene intatte da sempre le sue peculiarità: da un lato la confessione cattolica e la piena fedeltà alla Chiesa romana, dall'altro la spiritualità del monachesimo orientale e il rito bizantino (oggi officiato sia in greco che in italiano).
Qui visse S. Bartolomeo, detto “il giovane” per distinguerlo da altri santi omonimi (primo fra tutti l’apostolo di Gesù). Nato a Rossano Calabro (Cosenza) nel X secolo, divenne monaco, discepolo prediletto di S. Nilo, confondatore dell’abbazia di Grottaferrata e suo egumeno (cioè abate) dopo la morte del maestro. Bartolomeo si dedicò alla copiatura di numerosi codici pergamenacei nel laborioso scriptorium sorto in seno all’abbazia, compose la biografia di S. Nilo, il typikon (regolamento liturgico) proprio del monastero criptense (parzialmente riformato dall’abate Biagio II nel 1300) e in particolare primeggiò tra gli altri confratelli nella creazione di componimenti poetici e musicali da destinare all’ufficiatura con la quale venivano scandite le ore diurne e notturne della vita quotidiana del suo cenobio. Bartolomeo seguì così l’esempio delle celebri scuole innografiche bizantine dei secoli immediatamente precedenti, che ebbero come centri di propulsione Gerusalemme (scuola sabaitica, in cui si distinsero S. Andrea di Creta e S. Giovanni Damasceno), Costantinopoli (scuola studita, in cui si distinsero S. Romano il Melode e S. Teodoro Studita) e l’Italia meridionale (scuola calabro-sicula, in cui si distinsero soprattutto diversi siracusani, tra i quali S. Giuseppe l’Innografo e il patriarca di Costantinopoli S. Metodio). Per esprimere in modo significativo il notevole talento poetico di Bartolomeo, egli venne ben presto rassomigliato proprio al nostro concittadino Giuseppe, invero sempre universalmente riconosciuto come uno tra i maggiori poeti sacri bizantini (appunto “l’Innografo” per antonomasia).
Molti inni composti – ovviamente in greco – da Bartolomeo sono tramandati in alcuni manoscritti ancora oggi conservati nella biblioteca dell’abbazia, nel frattempo divenuta Biblioteca Nazionale e ormai direttamente dipendente dal Ministero dei Beni culturali e librari: tra di essi, vi è anche un meraviglioso inno in onore di S. Lucia appartenente al genere poetico-musicale del canone. Il canone è una forma innografica tipica dell’ufficio di rito bizantino, generalmente eseguita durante l’orthros (mattutino), più raramente durante l’apodeipnon (compieta) o il mesonyktikon (ufficio di mezzanotte), ed è costituito da 9 sezioni dette odi, a loro volta formate da un numero variabile di tropari (strofe) eseguiti tutti sulla medesima melodia del primo di ogni ode, detto irmo (modello metrico-ritmico-melodico). L’origine dei canoni risiede nel desiderio di protrarre la meditazione dei cantici biblici durante la preghiera liturgica attraverso il canto di componimenti poetici originali che fungessero da commento ai cantici stessi e possibilmente li armonizzassero con le tematiche della ricorrenza liturgica del giorno. I 9 cantici biblici che ispirarono la composizione dei canoni innografici sono tutti tratti dall’Antico Testamento (precisamente: Esodo 15,1-19; Deuteronomio 32,1-43; 1 Re 2,1-10; Abacuc 3,2-19; Isaia 26,9-20; Giona 2,3-10; Daniele 3,26-56; Daniele 3,57-88) ad esclusione dell’ultimo, che è l’unico tratto dal Nuovo Testamento, cioè il Magnificat o cantico della Madre di Dio (Luca 1,47-55) immediatamente unito al Benedictus o cantico di Zaccaria (Luca 1,68-79). (continua)

© 2008 - Carlo Fatuzzo, per "Amici di Santa Lucia"

lunedì 13 ottobre 2008

Una preghiera al mese - ottobre 2008

Come sentito e affettuoso omaggio al nostro amato pastore mons. Giuseppe Costanzo, che anche sul nostro blog abbiamo salutato e ringraziato per il suo servizio paterno presso la Chiesa siracusana, riproponiamo oggi la preghiera che egli stesso aveva composto in occasione del XVII centenario del martirio di Santa Lucia, nel 2004:

Santa Lucia, donaci occhi nuovi. Spesso crediamo di vedere, e siamo ciechi. Accecati dalla superbia, dall'invidia, dall'odio, dalle passioni che ci impediscono di vedere. O cara nostra patrona, apri i nostri occhi sulla povertà, sulla miseria, sulle ingiustizie dei nostri giorni e donaci determinazione e coraggio di andare contro corrente - se occorre - affinché nessun Lazzaro resti ad attendere invano un tozzo di pane dietro l'uscio di casa del ricco. Riempi di luce i nostri occhi, perché possiamo "valutare con sapienza i beni della terra, nella continua ricerca dei beni del cielo". Insegnaci, su tuo esempio, a condividere i beni con chi è povero e disperato. Fa' che nessuno di noi si rassegni ad essere felice da solo. O Lucia, cara vergine siracusana, ottieni occhi puri che sappiano vedere nel corpo uno stupendo dono di Dio, sua abitazione, suo tempio, degno quindi di grandissimo rispetto e venerazione. Non qualcosa da idolatrare o da disprezzare, ma da amare e valorizzare. O Lucia, modello di fortezza e di fedeltà, donaci occhi che sappiano vedere lontano: oltre la sofferenza che ci affligge, oltre il dolore che ci torchia, oltre l'apparente fallimento che ci umilia. Occhi levati sempre in alto, da dove ci verrà l'aiuto; occhi purificati dal pianto, che è promessa di raccolto abbondante; occhi pieni di stupore davanti alle sorprese che l'amore di Dio ci ha preparato.

mercoledì 1 ottobre 2008

Parola di Vita - ottobre 2008

Con nel cuore un pensiero e una preghiera per il sinodo dei vescovi cattolici sulla Parola di Dio, che si terrà dal 5 al 26 di questo mese, proponiamo oggi la nostra nuova meditazione biblica mensile:

«Date e vi sarà dato:
una misura buona, pigiata,
colma e traboccante
vi sarà versata nel grembo»
(Luca 6, 38)

Ti è mai capitato di ricevere da un amico un dono e di sentire la necessità di contraccambiare? E di farlo non tanto per sdebitarti, quanto per vero amore riconoscente? Certamente sì. Se succede a te così, puoi immaginare a Dio, a Dio che è Amore. Egli ricambia sempre ogni dono che noi facciamo ai nostri prossimi in nome suo. E’ un’esperienza che i cristiani veri fanno molto spesso. Ed ogni volta è una sorpresa. Non ci si abitua mai all’inventiva di Dio. Potrei farti mille, diecimila esempi, potrei scriverne un libro. Vedresti quanto è vera quell’immagine "una misura buona, pigiata, colma e traboccante ti sarà versata nel grembo": che significa l’abbondanza con cui Dio contraccambia, la sua magnanimità.
"Era già scesa la notte su Roma. E in quell’appartamento seminterrato l’esiguo gruppo di ragazze, che volevano vivere il Vangelo, si davano la buona notte. Ma ecco il campanello. Chi era a quell’ora? Un uomo che si presentava alla porta nel panico, disperato: il giorno dopo l’avrebbero sfrattato di casa con la famiglia, perché non pagava l’affitto. Le ragazze si guardarono ed in un muto accordo, aprirono il cassettino dove, in buste distinte, avevano raccolto il residuo dei loro stipendi e un deposito per le bollette del gas, del telefono, della luce. Diedero tutto a quell’uomo, senza ragionare. Quella notte dormirono felici. Qualcun altro avrebbe pensato a loro. Ma ecco che non è ancora l’alba. Il telefono squilla. 'Vengo subito con un taxi', dice la voce dell’uomo. Meravigliate per la scelta di quel mezzo, le ragazze attendono. La faccia dell’ospite dice che qualcosa è cambiato: 'Ieri sera, appena tornato a casa, ho trovato un’eredità che non avrei mai immaginato di ricevere. Il cuore m’ha detto di farne a metà con voi'. La somma era esattamente il doppio di quanto avevano generosamente dato".
«Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo».
Ne hai fatto anche tu l’esperienza? Se non è così, ricordati che il dono va fatto disinteressatamente, senza speranza di ritorno, a chiunque chiede.Prova. Ma fallo non per vedere il risultato, ma perché ami Dio.Mi dirai: "Ma io non ho nulla."Non è vero. Se vogliamo abbiamo tesori inesauribili: il nostro tempo libero, il nostro cuore, il nostro sorriso, il nostro consiglio, la nostra cultura, la nostra pace, la nostra parola per convincere chi ha a dare a chi non ha…Mi dirai ancora: "Ma non so a chi dare."Guardati attorno: ti ricordi di quell’ammalato in ospedale, di quella signora vedova sempre sola, di quel compagno rimandato così avvilito, di quel giovane disoccupato sempre triste, del fratellino bisognoso d’aiuto, di quell’amico in carcere, di quell’apprendista esitante? E’ in loro che Cristo ti aspetta. Assumi il comportamento nuovo del cristiano - di cui è tutto impregnato il Vangelo - che è quello dell’anti-chiusura e dell’anti-preoccupazione. Rinuncia a mettere la tua sicurezza nei beni della terra e poggiati su Dio. Qui si vedrà la tua fede in Lui, che sarà presto confermata dal dono che ti tornerà. Ed è logico che Dio non si comporta così per arricchirti o per arricchirci. Lo fa perché altri, molti altri, vedendo i piccoli miracoli che raccoglie il nostro dare, facciano altrettanto. Lo fa perché più abbiamo, più possiamo dare; perché - da veri amministratori dei beni di Dio - facciamo circolare ogni cosa nella comunità che ci circonda, finché si possa dire come della prima comunità di Gerusalemme: non v’era fra loro nessun povero. Non senti che con questo concorri a dare un’anima sicura alla rivoluzione sociale che il mondo s’attende?
«Date e vi sarà dato».
Certamente Gesù pensava in primo luogo alla ricompensa che avremo in Paradiso, ma quanto avviene su questa terra ne è già il preludio e la garanzia.
Chiara Lubich

sabato 13 settembre 2008

IMPORTANTE NOTIZIA PER LA CHIESA SIRACUSANA!

Monsignor Salvatore Pappalardo, nuovo Arcivescovo Metropolita di Siracusa
Il Papa accetta la rinuncia di monsignor Giuseppe Costanzo


CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 12 settembre 2008 - Papa Benedetto XVI ha nominato Arcivescovo Metropolita di Siracusa monsignor Salvatore Pappalardo, finora Vescovo di Nicosia, secondo quanto ha reso noto la Sala Stampa della Santa Sede questo venerdì. Sostituisce nell'incarico monsignor Giuseppe Costanzo, di cui il Papa ha accettato la rinuncia al governo pastorale presentata in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico. Monsignor Pappalardo è nato a Nicolosi, nell'Arcidiocesi e nella provincia di Catania, il 18 marzo 1945. Dopo gli studi nel Seminario arcivescovile di Catania, ha conseguito la Licenza in Teologia e il Dottorato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense. Ordinato sacerdote il 30 giugno 1968, ha ricoperto nell'Arcidiocesi di appartenenza vari incarichi: cooperatore nella parrocchia cittadina di S. Luigi; insegnante di religione nelle scuole statali; incaricato dell'Ufficio Catechistico diocesano; vice-rettore del Seminario; vice-cancelliere della Curia arcivescovile di Catania; parroco; cancelliere. Dal 1989 al 1998 è stato Vicario Generale di Catania. Eletto alla Chiesa di Nicosia il 5 febbraio 1998, ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 5 marzo dello stesso anno. È delegato per la liturgia nella Conferenza Episcopale Siciliana. (fonte: www.zenit.org)
A mons. Costanzo: grazie di cuore!!!
A mons. Pappalardo: con affetto filiale, benvenuto!!!
Gli "Amici di Santa Lucia"
Uno speciale con servizi più dettagliati sul sito ufficiale dell'Arcidiocesi di Siracusa (http://www.arcidiocesi.siracusa.it/)

Una preghiera al mese - settembre 2008

Ciao a tutte e tutti!!!
Oggi, giorno 13, appuntamento mensile in memoria di Santa Lucia, inauguriamo una nuova rubrica del nostro blog, una tra le tante novità che Vi abbiamo promesso per il nuovo anno: "Una preghiera al mese"! Si tratta di una nuovissima idea della nostra Redazione, con la quale intendiamo farVi dono ogni mese del testo di una delle tante preghiere composte dalla Chiesa in onore della nostra cara patrona, segno dell'immensa popolarità del Suo culto. Vedrete che bello: ogni 13 del mese Vi porteremo alla scoperta di preghiere antiche e nuove, alcune rare e introvabili, tutte bellissime, rintracciate su libretti e santini provenienti da ogni parte d'Italia, grazie alle appassionate e capillari ricerche della nostra Redazione. Così anche Voi, carissimi devoti di Santa Lucia, potrete rinnovare le Sue lodi con sempre nuove espressioni d'amore, quasi musicali "variazioni sul tema" della devozione luciana. Ma adesso basta con i discorsi, e andiamo immediatamente al sodo: iniziamo il nostro "viaggio" orante con un'antica preghiera stampata su un santino che riproduce la "Immagine Taumaturga venerata nella Chiesa S. Lucia del Gonfalone dei PP. Clarettiani, Via Banchi Vecchi - Roma", incantevole e imponente simulacro marmoreo della martire siracusana (nella foto in alto). Ecco il testo dell'orazione:

Vergine tutta luce e martire invitta, S. Lucia! Prostrati ai vostri piedi, noi vi veneriamo e imploriamo la vostra protezione. E mentre vi supplichiamo a preservare da ogni male i nostri occhi corporali, vi chiediamo ancora ad ottenerci soprattutto quella luce spirituale che ci faccia conoscere i nostri falli e il modo di ripararli. Confessiamo di avere le tante volte meritato di rimanere privi della luce degli occhi nostri, per l'abuso che ne abbiamo fatto, offendendo con essi Dio. Solo da Lui e dalla vostra protezione riconosciamo la vista di cui godiamo. Perciò, pieni di fiducia nella vostra potente intercessione, gloriosa S. Lucia, vi supplichiamo ad interporvi ancora presso il vostro divino sposo Gesù, affinché si degni di conservarci sempre sana la luce degli occhi del corpo, dandoci insieme la grazia di farne buon uso, cosicché nel giorno della universale risurrezione siano essi raggianti di quella luce celeste che degni li renderà di vedere le bellezze ineffabili della patria beata. Così sia.

giovedì 11 settembre 2008

Parola di Vita - settembre 2008

Prendendo spunto dall'esortazione di S. Paolo a "tenere alta la Parola di Vita", che ci siamo proposti di seguire durante questo Anno Paolino, inauguriamo oggi una nuova rubrica mensile del nostro blog: "Parola di Vita", meditazione e proposta spirituale su un versetto della Sacra Scrittura attinto dalla liturgia del mese. Abbiamo scelto di farci accompagnare in questo percorso formativo e performativo (come dice il papa Benedetto XVI nella sua enciclica Spe salvi) dagli scritti spirituali di Chiara Lubich, grande santa del nostro tempo, che quest'anno è partita per il Paradiso.

Nella pericope evangelica proclamata nella liturgia di oggi, Gesù ci dice:
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"Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’ a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio"
(Luca 6, 26-38).
"Amate i vostri nemici". Questo sì che è forte! Questo sì che capovolge il nostro modo di pensare e fa dare a tutti una sterzata al timone della propria vita! Perché, non nascondiamocelo: qualche nemico… nemichino, nemicone lo abbiamo tutti. E’ lì dietro la porta dell’appartamento accanto, in quella signora così antipatica e intrigante, che cerco sempre di sfuggire ogni volta che minaccia di entrare con me nell’ascensore… E’ in quel mio parente che trent’anni fa ha recato un torto a mio padre, per cui gli ho tolto il saluto… Siede dietro il tuo banco di scuola e mai, mai l’hai guardato in faccia, da quando t’ha accusato al professore… E’ quella ragazza che ti era amica e poi ti ha piantato in asso per andar con un altro… E’ quel commerciante che t’ha imbrogliato… Sono quei tali che in politica non la pensano come noi, per cui li dichiariamo nostri nemici. (…) Come c’è, e c’è sempre stato, chi vede nemici i sacerdoti e odia la Chiesa. Ebbene, tutti questi e un’infinità di altri che chiamiamo nemici, vanno amati. Vanno amati? Sì, vanno amati! E non credere che ce la possiamo cavare semplicemente mutando il sentimento d’odio in un altro più benevolo. C’è di più. Senti cosa Gesù dice: "Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male". Vedi? Gesù vuole che vinciamo il male col bene. Vuole un amore tradotto in gesti concreti. Vien da chiederci: come mai Gesù dà un simile comando? La realtà è che Lui vuole modellare la nostra condotta su quella di Dio, suo Padre, il quale "fa sorgere il sole sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti". Questo è. Non siamo soli al mondo: abbiamo un Padre e gli dobbiamo assomigliare. Non solo, ma Dio ha diritto a questo nostro comportamento perché, mentre noi gli eravamo nemici, eravamo ancora nel male, Lui ci ha amato per primo, mandandoci suo Figlio, che morì in quella terribile maniera per ciascuno di noi.
"Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano…". Questa lezione l’aveva imparata il piccolo Jerry, il bambino nero di Washington, che, per il quoziente alto di intelligenza, era stato ammesso ad una classe speciale con tutti ragazzi bianchi. Ma l’intelligenza non gli era bastata per far capire ai compagni che era uguale a loro. La sua pelle nera gli aveva attirato l’odio generale, tanto che il giorno di Natale tutti i ragazzi si fecero reciproci doni, ignorando Jerry. Il fanciullo ne pianse; si capisce! Ma arrivato a casa pensò a Gesù: "Amate i vostri nemici" e d’accordo con la mamma comprò doni che distribuì con amore a tutti i suoi "fratelli bianchi".
"Amate i vostri nemici… pregate per coloro che vi trattano male". Che dolore quel giorno per Elisabetta, la ragazzina di Firenze, quando salendo i gradini per andare alla Messa si sentì deridere da un gruppo di coetanei! Pur volendo reagire, sorrise, ed entrata in Chiesa pregò tanto per loro. All’uscita la fermarono e le chiesero il motivo del suo comportamento che lei spiegò col fatto d’esser cristiana. Doveva quindi amare sempre. Lo disse con una convinzione infuocata. La sua testimonianza fu premiata: la domenica seguente vide tutti quei giovani in Chiesa, attentissimi, in prima fila. Così i ragazzi prendono la Parola di Dio. Per questo sono grandi davanti a Lui. Forse conviene che anche noi sistemiamo qualche situazione, tanto più che saremo giudicati da come noi giudichiamo gli altri. Siamo noi infatti a dare in mano a Dio la misura con la quale Egli deve misurarci . Non gli chiediamo forse: "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori"? Dunque amiamo il nemico! Solo agendo così si possono aggiustare disunità, abbattere barriere, si può costruire la comunità. E’ grave? E’ penoso? Non ci lascia dormire al solo pensarlo? Coraggio. Non è la fine del mondo: un piccolo sforzo da parte nostra, poi il 99 per cento lo fa Dio e… nel nostro cuore un fiume di gioia.
Chiara Lubich

mercoledì 10 settembre 2008

Lucia, la Sposa del Re

Il salmo responsoriale della liturgia di oggi è il celebre canto in onore della Sposa del Re, che dice: "La figlia del re è tutta splendore, gemme e tessuto d’oro è il suo vestito" (Salmo 44, versetto 14). Come non dedicarlo alla nostra amatissima Santa Lucia, della quale la devozione dei siracusani fece realizzare, alla fine del '500, uno splendente simulacro rivestito d'oro e argento e adorno di gemme preziose? Il diadema che è posto sul capo del venerato simulacro-reliquiario ci ricorda che anche Lei è Sposa del Re, incoronata Regina per la Sua verginità e il Suo martirio.
(immagini della processione delle reliquie e del simulacro di S. Lucia dalla basilica del Suo Sepolcro al duomo di Siracusa, 20 dicembre 2007 - fotografie a cura della nostra redazione)

lunedì 1 settembre 2008

Buon compleanno "Amici di Santa Lucia"!

(Facciata del duomo di Siracusa, uno dei più bei capolavori di barocco siciliano.
In primo piano: statua di San Paolo; in alto: statua di Santa Lucia)

Auguri ... al nostro blog!!!
Oggi, 1° settembre, solennità della Beata Vergine Maria delle Lacrime, festa speciale per tutti i siracusani, il blog degli "Amici di Santa Lucia" compie 3 anni e raggiunge il notevole traguardo di ben 100 post! 100 post tra spiritualità, preghiera, storia, cultura, informazione, tutto soltanto per rendere onore e venerazione ad una Persona amata, anzi amatissima: Lucia!
Nato con lo scopo di unire i devoti di Santa Lucia sparsi nel mondo accompagnandoli per tutto l'anno con un percorso di formazione spirituale e di puntuale aggiornamento sugli eventi riguardanti il culto della Santa, dopo tre anni il nostro blog continua a lavorare e prepara per il suo nuovo anno di vita importanti novità: innanzitutto un accrescimento delle proposte di spiritualità, e altre sorprese!
E per camminare in piena comunione con la Chiesa universale, che sta celebrando l'Anno Paolino, incominciamo subito il nuovo anno con un'esortazione dell'Apostolo San Paolo (che scrisse due lunghe lettere ai Corinzi, fondatori della Siracusa greca, e che proprio noi Siracusani abbiamo avuto la grazia di ospitare per ben tre giorni): "Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita. Allora nel giorno di Cristo, io potrò vantarmi di non aver corso invano né invano faticato" (Filippesi 2, 14-16).
Proponendoci di mettere in pratica questo brano della Parola di Dio per tutto quest'anno, aiutandoci fraternamente a crescere nella perfezione cristiana, potremo venerare adeguatamente San Paolo, dandogli la gioia di non aver corso e faticato invano! E splenderemo "come astri nel mondo", accanto alla nostra patrona Santa Lucia, "l'astro più fulgido del nostro Cielo", come a ragione la definì mons. Giacomo Carabelli, arcivescovo di Siracusa dal 1921 al 1932.

sabato 30 agosto 2008

Anniversario Lacrimazione di Maria: diretta web

Carissimi, informiamo chi ancora non lo sapesse che è disponibile il servizio di videotrasmissione in diretta delle solenni concelebrazioni eucaristiche che si svolgono ogni sera nella basilica-santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa fino al 1° settembre, per celebrare l'anniversario delle quattro giornate in cui avvenne la prodigiosa lacrimazione di Maria nella nostra città. E' possibile seguire la diretta video sul sito http://www.siracusaweb.tv/ch2.php, oppure, in caso di malfunzionamento del collegamento, cliccando prima su www.siracusaweb.tv e poi sul link "Channel SR Live 2" che si trova sulla barra in alto. Le celebrazioni riprese in diretta hanno inizio alle ore 19.00 e terminano alle ore 20.00 circa. Si tratta di una lodevole iniziativa che consente a tutti coloro che non possono recarsi personalmente in santuario di unirsi spiritualmente all'assemblea orante dinanzi la Madre di Dio.

giovedì 28 agosto 2008

Madonna delle Lacrime, la dolce Regina di Siracusa

Ritorna la solennità siracusana della Madonna delle Lacrime, commemorazione gioiosa e festosa di un vero prodigio: la lacrimazione di una piccola effige in gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, per quattro giorni (dal 29 agosto al 1° settembre 1953). Gli ispettori indagarono accuratamente (persino smontando il quadretto!) e riconobbero che non si trattava di un inganno. La scienza studiò attentamente il caso e, nonostante le intenzioni certamente contrarie di scettici scienziati, ammise l'evidenza che si trattava di vere lacrime umane. Ma soprattutto, le guarigioni e i miracoli verificatisi tra gli innumerevoli pellegrini giunti presso quel quadretto testimoniarono la soprannaturalità dell'evento. Anche nel Novecento, secolo che in mille modi cruenti e incruenti ha crocifisso la fede cristiana, non sono mancate dunque conferme dal Cielo per portare avanti con coraggio e speranza il messaggio di Cristo: e noi cristiani, grati a Dio per la benedizione delle sante lacrime della Sua Madre, rincuorati veneriamo ancora oggi la taumaturga Sua immagine e da lì ripartiamo colmi di gioia!
Il programma ufficiale dei festeggiamenti è on line sui siti amici Meraviglie siracusane e Lacrime d'amore.


Per le tue sante lacrime
dolcissima Maria
benigna ognor proteggici
o Madre casta e pia
Ave, ave, ave Maria.
Ave, ave, ave Maria.
(dall'inno Ave Maria di Siracusa)
Madonna delle lacrime
cuor santo di Maria
ascolta i nostri gemiti
prega per noi Gesù.
Il tuo accorato pianto
esprime il gran dolore
che i nostri falli ahi quanto
arrecano al Tuo cuor.
(dall'inno Madonna delle lacrime)
Una curiosità: quest'ultimo inno popolare appena citato, notissimo a tutti i siracusani e i devoti della Madonnina di Siracusa, ha valicato i confini della sua terra d'origine e da circa cinquant'anni (cioè quasi fin da quando venne composto) è diffuso anche a Canosa, in Puglia, dove ogni anno viene eseguito in un arrangiamento per banda durante l'imponente processione cittadina dell'Addolorata, che si svolge il venerdì che precede la domenica delle Palme. Suggestivo e commovente, esso accompagna adeguatamente il lungo corteo penitenziale e orante dei fedeli che meditano sui dolori di Maria (vedi: http://www.canosaweb.it/).

sabato 16 agosto 2008

Traslazione delle reliquie di S. Agata v. e m.


Qui sopra: "S. Agata appare a S. Lucia", Santuario del Carmine (Catania).
La grandiosa basilica sorge sul luogo del primo sepolcro della patrona di Catania, proprio dove avvenne l'apparizione. La tela rappresenta un noto episodio della vita di S. Lucia: la giovane vergine siracusana volle effettuare un pellegrinaggio al sepolcro della martire catanese per implorare la guarigione della madre Eutichia da un male incurabile. Agata apparve allora a Lucia rivelandoLe i favori celesti che Le erano riservati e annunciandoLe l'avverarsi del miracolo sperato.


Domani, 17 agosto, ricorre l'anniversario del ritorno del corpo di S. Agata nella sua città, Catania. Com'è noto, il generale bizantino Giorgio Maniace, nel 1039-1040, dopo aver liberato la Sicilia dalla dominazione araba, prese con sé le reliquie di alcuni santi siciliani, tra i quali S. Agata e la nostra S. Lucia, e li portò a Costantinopoli per farne dono all'imperatrice Teodora. Il 17 agosto del 1126 le reliquie di S. Agata vennero riportate a Catania, con grande esultanza della popolazione, che volle istituire in ricordo del felice evento una celebrazione annuale che tuttora viene rinnovata solennemente. Oggi, in questa ricorrenza vengono riunite a Catania tre commemorazioni: quella della traslazione delle reliquie della martire (corrispondente a quella che a Siracusa si svolgeva anticamente il 6 febbraio, e oggi il 13 gennaio, in ricordo delle varie traslazioni a Costantinopoli e Venezia del corpo di S. Lucia), quella della dedicazione del duomo (che invece a Siracusa si celebra il 9 gennaio) e quella del patrocinio di S. Agata sulla città di Catania (che corrisponde alla festa di S. Lucia "delle quaglie" che si svolge a Siracusa la prima domenica di maggio). Il programma ufficiale di questi solenni festeggiamenti della Chiesa sorella di Catania si trova sul sito: http://www.comune.catania.it/

lunedì 11 agosto 2008

Festa di S. Euplo martire


Domani la Chiesa celebra la memoria di Sant'Euplo, diacono e martire catanese. Noi siracusani e devoti di Santa Lucia onoriamo con venerazione questo eroico giovane santo, che volontariamente si sottopose alla testimonianza più coraggiosa della fede in Cristo recando con sé il Libro dei Vangeli presso il tribunale romano dove si eseguivano le condanne dei cristiani, affrontando così faccia a faccia la morte nel nome di Gesù. "Martire. Ho detto abbastanza", affermerebbe Sant'Ambrogio. Il fatto che Euplo morì nel 304 come Santa Lucia, sotto la persecuzione di Diocleziano come Lucia, che sia nato nella vicina città di Catania e sia compatrono della Chiesa sorella catanese, lo affratellano molto alla nostra patrona. Ma in più, ipotizziamo che probabilmente egli conobbe personalmente Lucia quando ella si recò a Catania nel 301, in pellegrinaggio al sepolcro di Sant'Agata: Euplo allora era un diacono e sappiamo che Lucia partecipò alla celebrazione eucaristica comunitaria presso la tomba della martire catanese, perciò non è escluso che i due giovani cristiani ebbero in quell'occasione un incontro, un incontro "tra santi"!

Domani, per tutto il giorno, sarà possibile visitare la cripta di S. Euplo a Catania e venerarne la Sacra Reliquia, mentre alle ore 19.00 verrà celebrata una S. Messa nel Duomo della città con la partecipazione di tutti i diaconi dell'arcidiocesi etnea.

domenica 10 agosto 2008

Solennità di Maria Assunta 2008 - Siracusa

(Tavoletta ex voto per grazia ricevuta in mare da S. Lucia - Museo Luciano, Duomo di Siracusa)
Ritorna la tradizionale festa cittadina di Maria Santissima Assunta, che a Siracusa è particolarmente sentita e solennizzata: ogni anno viene vissuta come la vera e propria "festa del mare", sotto la protezione e la benedizione materna della Madonna. Non solo: nell'illustre città aretusea tale festa ha un sapore unico, perché essa figura come prologo alle solenni celebrazioni in commemorazione della prodigiosa lacrimazione del Cuore Immacolato di Maria avvenuta proprio a Siracusa nel 1953, il cui anniversario ricorre alla fine del mese di agosto. Con piacere rendiamo noto a tutta la cittadinanza il programma ufficiale della festa siracusana dell'Assunta, che si svolgerà integralmente nella Chiesa di Santa Maria della Concezione in via Roma, chiesa mariana ausiliaria della basilica cattedrale:

LUNEDI 11 - MARTEDI 12 - MERCOLEDI 13 AGOSTO:
Ore 8.00: S. Messa
Ore 10.00: S. Rosario

GIOVEDI 14 AGOSTO:
Ore 8.00: S. Messa
Ore 10.00: S. Rosario
Ore 19.00: S. Messa solenne celebrata dal sac. Marco Tarascio, parroco di S. Giovanni Battista all'Immacolata

VENERDI 15 AGOSTO - SOLENNITA' DELL'ASSUNZIONE DI MARIA
Ore 8.00 - 10.30 - 12.00: Ss. Messe
Ore 18.00: Processione del simulacro di Maria Assunta dalla Chiesa di S. Maria al molo Zanagora. Percorso: via Roma, piazza Archimede, via Amalfitania, via Ruggero Settimo, largo Porta Marina
Ore 19.00: S. Messa al molo Zanagora
Ore 20.00: Processione a mare del simulacro di Maria Assunta e omaggio ai caduti del mare. N. b: per motivi di sicurezza e su disposizione della competente Autorità non verrà rilasciato alcun pass per l'accesso a bordo del rimorchiatore che traslerà il simulacro della Madonna. Saranno ammessi soltanto le Autorità e il personale di servizio
Ore 21.15: Processione per terra e rientro in chiesa. Percorso: via Savoia, corso Matteotti, piazza Archimede, via Roma

Come di consueto, in concomitanza con le celebrazioni religiose, il 15 agosto si svolgerà la tradizionale "regata dell'Assunta" che vedrà gareggiare nel porto grande di Siracusa i quartieri storici della città.

VIVA MARIA!

venerdì 1 agosto 2008

La lampada del corpo è il tuo occhio

In una redazione greca della vita di S. Lucia risalente al XIII secolo, tramandata nel manoscritto 37 del fondo Ss.mo Salvatore della biblioteca universitaria di Messina, ella è definita la «luminosa lampada di Eutichia», e com’è noto il suo nome stesso è evocatore di luce. Spesso Lucia viene messa in relazione con la protezione della vista degli occhi. Sarebbe bello, quando pensiamo a Lucia, riflettere anche sullo “sguardo” d’amore che Dio ha per gli uomini e che gli uomini dovrebbero avere per tutti i propri fratelli. Può esserci utile in questo il seguente scritto di Chiara Lubich che commenta un “luminoso” versetto della Scrittura: ve ne facciamo dono anche per onorare la nostra S. Lucia, che sappiamo essere stata assidua in modo esemplare nella meditazione della Parola di Dio. Dedichiamo questo post a tutti voi – come lettura spirituale per il mese di agosto – e ai nostri prediletti amici ciechi, posti sotto lo sguardo preferenziale della martire siracusana, ai quali le persone care potranno leggere questo scritto, ben sapendo che le parole “occhio” e “vedere” vi sono utilizzate in senso spirituale e perciò sono valide per tutti.

«La lampada del corpo è il tuo occhio. Quando il tuo occhio è semplice, anche tutto il tuo corpo è luminoso» (Luca 11,34)

Quanti prossimi incontri nella giornata tua – dall’alba alla sera – in altrettanti vedi Gesù. Se il tuo occhio è semplice chi guarda in esso è Dio. E Dio è Amore e l’amore vuole unire conquistando. Quanti – errando – guardano alle creature e alle cose per possederele! Ed il loro sguardo è egoismo o invidia o, comunque, peccato. O guardano dentro di loro per possedersi, per possedere la loro anima, e il loro sguardo è spento perché annoiato o turbato. L’anima, perché immagine di Dio, è amore e l’amore ripiegato su se stesso è come la fiamma che, non alimentata, si spegne. Guarda fuori di te: non in te, non nelle cose, non nelle creature; guarda al Dio fuori di te per unirti con Lui. Egli è in fondo ad ogni anima che vive e, se morta, è il tabernacolo di Dio che essa attende a gioia ed espressione della propria esistenza. Guarda dunque ogni fratello amando e l’amare è donare. Ma il dono chiama dono e sarai riamato. Così l’amore è amare ed essere amato: come nella Trinità. E Dio in te rapirà i cuori, accendendovi la Trinità che in essi riposa magari, per la grazia, ma vi è spenta. Non accendi la luce in un ambiente – pur essendovi la corrente elettrica – finché non provochi contatto dei poli. Così la vita di Dio in noi va messa a circolare per irradiarla al di fuori a testimoniare Cristo: l’uno che lega Cielo a terra, fratello a fratello. Guarda comunque ad ogni fratello donandoti a lui per donarti a Gesù e Gesù si donerà a te. È legge d’amore: «Date e vi sarà dato» (Luca 6,38). Làsciati possedere da lui – per amore di Gesù, lasciati “mangiare” da lui – come altra Eucaristia –; mettiti tutto al servizio di lui, che è servizio di Dio, ed il fratello verrà a te e t’amerà. E nel fraterno amore è il compimento d’ogni desiderio di Dio che è comando: «Io vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri» (Giovanni 13,34). L’amore è un Fuoco che compenetra i cuori in fusione perfetta. Allora ritroverai in te non più te, non più il fratello; ritroverai l’Amore che è Dio vivente in te. E l’Amore uscirà ad amare altri fratelli perché, semplificato l’occhio, ritroverà sé in essi e tutti saranno uno. E attorno a te crescerà la comunità: come attorno a Gesù dodici, settantadue, migliaia… È il Vangelo che affascinando – perché Luce in amore – rapisce e trascina. Poi morrai magari su una croce per non essere dappiù del Maestro, ma morrai per chi ti crocifigge, e così l’amore avrà l’ultima vittoria. Ma la sua linfa – sparsa nei cuori – non morrà. Frutterà, fecondando, gioia e pace e Paradiso aperto. E la gloria di Dio crescerà. Ma tu sii quaggiù l’Amore perfetto.

Chiara Lubich
(articolo pubblicato sul giornale “La Via” del 12 novembre 1949)

ESPOSIZIONE ESTIVA DI S. LUCIA


A TUTTI I SIRACUSANI E A TUTTI I DEVOTI DI S. LUCIA RICORDIAMO L'ATTESO E AMATO TRADIZIONALE APPUNTAMENTO CON L'ESPOSIZIONE ESTIVA DELLE SACRE RELIQUIE E DEL SIMULACRO ARGENTEO DELLA PATRONA NELLA SUA CAPPELLA DEL DUOMO DI SIRACUSA, LA SECONDA DOMENICA DI AGOSTO (QUEST'ANNO GIORNO 10), PER L'INTERA GIORNATA, DALLE ORE 7.30 FINO ALLA FINE DELLE CELEBRAZIONI VESPERTINE. SANTE MESSE ALLE ORE 10.30 E 19.00.

ANCHE QUEST'ANNO, POI, DOPO IL SUCCESSO DELLA NOVITA' INTRODOTTA L'ANNO SCORSO, L'ESPOSIZIONE SI RINNOVERA' LA SECONDA DOMENICA DI SETTEMBRE (GIORNO 14), CON LO STESSO PROGRAMMA.


CON GIOIA FACCIAMO FESTA ATTORNO ALLA NOSTRA GLORIOSA PROTETTRICE E CON ESULTANZA RIPETIAMO IL GRIDO DI GIUBILO: "SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA"!!!

domenica 27 luglio 2008

Prima rassegna fotografica "In vacanza con S. Lucia" - edizione 2008

Gentili visitatori del nostro blog, ben ritrovati! Nel rinnovarVi l'augurio di trascorrere liete e serene vacanze estive, proponiamo alla Vostra attenzione una piccola iniziativa che la nostra Redazione intende lanciare quest'anno per la prima volta. Ecco di cosa si tratta: chiunque può constatare che, in Italia e all'estero, quasi tutte le chiese, dalle più antiche basiliche paleocristiane e cappelle rupestri ai più avanguardistici santuari moderni, possiedono opere d'arte raffiguranti la nostra amatissima Santa Lucia, certamente la santa più popolare del mondo. Ebbene, siamo certi che anche Voi, ovunque Vi troviate per trascorrere le ferie estive, cercherete e troverete con grande gioia quadri e statue di Santa Lucia. Abbiamo perciò pensato, per condividere fraternamente lo stupore e l'ammirazione, oltre che la devozione, nella scoperta di queste opere, di proporVi di inviare all'indirizzo di posta elettronica della nostra Redazione (amicisantalucia@yahoo.it), una copia di Vostre fotografie con soggetto luciano scattate nei luoghi delle Vostre vacanze, perché possa essere pubblicata sul blog "Amici di Santa Lucia" (con o senza l'indicazione del Vostro nome, così come preferite). Aspettiamo dunque le Vostre foto, possibilmente accompagnate da informazioni facoltative, anche minime, sull'opera d'arte riprodotta (località, chiesa, autore, epoca, curiosità, ecc.). Iniziamo noi, con alcune foto realizzate in giro per l'Italia:

(Brescia, Basilica S. Maria delle Grazie)


(Brescia, Basilica S. Maria delle Grazie, particolare con S. Lucia)

(Bedizzole, prov. di Brescia, chiesa parrocchiale di S. Stefano)

(Cremona, Duomo)

giovedì 24 luglio 2008

BELPASSO CELEBRA IL PATROCINIO DI S. LUCIA


AVVISO SACRO: DOMENICA 3 AGOSTO P. V. A BELPASSO (CATANIA) VERRA' CELEBRATA LA 65ma FESTA DEL PATROCINIO DI SANTA LUCIA, IN RICORDO DELLA PROTEZIONE DELLA SANTA PATRONA DURANTE GLI EVENTI BELLICI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE. (fonte: http://www.santaluciabelpasso.com/)


"Dal 6 agosto del 1943 si celebra ogni anno la festa del patrocinio, a motivo di un vero e proprio prodigio. In quei giorni di guerra, notizie di morte e di distruzione giungevano da Catania e dai paesi, solo il parroco Santi Roccella devotissimo di S. Lucia ed il podestà erano rimasti nel paese deserto; tutti erano sfollati. Un carro armato 'tigre' posto dai tedeschi alla IV traversa per iniziare la battaglia si inceppa, rimane fermo e non spara; così gli inglesi entrano a Belpasso senza scontri a fuoco. In questo fatto tutti hanno visto un segno: la grande protezione di S. Lucia per Belpasso. Da allora ogni anno la prima domenica di agosto vengono esposte alla venerazione le reliquie per l'intera giornata e a sera, dopo una solenne concelebrazione sul sagrato, vengono portate in processione per piazza Duomo e piazza Umberto assieme al simulacro, in un clima di fede e di sentito ringraziamento". (Giovanni Lanzafame, Lucia, luce di Cristo, Belpasso 1992, p. 39)

sabato 12 luglio 2008

FESTA DI S. LUCIA - CAVA DEI TIRRENI

La Campania è una regione in cui il culto della nostra Santa Lucia è molto diffuso da sempre, sia a Napoli - dove sorge un importante santuario luciano - che altrove. Una frazione (e relativa parrocchia) di Cava dei Tirreni (provincia di Salerno) è intitolata proprio alla nostra patrona, e lì la devozione alla santa è molto sentita. Come ogni anno, anche quest'estate si svolgono solenni festeggiamenti in onore di Santa Lucia. Il programma è stato pubblicato sul sito ufficiale: http://www.santaluciadicava.it/, che consigliamo di visitare perché è ben fatto ed esemplare dell'amore e della dedizione dei suoi curatori. A tutti gli abitanti del luogo auguriamo una gioiosissima festa in compagnia della nostra luminosa protettrice... e a tutti coloro che si troveranno da quelle parti in vacanza, suggeriamo ovviamente di prendere parte ai festeggiamenti luciani!

VIVA SANTA LUCIA!!!

lunedì 30 giugno 2008

Storia di Santa Lucia in cartone animato

Grazie alla gentile segnalazione di un carissimo amico, webmaster del sito altrettanto amico Meraviglie siracusane, con piacere notifichiamo che è on line un cartone animato sulla vita di Santa Lucia curato dalle edizioni Paoline. E visto che ultimamente il nostro blog sta dedicando un piccolo spazio ai bambini, prediletti devoti della nostra dolce santa protettrice, facciamo loro dono di questo bel video, da poter guardare quest'estate, con l'augurio di buone vacanze!!!


video

mercoledì 18 giugno 2008

NEWS: UNA NUOVA INIZIATIVA IN ONORE DI SANTA LUCIA!

(immagine di Santa Lucia per i bambini, opera di Roberto Di Miceli)


Ragazzi e bambini, quest'anno la città di Bergamo vince il record per il primato nella preparazione della solennità luciana del 13 dicembre: infatti, grazie alla lodevole e meritoria iniziativa del mensile Okay destinato alle scuole, è stato già pubblicato un bando per la realizzazione di una pubblicazione su Santa Lucia con l'attivo intervento degli studenti! Volentieri pubblichiamo la lettera e le informazioni che gentilmente sono state fatte pervenire proprio oggi all'indirizzo email della nostra redazione. Guardate com'è interessante e... partecipate numerosi!!!



BUON GIORNO
DESIDERO SEGNALARE L’INIZIATIVA CHE SI STA SVOLGENDO IN LOMBARDIA, PROMOSSA DAL MENSILE OKAY! (DIFFUSO NELE SCUOLE DI TUTTA ITALIA) DEDICATA
A SANTA LUCIA. CI SEMBRA CHE QUESTA ATTIVITA’ POSSA INTERESSARE LA VS. PREGIATISSIMA ASSOCIAZIONE.
LA NOTIZIA E’ANCHE IN RETE SUL SITO http://www.scuolaokay.it/
CORDIALI SALUTI E A DISPOSIZIONE PER ULTERIORI INFORMAZIONI.
ROBERTO ALBORGHETTI
DIR. RESP. MENSILE OKAY!

LA NOTTE PIU’ LUNGA
Storie, leggende e tradizioni popolari su SANTA LUCIA
raccolte e raccontate dai ragazzi di Bergamo e della Lombardia


Il mensile Okay! realizzerà una pubblicazione con testi e disegni che i ragazzi dedicano alla tradizione bergamasca e lombarda di SANTA LUCIA. Un progetto sostenuto dal CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA. Come partecipare entro il 30 agosto 2008.

· Tra le ricorrenze e le tradizioni più sentite in Bergamasca ed in Lombardia, quella di Santa Lucia rappresenta ed occupa un significato ed una collocazione particolarissime. Vissuta dai bambini e dai ragazzi, coinvolge tutta la famiglia, in una sorta di ricordo-celebrazione collettiva.
· Nella provincia di Bergamo, ed in altre città lombarde, la tradizione per la Santa del 13 dicembre è più che mai viva ed appartiene alla dimensione dei “segni” e dei valori che si tramandano di generazione in generazione.
· Il rinnovato interesse per la tradizione del 13 dicembre ha suggerito all’Associazione “News” ed al mensile OKAY!, di ideare e progettare una pubblicazione destinata a diventare uno degli strumenti concreti con cui indagare, conoscere e valorizzare tutto ciò che concerne “la notte più lunga dell’anno”, quella più attesa da migliaia di bambini e ragazzi.
· La pubblicazione intende presentarsi come una raccolta “ragionata” dei testi dei ragazzi, ordinati secondo alcuni temi: la vita di Santa Lucia, il contesto storico, il significato della festa, la tradizione, i riti ed i segni della ricorrenza, messaggi e pensieri che i piccoli inviano alla Santa, la “magia” della notte tra il 12 ed il 13 dicembre, le poesie.
· Se anche voi avete realizzato in classe, o singolarmente, testi e disegni sul tema suggerito, potete inviarli entro il 31 agosto 2008 al seguente indirizzo: OKAY!, presso Litostampa, via Corti 51, 24126 Bergamo.
· Anche i vostri contributi testuali o grafici, se valutati positivamente, potranno essere scelti e pubblicati sul testo che uscirà all’inizio del prossimo anno scolastico.
· Per informazioni: 035 314720 (redazione Okay!)

sabato 24 maggio 2008

News: "colleghe" di Santa Lucia a congresso

La scorsa settimana, ben 500 donne provenienti da oltre 50 nazioni di tutto il mondo si sono date appuntamento a Roma per un congresso-pellegrinaggio: sono appartenenti all'antichissimo Ordo Virginum, cioè la congregazione delle vergini consacrate con rito ufficiale dalla Chiesa sin dai primissimi secoli del cristianesimo. Non vivono in convento, né indossano un abito monacale, bensì vivono nel mondo, esercitano una professione normale, si autogestiscono totalmente. Qual è la loro peculiarità? Sono al servizio della Chiesa, sotto la diretta guida del proprio vescovo, e testimoniano nel mondo civile, laiche tra i laici, la gioia, il privilegio e l'importanza di una vita consacrata in modo totalizzante a Dio. E' una vera e propria vocazione, tra le mille e mille che l'inesauribile divina fantasia che lo Spirito Santo ha sempre suscitato in seno alla Chiesa. In particolare, la verginità consacrata nel mondo è la vocazione specifica della nostra Santa Lucia: anche Lei, infatti, scelse in tenerà età di appartenere all'Ordo Virginum ottenendo dal vescovo di Siracusa il rito della consacrazione col quale Ella pronunciò il voto di perpetua verginità; come ben sappiamo, tale scelta di vita ebbe per Lucia un'immediata traduzione concreta nell'esercizio delle virtù e delle opere di misericordia spirituale e materiale (soprattutto nella cura della madre inferma e nella donazione di tutti i propri beni ai poveri). L'esempio luminosissimo di Lucia, glorioso membro storico dell'Ordo insieme alle altre sante martiri dei primi secoli come Agata, Agnese e Cecilia, è stato ricordato anche in questo recente congresso romano, con un pellegrinaggio delle partecipanti ad una chiesa della capitale dedicata proprio alla nostra patrona, notizia che - come ogni gesto di attenzione a Santa Lucia - siamo ben lieti di comunicarVi.

sabato 10 maggio 2008

BUONA PENTECOSTE!!!

"Coloro che vivono castamente sono tempio di Dio e lo Spirito Santo dimora in essi"
Con queste parole paoline pronunciate personalmente da Santa Lucia dinanzi al suo persecutore durante il processo del martirio per testimoniare la sua fede nell'inabitazione dello Spirito Santo, auguriamo a tutti i visitatori una gioiosa solennità di Pentecoste, quest'anno felicemente coincisa con l'ottava della festa del patrocinio di Santa Lucia!
"Veni Creator Spiritus / mentes tuorum visita / imple superna gratia / quae Tu creasti pectora"
(Vieni, Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della Tua grazia i cuori che hai creato)

lunedì 5 maggio 2008

Il patrocinio di Santa Lucia oggi

Quale significato può assumere oggi la festa del patrocinio di Santa Lucia?
Che senso può avere in questa società moderna, secolarizzata, laicizzata, incline a mentalità ormai molto distanti da quelle nel cui contesto è nata questa festa?
E' solo una nota di folclore, una piacevole occasione per sentire aria di festa in una bella giornata di primavera, una vetrina di Siracusa per i turisti, una tradizione civica, un contentino per la sensibilità popolare?
No: Lucia è una persona reale, della quale conserviamo intatta la memoria, nonostante ella non sia più visibile tra noi da oltre 1700 anni.
Per la comunione dei Santi in cui noi crediamo fermamente, Lucia ha sempre udito le nostre preghiere ed è riuscita, grazie allo speciale rapporto con Dio suggellato da uno sposalizio regale e verginale, ad intercedere per noi. E continuerà sempre a farlo.
Nel lontano 13 maggio 1646 la preghiera corale dei siracusani alla celeste patrona ottenne la liberazione e la salvezza dalla morte collettiva della cittadinanza a causa di una terribile carestia.
Molte altre volte tale amoroso patrocinio si è manifestato nel corso della storia.
E oggi? Lucia continua a fare i suoi miracoli, facendo infiltrare taglienti brecce di luce nell'incrostato muro dell'incredulità moderna, dell'indifferenza religiosa, dello scetticismo pseudo-intellettualistico, della sufficienza laicista. Pur nella fatìca di Dio nel far sentire ancora la Sua voce all'uomo, anche oggi - per chi lo vuole - è possibile captare i segni del Cielo e riconoscere autentici miracoli che la protezione di Dio e dei Suoi santi non fa mai mancare nella nostra vita.
Questa festa, dunque, sia solo un "GRAZIE" a Dio e a Lucia!

mercoledì 30 aprile 2008

FESTA DEL PATROCINIO DI S. LUCIA 2008

Si avvicina ormai la festa del patrocinio di santa Lucia che si celebra ogni anno a Siracusa la prima domenica di maggio, sin dal 1646 (quando la città venne salvata da una grave carestia grazie al miracoloso arrivo di una nave carica di grano mentre la popolazione pregava santa Lucia in duomo).
Per il programma dettagliato dei festeggiamenti, non ancora comunicatoci, consultate prossimamente i siti http://www.santaluciasr.it/, http://www.arcidiocesi.siracusa.it/, http://www.comune.siracusa.it/, http://www.siracusaweb.com/.
VIVA SANTA LUCIA!!!

domenica 23 marzo 2008

CRISTO È RISORTO! È VERAMENTE RISORTO! ALLELUJA!

(Francesco Scialfa, Cristo di luce, dipinto su legno di faggio, cripta del santuario della Madonna delle Lacrime, Siracusa. I fasci di luce che si sprigionano dal capo, dalle mani e dai piedi di Gesù rappresentano la resurrezione dopo la crocifissione. La sagoma della tavola, ancor più enfatizzata dall'ombra sulla parete retrostante, rappresenta un calice)



"Pasqua dilettevole, Pasqua del Signore, Pasqua, Pasqua venerabilissima è sorta per noi. Pasqua, gioiosamente abbracciamoci uno con l'altro.


Pasqua, consolazione del dolore perché oggi Cristo, risplendendo dal sepolcro come da camera nuziale, ha colmato di gioia le donne, dicendo: Annunciate agli apostoli.




E' il giorno della resurrezione: risplendiamo nell'adunanza festiva e abbracciamoci gli uni con gli altri.


Diciamo, fratelli, anche a quelli che ci odiano: Condoniamo tutto nel giorno della risurrezione e proclamiamo a gran voce: Cristo è risorto dai morti, ha calpestato la morte con la morte e ha donato la vita a quanti giacevano nei sepolcri".



(dalla liturgia bizantina)

AVVISO: DOMANI ESPOSIZIONE DEL SIMULACRO DI S. LUCIA

Ricordiamo a tutti i siracusani e a tutti i devoti di Santa Lucia che domani, lunedì dell'Angelo, come ogni anno, le Sacre Reliquie e il simulacro-reliquiario argenteo della nostra Patrona saranno solennemente esposti nella Sua Cappella del Duomo di Siracusa, dalle ore 7.30 alle 20.00. Mons. Vincenzo Calvo, tesoriere della Deputazione, alle ore 10.30 celebrerà la Santa Messa all'altare della Santa.

Tale antica tradizione è una bella manifestazione dell'amore plurisecolare che i siracusani nutrono verso la loro più amata concittadina: si sa che le festività vanno trascorse in compagnia dei propri cari, così i siracusani vogliono festeggiare la Santa Pasqua insieme a Santa Lucia, e perciò vogliono accostarsi alle Sue Reliquie e contemplarNe la Sua più bella effige.
La santità di Lucia è uno dei più grandi doni pasquali che Cristo Risorto ha fatto alla nostra Chiesa, e quindi i nostri antenati hanno istituito questa esposizione pasquale per ringraziare Dio del dono di Lucia!

Da quest'anno, inoltre, la tradizione è stata ripristinata secondo l'antica usanza: cioè l'esposizione si protrae per tutta la giornata e non solo al mattino, come è avvenuto negli anni più recenti.

Settimana Santa 2008: settima meditazione

Pasqua di Resurrezione

Carissimi, auguri di una felice e gioiosa Santa Pasqua!
Quest'anno, per tutta la Settimana Santa, abbiamo meditato sugli scritti di Chiara Lubich, fondatrice dell'Opera di Maria (Movimento dei Focolari), che lo scorso venerdì 14 marzo è ritornata nel Seno del Padre.
La meditazione che pubblichiamo oggi, autentica professione di fede nella certezza della resurrezione, è particolarmente emozionante da leggere, ora che l'autrice è partita per il Cielo:
Conferma della fede
La risurrezione di Gesù è ciò che maggiormente caratterizza il cristianesimo, ciò che distingue il suo Fondatore, Gesù. Il fatto che è risorto. Risorto da morte! Ma non nella maniera di altri risorti, come Lazzaro ad esempio, che poi, a suo tempo, è morto. Gesù è risorto per non morire mai più, per continuare a vivere, anche come uomo, in Paradiso, nel cuore della Trinità. E l'hanno visto in 500 persone! E non era certo un fantasma. Era lui, proprio lui: "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato" (Gv 20,27), ha detto a Tommaso. Ed ha mangiato con i suoi ed ha parlato ai suoi ed è rimasto con loro ben 40 giorni... Aveva rinunciato alla sua infinita grandezza per amore nostro e s'era fatto piccolo, uomo fra gli uomini, come uno di noi, così piccoli che da un aereo non ci possono neppure vedere. Ma, poiché è risorto, ha rotto, ha superato ogni legge della natura, del cosmo intero, e s'è mostrato, con questo, più grande di tutto ciò che è, di tutto ciò che ha creato, di tutto ciò che si può pensare. Sicché anche noi, al solo intuire questa verità, non possiamo non vederlo Dio, non possiamo non fare come Tommaso e, inginocchiati di fronte a Lui, adoranti, confessare e dirgli col cuore in mano: "Mio Signore e mio Dio". Anche se non la saprò mai descrivere bene, è questo l'effetto che ha fatto in me la luce del Risorto.
Certamente, lo sapevo; sicuramente lo credevo, e come! Ma qui l'ho come visto. Qui la mia fede è diventata chiarezza, certezza, ragionevole, vorrei dire. E ho visto con altri occhi quello che ha fatto in quei nuovi favolosi giorni terreni. Dopo la discesa dal Cielo di un angelo che ha ribaltato la pietra del suo sepolcro e lo ha annunciato, ecco il Risorto apparire per primo alla Maddalena, già peccatrice, perché egli aveva preso carne per i peccatori. Eccolo sulla via di Emmaus, grande e immenso com'era, farsi il primo esegeta a spiegare ai due discepoli la Scrittura.
Eccolo come fondatore della sua Chiesa, imporre le mani ai suoi discepoli, per dar loro lo Spirito Santo; eccolo dire straordinarie parole a Pietro, che ha posto a capo della sua Chiesa. Eccolo mandare i discepoli nel mondo ad annunziare il Vangelo, il nuovo Regno da lui fondato, in nome della Santissima Trinità da cui era disceso quaggiù e che nell'ascensione seguente avrebbe raggiunto in anima e corpo. Tutte cose conosciute da me, ma ora nuove perché vere in assoluto per la fede e per la ragione. E perché Risorto, ecco anche le sue parole detteci in precedenza, prima della sua morte, acquistare una luminosità unica, esprimere verità incontrastabili. E prime fra tutte quelle in cui annuncia anche la nostra risurrezione. Risorgerò, risorgeremo. Lo sapevo e lo credevo perché sono cristiana. Ma ora ne sono doppiamente certa. Potrò dire allora ai miei molti, ai nostri molti amici partiti per l'Aldilà e, forse, pensati da noi inconsciamente perduti, non tanto: addio, ma ARRIVEDERCI, ARRIVEDERCI per non lasciarci mai più. Perché fin qui arriva l'amore di Dio per noi.
Non so se ho espresso, almeno un po', la grazia, la luce che ho ricevuto: una conferma della fede. Che il Signore faccia in modo che l'abbia potuta comunicare a tutti voi che mi avete ascoltato, come conferma della vostra fede.

Chiara Lubich
(da un pensiero del 14 novembre 2002)

sabato 22 marzo 2008

La discesa agli inferi del Signore


Sabato Santo


Questo è il giorno in cui Gesù "discese agli inferi", come proclamiamo nel "Credo" della formula detta "Simbolo apostolico". Ecco il testo, conosciutissimo, il nome del cui autore è però ignoto, di "un'antica omelia sul sabato santo", inserito come lettura patristica nell'ufficio mattutino di oggi, bellissimo esempio di quella teologia poetica tipica dei Padri orientali:


Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.
Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.
Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: « Sia con tutti il mio Signore ». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: « E con il tuo spirito ». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: "Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.
Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura.
Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.
Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all'albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell'inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.
Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.
Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l'eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli ».

Settimana Santa 2008: sesta meditazione


Il sabato - giorno mariano - immediatamente successivo alla crocifissione e morte del nostro Signore, è - per il rito romano - l'unica giornata aliturgica (senza Messa del giorno) dell'anno. Ieri abbiamo digiunato dal cibo materiale, oggi digiuniamo dalla liturgia eucaristica e dal cibo soprannaturale che è il Corpo di Gesù. Oggi il Corpo di Gesù non si vede: una pietra che sigilla il suo sepolcro lo nasconde ai nostri occhi. E così non vediamo - né mangiamo - nemmeno il suo Corpo sacramentale. Attendiamo la resurrezione, e intanto andiamo da Maria, per darLe un po' di conforto ma soprattutto per riceverne da Lei. Mediteremo sulle parole che Chiara Lubich molti anni fa dedicò a Maria contemplando la Pietà di Michelangelo: parole valide anche per noi, che ieri siamo rimasti ancora una volta incantati dalla sublime bellezza dei simulacri dell'Addolorata portati in processione in tutta la Sicilia.


"Stai, Madonna bella di Michelangelo, in quella cappella di San Pietro, ed ogni volta che ti guardo sembri più bella. Passano giorni, anni, secoli e uomini di tutto il mondo sono corsi a vederti e tu hai lasciato nell'animo loro qualcosa di sublime, di dolcissimo. Dai, a chi ti ammira, di provare un senso come di beatitudine: sembra che tu tocchi il fondo di ogni anima umana, il fondo dell'anima umana, e questo raggio celeste, che da te parte, bacia il centro immortale dell'uomo, di ogni uomo: di ieri, di oggi, di sempre. Quando le tragedie del vivere umano mi incupiscono, quando la televisione con alcuni prograami mi umanizza ma non mi eleva, quando il giornale con le sue cronache sempre troppo eguali mi mette malinconia, quando il dolore mi morde nell'anima e nel corpo, ti guardo e mi sollevo. C'è in te qualcosa che non muore. Ed è questo qualcosa che mi fa pensare. Si dice che è artista colui che sa esprimere quel che ha dentro. Ma si dice pure che è filosofo colui che risponde ai "perché". Ma non è così: la filosofia cerca il vero, è la scienza della verità. Allo stesso modo io penso che non si possa definire artista colui che esprime quel che ha dentro. Ci sono tante cose dentro, nell'uomo: odi, rancori, gelosie, nostalgie, amori, passioni di ogni specie, e ogni espressione di tutto ciò non può essere arte, perché allora il pazzo dovrebbe essere il miglior artista: meglio di tutti infatti sa esteriorizzare quel che sente. Forse l'arte è un'altra cosa: e me lo dici tu, Madonna bella di Michelangelo: l'arte è saper trasformare in un dipinto, in una scultura, in una architettura, in una musica... qualcosa di quel che nell'anima non muore. Un'opera d'arte è resa così eterna da questo "qualcosa" per cui, pur passando gli anni, le mode, i metodi, pur progrendento la tecnica, pur moltiplicandosi le scoperte, quell'opera resta, perché ha un'impronta immortale, divina. Oggi, mentre ti guardavo, Madonna bella, pensavo: quanto è sublime e divino l'effetto di un'opera d'arte. Testimonia l'immortalità dell'anima, perché se l'oggetto plasmato non muore, ma è arte proprio perché è immortale (nel senso che non passa finché si mantiene), colui che ti ha fatto non può morire. E mi parve che l'arte assurgesse a un'altezza mai pensata e il bello fosse, come il vero e come il buono, materia prima del regno celeste che ci attende, e che gli artisti veri avessero, senza saperlo, una missione apostolica. Coi loro capolavori d'arte ci donano angeli invisibili e silenziosi che ci indicano il Cielo... Ed ho capito che solo il Bello è bello è l'Arte è arte, nel senso che o il bello è un bello universale ed eterno, o non è. Ma se un'opera d'arte dimostra l'immortalità dell'anima, non vuol dire che l'arte sia religione, nel senso che l'artista sia necessariamente religioso. Certo la persona veramente religiosa - per il solo fatto che ha contatto con Dio, creatore dell'anima fatta ad immagine sua - trova più facilmente spalancata la via all'arte (e ciò è dimostrato dal numero immenso di capolavori d'arte a carattere religioso). Basta comunque che l'artista trasfonda nell'opera l'anima sua, e l'anima dell'artista, anche se incredulo o ateo, è sempre immortale. E' immortale, è spirituale: è una. Ed è qui, credo, la prima causa dell'opera d'arte. Se contenuto della filosofia è il vero, dell'arte è il bello. E il bello è armonia: e armonia vuol dire "altissima unità". Ora, chi saprà comporre in armonia i colori e le parti di una pittura, se non l'anima dell'artista che è una ad immagine dell'unità di Dio è l'ha creata? E' l'anima umana, riflesso del Cielo, che l'artista trasfonde nell'opera, e in questa "creazione", frutto del suo genio, l'artista trova una seconda immortalità: la prima in sé, come ogni altro uomo nato quaggiù, la seconda nelle sue opere, attraverso le quali si dona nel corso dei tempi all'umanità. L'artista è forse il più vicino al santo. Perché se il santo è tale portento che sa donare Dio al mondo, l'artista dona, in certo modo, la creatura più bella della terra: l'anima umana. Questo ho meditato di fronte a te, Madonnina bella di Michelangelo. E giacché a te ho parlato, a te chiedo un dono: guarda gli artisti, che ti contemplano ogni giorno, con occhi di maternità, e sazia questa sete di bellezza che il mondo sente: manda grandi artisti, ma plasma con essi grandi anime, che col loro splendore avviino gli uomini verso il più bello tra i figli degli uomini: il tuo dolce Gesù".


Chiara Lubich

(Scritti spirituali, 1° vol., Città nuova, Roma 1978, pp. 211-213)

venerdì 21 marzo 2008

Settimana Santa 2008: quinta meditazione



Venerdì santo

La morte di Gesù in croce è l'altissima, divina, eroica lezione di Gesù su cosa sia l'amore. Aveva dato tutto: una vita accanto a Maria nei disagi e nell'obbedienza.
Tre anni di predicazione rivelando la Verità, testimoniando il Padre, promettendo lo Spirito Santo e facendo ogni sorte di miracoli d'amore. Tre ore di croce, dalla quale dà il perdono ai carnefici, apre il Paradiso al ladrone, dona a noi la Madre e, finalmente, il suo Corpo e il suo Sangue, dopo averceli dati misticamente nell'Eucaristia. Gli rimaneva la divinità. La sua unione col Padre, la dolcissima e ineffabile unione con Lui che l'aveva fatto tanto potente in terra, quale figlio di Dio, e tanto regale in croce, questo sentimento della presenza di Dio doveva scendere nel fondo della sua anima, non farsi più sentire, disunirlo in qualche modo da Colui che Egli aveva detto di essere uno con Lui: «Io e il Padre siamo uno» (Gv. 10,30). In Lui l'amore era annientato; la luce, spenta la sapienza, taceva. Si faceva dunque nulla per far noi partecipi al Tutto; verme (Salmo, 22,7) della terra, per far noi figli di Dio. Eravamo staccati dal Padre. Era necessario che il Figlio, nel quale noi tutti ci ritrovavamo, provasse il distacco dal Padre. Doveva sperimentare l'abbandono di Dio, perché noi non fossimo mai più abbandonati. Egli aveva insegnato che nessuno ha maggior carità di colui che pone la vita per gli amici suoi. Egli, la Vita, poneva tutto di sé. Era il punto culmine, la più bella espressione dell'amore.Il suo volto è nascosto in tutti gli aspetti dolorosi della vita: non sono che Lui. Sì, perché Gesù che grida l'abbandono è la figura del muto: non sa più parlare. È la figura del cieco: non vede, del sordo: non sente. È lo stanco che si lamenta. Rasenta la disperazione. È l'affamato... d'unione con Dio. È figura dell'illuso, del tradito, appare fallito. È pauroso, timido, disorientato. Gesù abbandonato è la tenebra, la malinconia, il contrasto, la figura di tutto ciò che è strano, indefinibile, che sa di mostruoso, perché un Dio che chiede aiuto!... È il solo, il derelitto... Appare inutile, scartato, scioccato... Lo si può scorgere perciò in ogni fratello sofferente.Avvicinando coloro che a Lui somigliano, possiamo parlare di Gesù abbandonato. A quanti si vedono simili a lui e accettano di condividere con Lui la sorte, ecco che egli risulta: per il muto la parola, a chi non sa, la risposta, al cieco la luce, al sordo la voce, allo stanco il riposo, al disperato la speranza, al separato l'unità, per l'inquieto, la pace. Con Lui l'uomo si trasforma e il non senso del dolore acquista senso. Egli aveva gridato il perché al quale nessuno aveva risposto, perché noi avessimo la risposta ad ogni perché.Il problema della vita umana è il dolore. Qualsiasi forma abbia, per terribile che sia, sappiamo che Gesù l'ha preso su di sé e muta, per un'alchimia divina, il dolore in amore. Per esperienza posso dire che appena si gode di un qualsiasi dolore, per essere come Lui e poi si continua ad amare facendo la volontà di Dio, il dolore, se spirituale, sparisce; se fisico, diviene giogo leggero. Il nostro amore puro al contatto col dolore, lo tramuta in amore; in certo modo lo divinizza, quasi prosegue in noi - se lo possiamo dire - la divinizzazione che Gesù fece del dolore.
E, dopo ogni incontro con Gesù abbandonato, amato, trovo Dio in modo nuovo, più faccia a faccia, più aperto, in un'unità più piena. Tornano la luce e la gioia e, con la gioia, la pace che è frutto dello spirito.Quella luce, quella gioia, quella pace fiorite dal dolore amato colpiscono e sciolgono anche le persone più difficili. Inchiodati in croce si è madri e padri di anime. Effetto è la massima fecondità. Come scrive Olivier Clément: «L'abisso, aperto per un istante da quel grido, si riempie del grande soffio della resurrezione». Si annulla ogni disunità, traumi e spacchi sono colmati, risplende la fraternità universale, fioriscono miracoli di risurrezione, nasce una nuova primavera nella Chiesa e nell'umanità.

Chiara Lubich

giovedì 20 marzo 2008

Messa Crismale 2008: Omelia di Mons. Costanzo

Appena conclusasi la Messa crismale nel duomo di Siracusa, con gioia e affetto pubblichiamo il testo della stupenda e sapientissima omelia poc’anzi pronunciata dal nostro amato arcivescovo metropolita mons. Giuseppe Costanzo – forse la più bella di sempre –, tutta incentrata sull’amore:

Venerati confratelli nel sacerdozio ministeriale, il ricordo commosso e grato va quest’oggi a quella notte in cui il nostro Maestro e Signore Gesù Cristo, sedendo a mensa con i suoi, istituì il sacrificio eucaristico e insieme il sacerdozio ministeriale, costituendoci dispensatori dei divini misteri e pastori del suo popolo santo. Questo, dunque, è il nostro giorno: giorno di rinnovata consapevolezza e di viva riconoscenza.
Cari religiosi e religiose, è anche il vostro giorno, quello in cui l’immenso dono ricevuto colma di stupore il vostro cuore e vi spinge a contraccambiare il dono con la radicalità della vostra consacrazione.
Fedeli laici dilettissimi, anche voi il Signore ha voluto associare al suo mistero salvifico, facendovi sacerdoti, re e profeti. Anche con voi vuole fare storia di salvezza e riconsacrare il mondo a Dio. Questo, dunque, è un giorno santo, giorno grande, in cui tutti vogliamo sentirci “perfetti nell’unità” (“consummati in unum”, Gv 17, 23), ricordando appunto che “poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane” (1 Cor 10, 17).
In questo giorno solenne, l’ultimo che ho la grazia e la responsabilità di celebrare con voi, desidero confidarVi ciò che più mi urge nel cuore.

AI SACERDOTI
Con voi, cari confratelli sacerdoti, vorrei riflettere un tema che, dopo tanti anni di ministero, mi sembra di capitale importanza. E’ il tema dell’amore pastorale, che potremmo anche chiamare “paternità pastorale”. E’ un dono che cresce e matura nel tempo – con l’esperienza, con la preghiera, con la sofferenza, con la grazia di Dio – ma che esige di essere dilatato. E’ come il talento: non puoi seppellirlo, ma devi trafficarlo e moltiplicarlo. Attingiamo alla parola e all’esempio di Cristo. L’amore pastorale è il mandato di Cristo per noi, il suo testamento, la sua eredità. E’ la testimonianza più vera del nostro amore a Cristo. L’amore pastorale raccoglie in pieno il movimento di carità partito dal Cuore di Cristo la sera dell’ultima Cena: lo continua, lo realizza nel cuore della storia, lo diffonde, lo perpetua. L’amore pastorale riproduce l’esempio dell’amore totale di Cristo, che “ha amato la sua Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa” (Ef 5, 25 sg.). L’amore pastorale raggiunge il vertice della carità quando noi amiamo come Cristo “usque in finem” (Gv 13, 1), quando diamo la vita per i fratelli (cfr. Gv 15, 13). L’amore pastorale è la nostra vocazione e il nostro impegno quotidiano. Affrontare questo tema vuol dire riconsiderare e, se necessario, rianimare il nostro amore per le anime. Tema immenso. Tema urgente. Quello pastorale è un amore dovuto: dovuto a tutti indistintamente, anche a chi non vi ha altro titolo che quello di dimorare in un dato territorio. [a braccio: Abita nella tua parrocchia? Gli devi amore!] Solo il mercenario, “che non è pastore e al quale le pecore non appartengono (…) abbandona le pecore e fugge” (Gv 10, 12); il pastore, invece, le cerca, le pasce, le guida, le difende dai lupi, “offre la vita per le pecore” (Gv 10, 11); ed esse lo riconoscono, ne ascoltano la voce, si affezionano a lui. L’amore pastorale implica zelo e dedizione fino al sacrificio, ed è il segno del nostro amore al Buon Pastore, che ci ha amati, ci ha scelti, ci ha associati a Sé; ed è riconoscenza per la fiducia che ci ha accordato affidandoci il suo gregge. In quella fatidica sera dell’ultima Cena Gesù, mentre inondava gli apostoli del suo amore, chiese loro di partecipare al grande atto della sua carità adempiendo il precetto nuovo di amarsi fra di loro. Ma non si fermò qui. Non si arrestò agli Undici discepoli. Li trasformò in apostoli, in messaggeri, incaricati di trasmettere agli altri l’amore di Cristo. L’amore divino si effonde, come in cascate successive, dal Padre nel Figlio, dal Figlio nei dodici, e da questi in tutti i credenti: “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore (…) Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Gv 15, 9.12). Dall’amore di Cristo nasceva l’amore collegiale degli apostoli fra loro, e dall’amore collegiale doveva scaturire l’amore pastorale: “Mi ami? … Pasci” (Gv 21, 15). La condizione è netta: per essere pastori bisogna amare. Senz’amore si può essere solo mercenari. Ma non è tutto. A questo mistero d’amore, per cui Cristo sarebbe stato vivo ed operante nei suoi, Egli aggiunse un esempio e un precetto. L’esempio è la lavanda dei piedi, con cui Gesù ci insegna che dobbiamo amare in umiltà. Il precetto è il comandamento nuovo, con cui Gesù ci dice che dobbiamo amare fino al dono della vita, come Egli ha fatto. A questo, come pastori, siamo votati. E’ questo che ci qualifica, e a questo tutti vorremmo restare fedeli: essere pastori buoni, essere veri padri. La paternità spirituale, più profonda e più estesa di quella fisica, è il servizio più nobile e il più crocifiggente. Chiede sacrificio, amore, spirito di servizio e senso di responsabilità. Chiede ascesi quotidiana. Se vogliamo coltivare e valorizzare i nostri fratelli laici dobbiamo essere pastori che “non spadroneggiano nel gregge” (1 Pt 5), né intendono “far da padroni sulla fede” dei credenti, ma dobbiamo impegnarci ad essere “collaboratori della loro gioia” (2 Cor 1, 24). Dobbiamo ascoltarli, incoraggiarli, dare fiducia, anche rischiando. Questo è il nostro grande compito di pastori. Ci è chiesta tanta pazienza e tanta fortezza: pazienza per non lasciarci amareggiare dagli insuccessi, né spaventare dalle difficoltà; fortezza per andare avanti, puntando sempre su grandi orizzonti e avanzando a piccoli passi. Fortezza per agire con quella dolcezza, che sa evitare sia la durezza scontrosa sia la debolezza arrendevole e rassegnata. Lo esige l’esercizio di una vera paternità. La paternità è fermezza ma senza durezza, è bontà ma senza debolezza. E’ autorità, ma sempre ragionevole, non scortese, non capricciosa, non dispotica. E’ sollecitudine trepida e vigilante per il bene della nostra gente. E’ capacità di ascoltarne i pareri, di coglierne i bisogni, di compatirne le debolezze, di perdonarne le offese. E’ gusto di spendersi per dare certezze, per suscitare speranza, per generare a vita nuova. E’ disponibilità a “consumarsi per le anime” – direbbe Paolo (cfr. 2 Cor 12, 15) – poiché la carità pastorale “urget nos”, “ci spinge”, ci incalza, non ci dà tregua. La paternità non seleziona, non esclude, non discrimina. Ama tutti e ciascuno. Ama ognuno secondo il suo bisogno, altrimenti ferisce, anziché far crescere. Ama ciascuno come se fosse l’unico, come fanno i genitori coi figli. Ama senza attendersi ritorni. Soffre se non c’è corrispondenza, ma non cessa, per questo, di amare. Come fa con noi il Signore, che non è mai stanco di amarci.

AI LAICI
E ora permettetemi di rivolgermi a voi, carissimi fratelli e sorelle, che Gesù ha voluto partecipi del suo sacerdozio profetico e regale. A voi, in questo particolare momento della storia, è chiesto di essere presenza significativa ed incisiva. La sfida antropologica, infatti, si gioca e sarà sempre più giocata tutta sul terreno riservato alle vostre competenze: cultura, scienza, politica, economia, comunicazione, arte. Un laico che crede e non si vergogna del Vangelo inevitabilmente contagerà altri, e questi altri ancora, a catena. E’ cosi che si diffonde il Vangelo. Nella condizione di diffuso secolarismo della nostra epoca, non vi sarà profezia se non tornerà a farsi profetica la vita del cristiano comune, di colui, cioè, che vive “nelle comuni condizioni del secolo”, di colui che mostra di fare tutto per la gloria di Dio, “sia mangiando, sia bevendo, sia facendo qualsiasi altra cosa” (cfr. 1 Cor 10, 31). In questo compito, voi fedeli laici avete “un posto di primo piano” (L. G. 36), soprattutto là dove “la Chiesa non può diventare sale della terra se non per mezzo vostro” (cfr. L. G. 33). Della vostra testimonianza non si può fare a meno. Perché la missione non è propaganda e la testimonianza non è fare colpo, ma fare mistero. E’ vivere una vita vera, piena, bella, talmente bella che essa non si potrebbe spiegare se Cristo non fosse morto e non fosse davvero risorto. Cristo morto e risorto, Cristo Unico Signore, Cristo il solo Salvatore: è questo il messaggio da recapitare con urgenza all’uomo d’oggi, giacché se Cristo non fosse risorto, il cristianesimo non sarebbe mai nato. I primi cristiani hanno annunciato questo messaggio in tutti i modi: lo hanno gridato, lo hanno cantato, lo hanno raccontato, ma soprattutto lo hanno testimoniato fino al sangue. Anche oggi vi è chiesto, carissimi fratelli e sorelle, di gridare il Vangelo con la vita, di comunicarlo, per “irradiazione” o per “contagio”, direbbe Paolo VI (cfr. E. N. 21). Si evangelizza infatti non solo con la proclamazione diretta del Vangelo, ma anche con una “condotta irreprensibile tra i pagani, perché (…) al vedere le vostre opere buone giungano a glorificare Dio nel giorno del giudizio” (1 Pt 2, 12). E “anche se alcuni si rifiutano di credere alla parola”, possono “senza bisogno di parole, essere conquistati considerando la vostra condotta” (ivi 3,1-2). Questa condotta fa scattare le domande registrate nella lettera a Diogneto: “Che amore è quello che i cristiani si portano a vicenda? (…) Che Dio è quello in cui costoro confidano e che genere di culto gli tributano per disdegnare così il mondo e disprezzare la morte?”. E allora bisogna essere “pronti sempre a rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che è in voi” (1 Pt 3, 15). Ma questo succede, di fatto, oggi, nelle nostre parrocchie o l’annuncio evangelico che vi risuona ha perso la freschezza di una notizia lieta e sorprendente, è diventato stanco e spento, e sa di scontato e di imparaticcio? Cosa che accade quando si riduce il cristianesimo da evento a dottrina a morale [a braccio: che poi diventa moralismo]. Il cristianesimo è storia e va innanzitutto raccontato, è vita e va anzitutto vissuto. Non dimentichiamo le parole di Sartre: “Bisogna aver scoperto l’amore prima della morale, altrimenti è lo strazio”. Vi auguro, fratelli e figli dilettissimi, di testimoniare nel mondo il fascino esercitato su di voi da questa storia infinita dell’infinito amore: l’amore di Dio fatto carne in Gesù, che ci ha amato fino alla morte e alla morte in croce.

A TUTTI
Mi sia concesso, ora, di concludere con un’esortazione che vale per tutti: sacerdoti, religiose e laici. E’ l’invito alla santità, che è chiamata universale ed è il segno di una vita riuscita. E’ la risposta più seria all’amore di Dio. E’ l’adesione piena ai suoi disegni. E’ il trionfo della sua grazia. Santità è luce che si riflette nel mondo grazie a innumerevoli lucerne vive, accese dalla grazia e disseminate dovunque. Che prendono sì luce dall’alto, ma sono saldamente piantate nella terra. Esse fugano l’oscurità del mondo, trasformandolo in un tripudio di luce: “Voi siete la luce del mondo (…) Risplenda la vostra luce davanti agli uomini” (Mt 5, 14.16). Farsi santi vuol dire “risplendere come astri nel mondo, tenendo alta la Parola di vita” (cfr. Fil 2, 15 sg.). Vuol dire “diventare conformi a Cristo” (cfr. Rm 8, 29). E’ Lui la Sorgente e il Modello di ogni santità. Vuol dire rendersi docili all’azione interiore dello Spirito, che è Santo e Santificante. Vuol dire contemplare Maria, che è specchio della santità (“speculum iustitiae”). Vuol dire imitare i Santi, che sono i riflessi viventi della divina perfezione. Vuol dire lasciarsi raggiungere e trasformare dai canali della santità, che sono i sacramenti. E’ questa la vera ricchezza della Chiesa: la santità. Diceva Gounod: “Una goccia di santità vale più di un oceano di genio”. Quanto più cresceremo nella capacità di renderci disponibili a Dio, cioè di tacere, di adorare, di pregare, di meditare, di arrenderci alle sue ispirazioni, di fare la sua volontà, di portare la sua croce, tanto più la sua pienezza ci invaderà, ci trasformerà, ci santificherà. E’ il sogno che custodisco nel cuore e che affido ai Santi di questa nostra Chiesa e alle lacrime della Madonna, Vergine fedele e Regina di tutti i Santi.

Giuseppe Costanzo

Settimana Santa 2008: quarta meditazione


Giovedì Santo

Carissimi, oggi inizia il triduo pasquale, durante il quale rivivremo la passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. Oggi è la giornata della Messa crismale, della Messa "in coena Domini", dell'adorazione notturna del Santissimo Sacramento. E' la giornata dell'istituzione di ben due sacramenti: l'Eucarestia e l'ordine sacro del ministero sacerdotale.

"Gesù crocifisso è il sacrificio. Come tutti sappiamo, nell'Antico Testamento si usava offrire a Dio sacrifici mediante lo spargimento del sangue di animali. Essi avevano lo scopo sia di purificare gli uomini dai loro peccati sia di unirli alla volontà di Dio. Il sangue, nell'Antico Testamento, era segno di vita e la vita è sempre gradita a Dio: dunque immolandola - e il sangue ne era l'espressione esterna - si rendeva culto a Dio. Tuttavia, questi sacrifici non erano che un'ombra di quello che doveva essere il sacrificio nel Nuovo Testamento (cf. Eb 10, 1). Ecco infatti Gesù, l'Agnello di Dio, che versa sì il suo sangue una volta per sempre, donando con questo la sua vita, ma secondo quanto è scritto nella lettera agli Ebrei: "Entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo (...) per fare, o Dio, la tua volontà" (Eb 10, 5-7). Il sacrificio di quel corpo, dell'Uomo-Dio, è fare la volontà di Dio. Il sacrificio di Gesù, quindi, realizza e porta alla perfezione il senso più profondo e interiore dei sacrifici dell'Antico Testamento. Infatti, donando il suo sangue, pur divino, non avrebbe ancora fatto quanto era nella volontà del Padre. Egli, che era Dio, era la Vita. Doveva quindi morire, in certo modo, anche come tale: versare un sangue spirituale, divino, dare di sé Dio in sé". (Chiara Lubich, Il grido, Città nuova, Roma 2000, pp. 17-18)

mercoledì 19 marzo 2008

Settimana Santa 2008: terza meditazione


Stamattina Chiara ci offre una meditazione che, richiamando alla mente i martiri dei primi secoli della Chiesa, dedichiamo alla nostra grande martire concittadina, Lucia, preparandoci con Lei e con tutti i santi al solenne triduo pasquale, centro e culmine della storia umana:

"I SANTI E LA CROCE: Ignazio, vescovo di Antiochia, essendo ancora vicino al passaggio di Gesù sulla terra, allorché si avvia al martirio interpreta alla lettera le parole "prendi la tua croce" e scrive ai Romani: "Per me chiedete solo la forza interiore ed esteriore, perché non solo parli, ma anche voglia, perché non solo mi dica cristiano, ma lo sia realmente. (...) Allora sarò veramente discepolo di Gesù Cristo, quando il mondo non vedrà il mio corpo. (...) Ora incomincio ad essere un discepolo. Nulla di visibile e di invisibile abbia invidia perché io raggiungo Gesù Cristo. Il fuoco, la croce, le belve, le lacerazioni, gli strappi, le slogature delle ossa, le mutilazioni delle membra, il pestaggio di tutto il corpo, i malvagi tormenti del diavolo vengano su di me, perché voglio solo trovare Gesù Cristo. (...) Obbedite a quanto vi scrivo. Vivendo vi scrivo che bramo di morire. La mia passione umana è stata crocifissa, e non è in me un fuoco materiale. Un'acqua viva mi parla dentro e mi dice: qui al Padre". I santi, che sono i cristiani realizzati, hanno carpito il segreto, il valore della croce. Grignion de Montfort ne parla così: "In attesa del gran giorno del suo trionfo nel giudizio finale, la Sapienza vuole la croce come segno distintivo ed arma di tutti gli eletti. Infatti non accoglie nessun figlio se non l'ha come segno distintivo, né riceve alcun discepolo se non la porta sulla fronte senza arrossire, sul cuore senza disgusto e sulle spalle senza trascinarla o respingerla (...). Non accetta alcun soldato se non la impugna come un'arma per difendersi, attaccare, per sbaragliare e schiacciare tutti i suoi nemici. Grida loro: "abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!" (Gv 16, 33) (...). Io, il vostro capo, ho vinto i miei nemici con la croce, e voi pure lo farete per mezzo di questo segno!". (Chiara Lubich, Il grido, Città nuova, Roma 2000, pp. 16-17)

martedì 18 marzo 2008

Settimana Santa 2008: seconda meditazione


Da quel fortunato tempo in cui Cristo visse, morì e risuscitò, Egli è divenuto la Via, il modello per ognuno di noi (cf. Is 53, 7 Vulg.). Il cristiano, come Gesù, deve amare il Padre e perciò fare la sua volontà e sottomettersi a Lui. E la volontà di Dio sul cristiano è che arrivi egli pure alla gloria, alla felicità, per il cammino della croce, come Gesù. Ed è Lui stesso che ci insegna come seguirlo. Dice a tutti, infatti: "Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua" (Lc 9, 23). Seguire Gesù è anzitutto rinuncia. E' il rinneghi se stesso, che nel mondo oggi non si vuole comprendere, nell'illusione di un cristianesimo senza difficoltà. Ma la dottrina di Gesù è chiara e forte: altro che assenza di freni morali! Dice Paolo: "Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quell'avarizia insaziabile che è idolatria" (Col 3, 5), perché aspirare alle cose terrene è condursi "da nemici della croce di Cristo" (Fil 3, 18). Seguire Gesù vuol dire anche prendere la propria croce ogni giorno. Gesù allude al dolore di ogni giornata: vanno accettate tutte le piccole sofferenze quotidiane. Avendoci detto di prendere la nostra croce, ha dato senso e valore anche al nostro patire. Ricordo qui quanto fu grande la mia impressione a Gerusalemme, quando sul Calvario ci mostrarono il foro dove fu piantata la croce di Gesù: ginocchia a terra, annientata quasi in una adorante riconoscenza, mi è venuto un solo pensiero: se non ci fosse stata questa croce, tutti i nostri dolori, i dolori di tutti gli uomini non avrebbero avuto un nome. Ma: "Cristo non mostra soltanto la dignità del dolore - dice Paolo VI -. Egli lancia la vocazione al dolore... chiama il dolore (anche il nostro) a uscire dalla sua disperata inutilità e a diventare, se unito al suo, fonte positiva di bene". (Chiara Lubich, Il grido, Città nuova, Roma 2000, pp. 14-15)

lunedì 17 marzo 2008

Settimana Santa 2008: prima meditazione


"Gesù crocifisso! Che dire? Come dire bene di Lui? E' uomo come noi, e lo sappiamo. Ma è anche Dio. Ed è amore. E' venuto fra noi per un'opera che ci riguarda tutti, che tocca ognuno personalmente. Ci ha creato, ma abbiamo sciupato il dono che ci ha fatto, e continuamente lo deturpiamo; con la vita abbiamo ereditato le lacrime, il soffrire, e come conclusione di essa la morte, l'apparente annullamento di tanta esperienza. Ma ecco che Egli comprende lo stato degli uomini, conosce le miserevoli vicende della loro storia, ne ha pietà e scende sulla terra: si carica di tutto ciò che l'uomo doveva subire. "Dio non vuole che l'uomo si perda" (cf. Gv 6,39), e lo salva. Gesù, dunque, soffre e muore per l'uomo. Con l'uomo, con noi e come noi muore, e poi... risorge. "Era necessario" (cf. Mc 8,31), dice Gesù quando si avvicina l'ora del patire. Ma era necessario che cosa? E per chi? Aveva reso a sé necessario incarnarsi, soffrire e morire per noi, perché è amore! Ecco la straordinaria vocazione dell'Uomo-Dio, totalmente diversa, all'opposto di quella cui aspirano gli uomini in genere. E' venuto per "dare la sua vita in riscatto di molti" (Mt 20,28). Tutto era stato predisposto dal Padre. Gesù si sottomette. Ma, come dice Isaia del Servo del Signore, si è offerto perché lo ha voluto: vuole la volontà del Padre. La vuole perché ama anzitutto il Padre. E il Padre risponde a quell'amore con la sua potenza e compie un atto che mai aveva compiuto dopo la creazione, cioè la "nuova creazione": la risurrezione. Con essa anche il corpo di Gesù, "debole" e suscettibile di dolore e di morte, è trasfigurato, è glorificato (cf. 2 Cor 13,4), atto a salire alla destra del Padre. Così l'Uomo-Dio apre la porta della Trinità agli uomini redenti". (Chiara Lubich, Il grido, Città nuova, Roma 2000, pp. 13-14)

mercoledì 2 gennaio 2008

Dedicato a S. E. Mons. Giuseppe Costanzo


Eccellenza, dedichiamo a Lei il primo post dell'anno, così come anche a Lei fu dedicato quello scritto e pubblicato il primissimo giorno di vita del nostro blog (1° settembre 2005), quando ricordammo il 50° anniversario della Sua ordinazione sacerdotale.
Auguri di cuore, oggi, per il Suo 75° compleanno! Purtroppo quest'anno si concluderà - per raggiunti limiti di età - il Suo servizio pastorale come arcivescovo metropolita della Chiesa siracusana, "Prima divi Petri filia et prima post Antiochenam Christo dicata", prima Chiesa del mondo occidentale, fondata da san Pietro, principe degli apostoli. Non è bene fare confronti tra un vescovo precedente ed uno successivo, ma sappiamo già che avremo nostalgia di Lei!
Grazie, Eccellenza, per il Suo amore per noi, Suoi figli spirituali, dimostrato durante gli anni del Suo episcopato a Siracusa. Grazie per la Sua parola misticamente illuminata e il Suo sapiente magistero, autentico frutto di una vita interamente dedicata a Dio. Grazie per aver donato ai siracusani i due regali più belli e più grandi che essi abbiano mai ricevuto: la visita del papa Giovanni Paolo II nel 1994 e la visita del corpo di santa Lucia nel 2004, dono d'inestimabile valore per il quale non Le saremo mai grati abbastanza!
Le vogliamo bene, Eccellenza!

venerdì 28 dicembre 2007

PROSSIMA ESPOSIZIONE RELIQUIE E SIMULACRO - GENNAIO 2008

DOPO QUELLA DI OGGI, LA PROSSIMA SOLENNE ESPOSIZIONE DELLE SACRE RELIQUIE E DEL VENERATO SIMULACRO-RELIQUIARIO DI SANTA LUCIA NELLA CAPPELLA A LEI DEDICATA NEL DUOMO DI SIRACUSA AVVERRA' NEL TRIDUO VENERDI 11 - SABATO 12 - DOMENICA 13 GENNAIO 2008, PER L'INTERA GIORNATA, PER CELEBRARE LA FESTA DELLA DEDICAZIONE DEL DUOMO, LA COMMEMORAZIONE DEL PATROCINIO DI SANTA LUCIA SU SIRACUSA IN OCCASIONE DEL TERREMOTO DEL 1693 E LA COMMEMORAZIONE DELLE TRASLAZIONI DELLE RELIQUIE DI SANTA LUCIA ("FESTA DELLE RELIQUIE").
AUGURI DI BUON ANNO NUOVO, SEMPRE SOTTO LA POTENTE PROTEZIONE DELLA SANTA VERGINE E MARTIRE LUCIA, NOSTRA AMATISSIMA PATRONA!

mercoledì 26 dicembre 2007

AVVISO: 28 DICEMBRE ESPOSIZIONE RELIQUIE E SIMULACRO DI S. LUCIA

Carissimi, un breve messaggio-promemoria per tutti i siracusani e i devoti di Santa Lucia: dopodomani, VENERDI 28 DICEMBRE 2007, per tutta la mattinata le Sacre Reliquie e il venerato simulacro argenteo della nostra Santa Patrona saranno solennemente esposti nella Sua Cappella in Cattedrale a Siracusa.
Tale tradizione si rinnova ogni anno, ormai da quasi un secolo, come segno di ringraziamento al Salvatore Che è nato per noi a Betlemme e che per l'intercessione della Sua fedelissima e dolcissima Sposa Lucia ha salvato la città di Siracusa dal terremoto e maremoto del 28 dicembre 1908: uno degli innumerevoli segni del costante ed efficace patrocinio di Lucia sulla Sua diletta città natale.
Allora appuntamento per tutti a questo venerdì, per pregare nuovamente attorno a Lei, in questa "ottava dell'ottava" dei festeggiamenti luciani invernali che ha un sapore tutto natalizio!

lunedì 24 dicembre 2007

SANTO NATALE 2007

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (capitolo 1, versetti 1-3):
"Vi annunziamo ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita. Poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi. Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo".
A tutto il mondo: auguri di buon Natale!
La Redazione del blog "Amici di Santa Lucia"

sabato 22 dicembre 2007

Anniversario di un doloroso distacco...

Oggi ricorre il terzo anniversario della partenza del corpo di s. Lucia da Siracusa per Venezia, dopo quell'indimenticabile settimana (15-22 dicembre 2004) in cui per la prima volta era ritornato 'a casa', nella sua città natia. L'emozione di quel giorno è ancora impressa nel cuore di ogni siracusano, e mai potrà essere cancellata. Un ricordo molto bello dell'evento venne allora pubblicato sul sito internet della basilica di s. Lucia in Siracusa (http://www.basilicasantalucia.it/) e abbiamo pensato di proporvene la lettura:

«Lo storico ritorno del corpo di Santa Lucia nella sua città, rimane ancora fisso negli occhi e nella memoria l’arrivederci della Santa siracusana alla sua folla di devoti, effettuato col toccante ripetersi dell’abbassarsi e del rialzarsi e dell’altalenare dell’elicottero, che la riconduceva verso Venezia.Folla di fedeli compatta e commossa. Marea di gente fortemente emozionata. Massa trabocchevole di credenti sventolante fazzoletti, sciarpe, cappelli. Calca attenta, ordinata e silenziosa, con lo sguardo rivolto al cielo.Folla colpita più che dal faro quasi abbagliante dell’elicottero, dalla luce che, da quel mezzo, pareva inviasse la stessa Lucia – la Santa della luce – alla sua folla, alla sua devota gente.Un saluto festoso, affettuoso e grato al tempo stesso che, da quel mezzo moderno sospeso tra il cielo e città di Siracusa, la Siracusana per antonomasia, inviava dicendo:“Venezia mi attende, ma sono sempre siracusana e sempre vicina a voi ed alla mia Città”.
Quante scene di fede, quante lacrime, quante giaculatorie, quanti baci, quanti segni di croce, quante genuflessioni, quanti rosari, quante Messe piamente partecipate anche nella chiesetta del “sepolcro”; quante richieste di benedizioni per i bambini condotti in braccio o coi passeggini, quante coppie di sposi, ci ha mostrato il grande schermo che, sulla piazza, costantemente trasmetteva la registrazione di quei momenti storici e commoventi del transito dei fedeli innanzi all’urna!Su quello schermo sono state proiettate anche scene di disobbedienze dettate però tutte, da amore, da affetto e da devozione per Lucia e perciò scene giustificabili e per alcuni versi edificanti.Nel momento dell’addio, quando più nessuno poteva entrare in Chiesa per vedere ancora una volta il corpo della Santa, tutta la piazza ha osservato, attraverso il grande schermo, un atto di “grave” disobbedienza verso i pochi e autorevoli presenti all’interno della Chiesa consistente nell’ostinato rifiuto ad allontanarsi dall’urna che abbracciava quasi a trattenerla, di un vecchio Padre Minore del convento di Santa Lucia.Con gli occhi lucidi e con la determinazione a non mollare quell’ abbraccio, Padre Fedele, caparbiamente pareva voler trattenere per se e per Siracusa il santo corpo.Cosa avrà detto il laico, apparso sullo schermo, per distogliere dal quel placcaggio dell’urna l’irremovibile frate?Forse niente. Il comando pervenne certamente al frate dalla stessa Lucia.A noi non resta che ringraziare Padre Fedele per quella scena di affetto e per quell’immagine di commovente testardo, cocciuto ed ostinato rifiuto ad allontanarsi da quell’urna ove riposava la Santa alla quale è sempre stato come il suo nome: Fedele!Ed ancora un altro fatto. Un fatto non registrato sul grande schermo della piazza.Un fatto quasi a tutti ignoto, sconosciuto, impensato ed impensabile.Fra i pellegrini, giunti a render omaggio a Lucia, c’è stata una piccola suora che qualche anno fa ha vissuto a Siracusa.Una suora tanto piccola e minuta, quanto piena di fede e di traboccante simpatia.Questa suora negli anni ottanta si trovava a Venezia nel convento delle “Giuseppine”.Ricordate cosa avvenne in quel periodo?Il corpo di S. Lucia fu “rubato” ma anche prontamente restituito (si disse e pure si scrisse che colpevoli fossero i siracusani!).La cronaca di quei fatti è nota a tutti e non è il caso di parlarne se non per far sapere che questa piccola Suora era allora, come detto, a Venezia e fu incaricata di prendere le misure del copro restituito di S. Lucia per confezionare un nuovo abito: quello che attualmente riveste la Santa e che tutti abbiamo osservato.L’abito precedente sdrucitosi e sporcato a seguito del furto è ora presso il museo diocesano di Venezia . Quello che attualmente indossa Lucia è più…moderno; è un abito confezionato dalle suore “Giuseppine”, a quel tempo nella città lagunare, e da questa piccola suora che è stata anche a Siracusa e che certamente con altri occhi e con commossi ricordi ha riosservato nell’urna quel suo lavoro, quell’ abito rosso come il sangue dei martiri, come il sangue del martirio di Lucia».

giovedì 20 dicembre 2007

Ricordando Eutichia, la mamma di Lucia

Una curiosità che forse non molti conoscono è che nell’antico calendario liturgico siracusano – intitolato Kalendarium Sanctorum Fidelissimae Urbis Syracusarum, compilato dal sacerdote Michele Angelo Mancaruso nel 1703 e in vigore fino alla creazione del nuovo calendario nel 1914 – il 20 dicembre corrispondeva non solo alla celebrazione dell’ottava di Santa Lucia, ma anche alla memoria liturgica della madre di Lucia, Eutichia, venerata come beata. Ecco come recita il calendario nella traduzione pubblicata da mons. Pasquale Magnano, prezioso studioso della storia ecclesiastica siracusana, nel suo pregevole volume dal titolo I Santi Siracusani (Edizioni dell’Archivio Storico della Curia Arcivescovile, Siracusa 2004): “Ottava di S. Lucia V. e M. – Memoria della B. Eutichia vedova, madre di S. Lucia, che dopo il martirio della figlia dimorò presso il sepolcro con altre matrone religiose”.

OTTAVA DI SANTA LUCIA

Fin dai primi secoli del cristianesimo, la Chiesa ha solennizzato le feste liturgiche più importanti (del Signore, degli Apostoli, ecc.) protraendone la celebrazione per un’intera settimana, istituendo cioè la cosiddetta ‘ottava’. Ancora oggi, perlomeno in Sicilia, vige la tradizione di celebrare l’ottava delle feste patronali. A Siracusa, in occasione della festa di Santa Lucia, tale tradizione ha sempre assunto un’importanza di gran lunga superiore rispetto alle altre città, poiché qui l’ottavario coincide con l’unico periodo dell’anno in cui il prezioso simulacro-reliquiario della patrona sosta nella suggestiva basilica sorta sul luogo del suo martirio e accanto al luogo del suo sepolcro, un luogo al quale tutti i siracusani sono infinitamente legati dal punto di vista affettivo e devozionale. Quindi, l’ottavario luciano di Siracusa è il vero culmine di tutti i festeggiamenti, prova ne è l’intensa partecipazione popolare ai riti dell’intera settimana, nel corso della quale non si interrompe mai il clima festoso e solenne. Il giorno dell’ottava, poi, cioè il 20 dicembre, non è inferiore per importanza alla solennità del 13, anzi è arricchito di manifestazioni sue proprie: la partecipazione della delegazione svedese con “Lucia di Svezia” e le sue damigelle e la partecipazione dei Vigili del Fuoco alla solenne concelebrazione mattutina presieduta dall’arcivescovo, la lunga e partecipata processione delle reliquie e del simulacro dalla basilica al duomo con le attese e sentite soste al santuario della Madonna delle Lacrime e all’ospedale della città, con l’ornamentazione dei cosiddetti cilia (grossi e pesanti ceri processionali) a base di composizioni di agrumi, con il voto dei Vigili del Fuoco, i quali portano a spalla il simulacro per un lungo tratto del percorso come segno di gratitudine a Lucia per la protezione assicurata loro durante i soccorsi per i terremotati del 13 dicembre 1990.

"Infra Octavam" - La festa che piace a Lucia …

… ci è parso di poter intitolare così il resoconto della bellissima veglia di preghiera cittadina svoltasi l’ultima sera dell’ottavario nella basilica di Santa Lucia a Siracusa. Un’ora e mezza di spiritualità, durante la quale i devoti che hanno occupato tutti i banchi della basilica, in religioso silenzio e con grande compostezza, hanno partecipato degnamente ai canti, alle preghiere, alle lunghe pause di meditazione silenziosa. Tutto il popolo di Dio era equamente rappresentato: i bambini, le famiglie, i giovani (tra loro anche coppie di fidanzati che stanno preparandosi al sacramento del matrimonio ed il gruppo della gioventù francescana che ha animato la veglia con il canto), i religiosi (la comunità di frati minori cui è affidata la cura della basilica luciana e la custodia del sepolcro della martire), i portatori del simulacro. E’ stata una veglia semplice ma molto intensa, che ha posto l’attenzione su Gesù e su Lucia: all’inizio la processione per l’ingresso del Vangelo, il rito penitenziale, il suggestivo rito del fuoco nel quale sono stati bruciati i circa 700 biglietti lasciati davanti all’altare durante l’ottavario dai devoti che hanno voluto scrivere un messaggio ‘segreto’ alla patrona, la solenne esposizione eucaristica e l’adorazione, l’ascolto della Parola di Dio (una lettura dall’Apocalisse, un salmo, una pericope del vangelo di Marco) sul tema del martirio, la proclamazione del passo finale del martirio di Santa Lucia secondo gli atti greci, le invocazioni per tutta la Chiesa e tutta l’umanità concluse con la preghiera del Padre nostro, il canto del Tantum ergo e la benedizione eucaristica, poi l’inno Benedetta sei Tu in onore di Santa Lucia (l’inno del XVII centenario del suo martirio), infine il festoso grido Sarausana jè, viva Santa Lucia! seguito dall’applauso dei presenti rivolto all’amata patrona, unico piccolo momento di folclore in una serata interamente dedicata alla preghiera attorno alla vergine e martire Lucia, senza distanze tra clero e popolo, che anzi ha riempito pure i banchi intorno all’altare sul presbiterio, all’ombra dell’imponente simulacro argenteo della Santa.

martedì 18 dicembre 2007

"Infra Octavam" - Santa Lucia a Belpasso (Catania)





Come già avvenuto su questo blog, noi siracusani, fortunati concittadini di una persona così speciale come Santa Lucia, ricordiamo con fraterna amicizia e sincera comunione gli abitanti del centro etneo Belpasso, che da secoli venerano la nostra Lucia come patrona, con una devozione e una solennità seconde a nessun'altra città, anzi vero e proprio modello per tutti i devoti di Santa Lucia nel mondo. Come segno concreto dell'ammirazione dei siracusani per la radicata devozione belpassese nei confronti della martire Lucia, volentieri pubblichiamo i seguenti bellissimi versi in dialetto siciliano composti proprio dai santalucioti di Belpasso, eloquente e commovente testimonianza poetica dell'amore che essi provano per la santa siracusana:

"A Santa Luciuzza bedda anuri e vantu di Mappassu.
L'aspettu tuttu l' annu
lu tridici dicembri
pì vidiri calari la porta cù l' angileddi
di dà s' affaccia nà facci bedda
di nà pura virginedda
di martiriu è curunata
Binidittu Cu l'ha criata
ie quannu da cammaredda scinni la taliu
ie si rapi lu cori miu
ca cu chiantu dici
taliatila comu ie misa
taliatila comu sta
pari na riggina di maistà".

Interpretazione italiana:
"A Santa Luciuzza bella, onore e vanto di Malpasso (antico nome di Belpasso).
Attendo per tutto l'anno
il 13 dicembre
per veder calare la porta con gli angioletti (sipario con angeli dipinti che durante l'anno nasconde il simulacro di Santa Lucia nella Sua Cappella):
da lì si affaccia il bel volto
di una piccola verginella,
è coronata di martirio,
Benedetto Chi l'ha creata.
Quando scende dalla 'cameretta' (la nicchia del simulacro) la guardo
e il mio cuore si apre
e piangendo dice:
guardatela, sembra una regina!".

lunedì 17 dicembre 2007

"Infra Octavam" - Pensiero su Lucia in ascolto del Papa

Carissimi devoti di Santa Lucia, è in corso il solenne ottavario dei festeggiamenti che ogni anno celebrano la commemorazione del Suo martirio, avvenuto a Siracusa, città natale della Santa, il 13 dicembre del 304, durante una feroce persecuzione dei cristiani promulgata dall'imperatore romano Diocleziano. Gioiosi momenti di spiritualità e festosi momenti artistico-culturali si susseguono in queste giornate nel capoluogo aretuseo, specie nell'antica basilica eretta sul luogo del martirio di Lucia ed accanto al Suo sepolcro.
Ieri, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la celebrazione per la consacrazione della chiesa parrocchiale di Santa Maria del Rosario ai Martiri Portuensi in Roma.
All'inizio della sua omelia, il Papa ha ricordato che nelle vicinanze della chiesa si trovano le catacombe di Generosa, dove la tradizione vuole siano stati sepolti tre fratelli - Simplicio, Faustino e Viatrice (Beatrice) - vittime della medesima persecuzione dioclezianea subìta dalla nostra Lucia.
“I giovani martiri che allora morirono per rendere testimonianza a Cristo non sono forse un potente stimolo per voi, cristiani di oggi, a perseverare nel seguire fedelmente Gesù?”, ha domandato il Papa ai presenti.
“Anche oggi, pur in forme diverse, il messaggio salvifico di Cristo viene contrastato e i cristiani, non meno di ieri, sono chiamati a rendere ragione della loro speranza, a offrire al mondo la testimonianza della Verità dell'Unico che salva e redime!”, ha aggiunto.

Ringraziamo il Pontefice di questo sapiente insegnamento del suo Magistero, che ci aiuta a sostanziare la festa di Santa Lucia che stiamo vivendo e ad arricchirla di un ulteriore spunto di meditazione sul significato della Sua vita e del Suo martirio.
Viva Santa Lucia!

domenica 16 dicembre 2007

"Infra Octavam" - 3° ANNIVERSARIO DELL'ARRIVO DEL CORPO DI LUCIA A SIRACUSA



Si è da poco conclusa un'importante giornata dei festeggiamenti luciani nel capoluogo aretuseo: il 15 dicembre, giorno anniversario dell'arrivo del corpo di Lucia a Siracusa nel 2004. A tre anni di distanza l'emozione non si spegne, né si affievolisce, né sbiadisce: tutti i siracusani custodiscono chiaro, limpido e vivissimo il ricordo di quell'evento storico eccezionale! Stasera, durante la 'scuola della Parola' tenuta per i giovani siracusani nella basilica della Martire, il nostro arcivescovo S. E. mons. Costanzo ha messo in rilievo la fede e la fortezza della nostra amata Santa protettrice anche di fronte alla morte. Per celebrare insieme a voi la commemorazione di quella prima traslazione del corpo di Santa Lucia da Venezia a Siracusa, pubblichiamo la preghiera che l'arcivescovo compose in quell'occasione:



Santa Lucia, donaci occhi nuovi. Spesso crediamo di vedere, e siamo ciechi. Accecati dalla superbia, dall'invidia, dall'odio, dalle passioni che ci impediscono di vedere. O cara nostra patrona, apri i nostri occhi sulla povertà, sulla miseria, sulle ingiustizie dei nostri giorni e donaci determinazione e coraggio di andare contro corrente - se occorre - affinché nessun Lazzaro resti ad attendere invano un tozzo di pane dietro l'uscio di casa del ricco. Riempi di luce i nostri occhi, perché possiamo "valutare con sapienza i beni della terra, nella continua ricerca dei beni del cielo". Insegnaci, su tuo esempio, a condividere i beni con chi è povero e disperato. Fa' che nessuno di noi si rassegni ad essere felice da solo. O Lucia, cara vergine siracusana, ottieni occhi puri che sappiano vedere nel corpo uno stupendo dono di Dio, sua abitazione, suo tempio, degno quindi di grandissimo rispetto e venerazione. Non qualcosa da idolatrare o da disprezzare, ma da amare e valorizzare. O Lucia, modello di fortezza e di fedeltà, donaci occhi che sappiano vedere lontano: oltre la sofferenza che ci affligge, oltre il dolore che ci torchia, oltre l'apparente fallimento che ci umilia. Occhi levati sempre in alto, da dove ci verrà l'aiuto; occhi purificati dal pianto, che è promessa di raccolto abbondante; occhi pieni di stupore davanti alle sorprese che l'amore di Dio ci ha preparato. (+ Giuseppe Costanzo)

giovedì 13 dicembre 2007

IL GIORNO PIU' SOLENNE!

VIVA SANTA LUCIA!
AUGURI A TUTTI VOI,
A TUTTI I DEVOTI DI SANTA LUCIA,
A TUTTI I SIRACUSANI,
A TUTTE LE "LUCIE",
A TUTTO IL MONDO!!!
GIOIE ED EMOZIONI DI UN RITO ANTICO,
SEMPRE CARO E SEMPRE ATTESO DA TUTTI:
LA FESTA DI SANTA LUCIA.
IL SIMULACRO DELLA SANTA PATRONA,
BELLISSIMO E SCINTILLANTE,
D'ORO E D'ARGENTO,
SIMBOLO DELL'AMORE DEI SIRACUSANI PER LUCIA,
AVANZA TRA MIGLIAIA DI PERSONE PER LE STRADE DELLA CITTA'.
I SUONI DELLE CAMPANE E DELLA BANDA MUSICALE,
LE LUCI DEI CERI VOTIVI E DELLE LUMINARIE ARTISTICHE,
I COLORI DEI FIORI, DEL CORTEO STORICO DELLA CARROZZA DEL SENATO, DEI FUOCHI D'ARTIFICIO,
I PROFUMI DELL'INCENSO E DEI DOLCI TIPICI,
LE PREGHIERE DEI DEVOTI...
E' FESTA: AUGURI A VOI DI PACE E DI SERENITA'!
SANTA LUCIA, PREGA PER NOI.

mercoledì 5 dicembre 2007

IL PROGRAMMA DEI FESTEGGIAMENTI


Finalmente è stato pubblicato il programma ufficiale dei festeggiamenti già in corso a Siracusa in onore della nostra Patrona Santa Lucia!
Cliccate qui per consultarlo.

Anche quest'anno il programma è stato arricchito con alcune interessanti novità, testimonianza dell'imperituro amore dei siracusani verso la loro più importante, illustre e cara concittadina, nonché la più venerata santa! Tra le novità, le visite guidate alle suggestive e artisticamente pregevoli catacombe di Santa Lucia (vedi qui).

Cari devoti di Santa Lucia, in questo clima gioioso e frizzante in cui respiriamo finalmente l'aria di festa tanto attesa, vi auguriamo ogni bene e felicità, e insieme a voi gridiamo: SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA!!!

lunedì 3 dicembre 2007

FESTA DI SANTA LUCIA 2007!

CARISSIME E CARISSIMI,
INNANZITUTTO VI CHIEDIAMO SCUSA PER LA TROPPO LUNGA ASSENZA DI AGGIORNAMENTI SUL NOSTRO BLOG, DOVUTA AD ALCUNI CAPRICCI DEL SISTEMA INFORMATICO ATTRAVERSO IL QUALE INSERIAMO I NUOVI POST.
MA ADESSO PARLIAMO DI COSE BEN PIU' IMPORTANTI: SIAMO GIUNTI FINALMENTE ALLA FESTA DI SANTA LUCIA!!! LE PLURISECOLARI TRADIZIONI POPOLARI HANNO GIA' DA TEMPO DATO IL VIA AI FESTEGGIAMENTI, SIA A SIRACUSA (CITTA' NATALE DELLA SANTA) CHE NEL RESTO DELLA SICILIA E UN PO' OVUNQUE IN ITALIA E NEL MONDO.
A COLORO CHE ABITANO A SIRACUSA, RICORDIAMO CHE IN QUESTI GIORNI DELLA COSIDDETTA "TREDICINA" IN PREPARAZIONE ALLA SOLENNITA' DEL 13 DICEMBRE, NELLA CAPPELLA DI SANTA LUCIA IN DUOMO VIENE OFFICIATA LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA CON LA TRADIZIONALE CORONCINA DI PREGHIERE ALLA PATRONA.
PRESTO VI AGGIORNEREMO SUI DETTAGLI DEI FESTEGGIAMENTI.
INTANTO, NEL SALUTARVI, RIVOLGIAMO IL NOSTRO PENSIERO PIENO DI AMORE E RICONOSCENZA ALLA PICCOLA GIOVANE VERGINE SIRACUSANA CHE SCELSE DI CONSACRARE TUTTA LA SUA VITA A GESU' CRISTO, SACRIFICANDOLA PER TESTIMONIARE LA SUA FEDE FINO AL MARTIRIO: LUCIA.

giovedì 13 settembre 2007

PENSIERO MENSILE DEDICATO A S. LUCIA

Carissimi devoti di Santa Lucia, il mese di Settembre ci offre l’opportunità di vivere la giornata mensile dedicata alla nostra amata protettrice come degna preparazione vigiliare alle belle e importanti feste di domani e dopodomani: la festa di Gesù Crocifisso e la festa di Maria Addolorata. Si tratta di feste preziosissime per ricordarci la risposta cristiana alla domanda dell’umanità: “perché il dolore?”. Nel dolore immenso di Gesù, che arriva a gridare “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”, ed in quello di Maria, che pur desolata accetta di perdere il Figlio-Dio, mezzo per cui è avvenuta la Redenzione del mondo, noi cristiani troviamo la soluzione ad ogni dolore e di conseguenza la chiave della vera felicità. La vergine e martire Lucia, che ha donato la Sua vita a Cristo Crocifisso, oggi intercede per tutti noi che La amiamo affinché possiamo ricevere la sapienza della croce.
Continuando a commentare le parole pronunciate da Lucia, richiamiamo oggi alla Vostra attenzione l’intento della Santa di aiutare gli uomini a guarire dalla cecità del loro orgoglio, grazie alla testimonianza della Sua fede (vedi il post di questo blog dello scorso 13 Luglio). Il papa Giovanni Paolo II, nella sua meravigliosa enciclica Fides et ratio, datata proprio alla festa dell’Esaltazione della Santa Croce del 1998, così spiega la superbia che sin da Adamo ed Eva acceca l’umanità: “La cecità dell’orgoglio illuse i nostri progenitori di essere sovrani e autonomi, e di poter prescindere dalla conoscenza derivante da Dio. Nella loro originaria disobbedienza essi coinvolsero ogni uomo e ogni donna, procurando alla ragione ferite che da allora in poi ne avrebbero ostacolato il cammino verso la piena verità. Ormai la capacità umana di conoscere la verità era offuscata dall’avversione verso Colui che della verità è fonte e origine. […] Gli occhi della mente non erano ormai più capaci di vedere con chiarezza: progressivamente la ragione è rimasta prigioniera di se stessa. La venuta di Cristo è stata l’evento di salvezza che ha redento la ragione dalla sua debolezza, liberandola dai ceppi in cui essa stessa si era imprigionata”(§ 22). Lucia, santa dei ciechi, continui a proteggerci sempre dalla cecità dell’anima.
Quasi ad incoraggiarci nel proseguire la meditazione degli atti della nostra piccola martire, così afferma ancora Giovanni Paolo II nella Fides et ratio: “Il martire, in effetti, è il più genuino testimone della verità sull’esistenza. Egli sa di avere trovato nell’incontro con Gesù Cristo la verità sulla sua vita e niente e nessuno potrà mai strappargli questa certezza. Né la sofferenza né la morte violenta lo potranno fare recedere dall’adesione alla verità che ha scoperto nell’incontro con Cristo. Ecco perché fino a oggi la testimonianza dei martiri affascina, genera consenso, trova ascolto e viene seguita. Questa è la ragione per cui ci si fida della loro parola: si scopre in essi l’evidenza di un amore che non ha bisogno di lunghe argomentazioni per essere convincente, dal momento che parla a ognuno di ciò che egli nel profondo già percepisce come vero e ricercato da tanto tempo. Il martire, insomma, provoca in noi una profonda fiducia, perché dice ciò che noi già sentiamo e rende evidente ciò che anche noi vorremmo trovare la forza di esprimere” (§ 32).

giovedì 6 settembre 2007

DOMENICA ESPOSIZIONE DEL SIMULACRO DI S. LUCIA



Una notizia che certamente riempie di gioia il cuore di tutti i siracusani e di tutti i devoti di Santa Lucia: quest'anno, per la prima volta, l'esposizione estiva delle Sacre Reliquie e del Simulacro-Reliquiario della Santa nella Sua Cappella del Duomo di Siracusa - tradizionalmente collocata nella seconda domenica dei mesi di Luglio e di Agosto - verrà effettuata anche nel mese di Settembre, precisamente DOMENICA 9 DALLE ORE 7.30 ALLE 20.00. ORARIO SANTE MESSE: 8.00 - 10.30 - 12.00 - 19.00.



Ringraziamo l'Arcidiocesi di Siracusa e la Deputazione della Cappella di Santa Lucia per aver concesso ai devoti della Santa Patrona questa ulteriore opportunità per venerare le Sue Reliquie e pregare insieme la Santa prediletta. Sarausana jè, viva Santa Lucia!

mercoledì 29 agosto 2007

54° ANNIVERSARIO DELLA LACRIMAZIONE DI MARIA A SIRACUSA




Da oggi al 1° Settembre l'Arcidiocesi di Siracusa festeggia con solennità la commemorazione di un evento prodigioso famoso in tutto il mondo: il pianto di Maria, attraverso una sua immagine, 54 anni fa. Il papa Giovanni Paolo II, uno dei più grandi santi del nostro tempo, nel 1994 consacrò e dedicò il Santuario eretto in memoria dell'evento, ad ulteriore conferma dell'autenticità di quel miracolo.


In ciascuna delle quattro giornate di festeggiamenti, alle ore 12.00, i fedeli recitano la seguente preghiera:


Madonna delle lacrime, abbiamo bisogno di Te, della luce che s'irradia dai Tuoi occhi, del conforto che emana dal Tuo cuore, della pace di cui sei la regina.

Fiduciosi Ti affidiamo le nostre necessità: i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri corpi perché Tu li guarisca, i nostri cuori perché Tu li converta, le nostre anime perché Tu le guidi a salvezza. Alle Tue sante lacrime Gesù nulla rifiuta: Tu sei l'onnipotente per grazia.

DegnaTi, o Madre buona, di unire le Tue lacrime alle nostre affinché il Tuo Divin Figlio ci conceda le grazie che con tanto ardore noi Ti chiediamo. O Madre d'amore, di dolore e di misericordia, ascoltaci, abbi pietà di noi. Salve Regina.


Cuore immacolato e addolorato di Maria, abbi pietà di noi.

Madonnina delle lacrime, prega per noi.

lunedì 13 agosto 2007

PENSIERO MENSILE DEDICATO A S. LUCIA

Carissime e carissimi,
è già trascorso un mese da quando abbiamo proposto una breve meditazione ispirata alla "scuola di preghiera" presente nella Vita di S. Lucia. Proseguiamo oggi con la rubrica "meditativa" del nostro blog, scoprendo un altro aspetto della "spiritualità" luciana: sebbene infatti la nostra Lucia - uccisa in giovanissima età per la Sua testimonianza di fede cristiana durante la crudele persecuzione dell'imperatore romano Diocleziano nell'anno 304 - non abbia lasciato Suoi scritti, è possibile desumere preziosi insegnamenti, ricchi di sapienza, dall'esempio concreto della Sua vita. Leggendo dunque la redazione degli Atti di S. Lucia ritenuta più autentica dagli studiosi, cioè il Martyrion greco scoperto nel Codice Papadopulo, i devoti della Santa possono studiare la spiritualità di Lucia, meditarla, seguirla, metterla in pratica, farne uno strumento per migliorare nella vita cristiana personale e comunitaria.
Ieri, a Siracusa, le Sacre Reliquie ed il Simulacro-Reliquiario della Patrona sono stati solennemente esposti in Duomo per consentirne la venerazione ai siracusani emigrati che tornano a casa per le ferie estive, nonché ai numerosi turisti che visitano la città in questo periodo. Ci siamo accostati con amore, fede, devozione e riconoscenza ai frammenti del corpo verginale di Lucia, tempio intatto dello Spirito Santo, sede di santità ed eroismo cristiano.
Anche Lucia venerava le reliquie dei santi: un giorno si recò a Catania per rendere omaggio al sepolcro della vergine e martire Agata ed implorare per i Suoi meriti la guarigione della madre inferma, Eutichia. Per esortare la madre a confidare nel miracolo, Lucia le disse (e sono le prime parole della santa riportate direttamente dal martyrion): "Madre, se credi nelle parole che sono state appena proclamate [la pericope evangelica della guarigione dell'emorroissa], credi anche che Agata, che morì per Gesù, ora abbia confidente accesso al Suo tribunale. Tocca con fede il suo sepolcro, se vuoi, e sarai guarita". Gesù ci invita spesso, nel Vangelo, ad aver fede: basterebbe avere fede pari a un granellino di senapa per far spostare le montagne; il Padre buono dà ai Suoi figli ciò che è Bene per loro; perseverando nella preghiera, uniti tra noi in due o più, il Padre ottiene ciò che Gli viene richiesto nel nome di Gesù; "La tua fede ti ha salvato", dice Gesù all'emorroissa. La Parola del Signore e l'esempio di Lucia ci aiutano a crescere nella fede, e affinché ciò avvenga, possiamo chiedere a Gesù stesso l'aiuto necessario, pronunciando ogni giorno una bellissima giaculatoria presente nel Vangelo e impiegata per la prima volta dagli Apostoli: "Signore, aumenta la nostra fede".

venerdì 3 agosto 2007

NEWS: ESPOSIZIONE DEL SIMULACRO-RELIQUIARIO DI S. LUCIA

AVVISO SACRO: DOMENICA 12 AGOSTO, DALLE ORE 7.30 ALLE 20.00, IL SIMULACRO-RELIQUIARIO DI SANTA LUCIA SARA' ESPOSTO NELLA CAPPELLA DELLA SANTA, NEL DUOMO DI SIRACUSA. SANTE MESSE ALLE ORE 10.30 E 19.00
SARAUSANA JE', VIVA SANTA LUCIA!!!

... e quest'anno, una bella novità: l'esposizione del simulacro verrà ripetuta, per la prima volta nella storia, anche la seconda domenica del mese di Settembre!

martedì 17 luglio 2007

FESTEGGIAMENTI in onore della MADONNA DELLE LACRIME di SIRACUSA

Segnaliamo a tutti i visitatori del blog Amici di Santa Lucia che sui siti amici www.lacrimedamore.it e www.meravigliesiracusane.it è stato pubblicato il programma dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Lacrime di Siracusa, in occasione del 54° anniversario della prodigiosa lacrimazione di un'effige raffigurante il Cuore Immacolato di Maria dal 29 Agosto al 1° Settembre 1953.

venerdì 13 luglio 2007

PENSIERO MENSILE DEDICATO A S. LUCIA

Carissimi amici di S. Lucia, ben ritrovati sul nostro blog!
Oggi, venerdì 13 Luglio 2007, riprende la rubrica "Pensiero mensile dedicato a S. Lucia" i cui numeri vengono pubblicati sul blog il giorno 13 del mese, a ricordo del giorno anniversario del martirio della nostra Patrona: una piccola meditazione per aiutarci a migliorare insieme nella ricerca di un'autentica vita cristiana, anche grazie all'esempio luminoso di Lucia. Possiamo farne anche uno spunto di riflessione per le nostre vacanze estive.

"Ho pregato il mio Signore Gesù Cristo affinché questo fuoco non mi molestasse, per dare ai credenti il coraggio di affrontare il martirio e per togliere ai non credenti l'accecamento della loro superbia". Queste parole sono attribuite alla nostra Lucia dagli Atti del Suo martirio giunti fino a noi, e sono collocate nel momento in cui è appena avvenuto il prodigio del fuoco: Lucia è rimasta illesa dalle fiamme del rogo appiccato attorno ai suoi piedi ed alimentato con olio bollente e resina.
Tutti noi, molto spesso, preghiamo Dio di allontanare da noi le sofferenze, se non proprio i supplizi, che ci capitano nella vita: anche il nostro blog accoglie, tra i commenti ai vari posts, brevi preghiere dei devoti di S. Lucia, il più delle volte discrete, anonime, delicate. E' bello riconoscere con umiltà che solo Dio può aiutarci nelle difficoltà, e che non possiamo superarle contando soltanto sulle nostre forze. A volte il miracolo avviene subito, e ciò rinnova ogni volta gioia, gratitudine e stupore. Altre volte si fa attendere, e ciò rafforza nella tenacia e nella perseveranza della preghiera. Altre volte il miracolo non avviene, e ciò può divenire una prova preziosissima del nostro amore per Lui, che giammai può essere intaccato dai dolori della vita.
Forse, però, Lucia ci suggerisce un segreto perché le nostre preghiere a Dio siano più prontamente esaudite: nobilitare le intenzioni, gli scopi, i desideri della nostra richiesta, aprire il nostro cuore all'umanità intera, dare un respiro universale alla nostra invocazione, perché non c'è solo il nostro bisogno personale, ma quello di tutto il mondo. "Per dare ai credenti il coraggio del martirio e per togliere ai non credenti l'accecamento della loro superbia": un buon motivo per chiedere a Dio un miracolo, un modo come un altro per dirGli "Te lo chiedo non per me, ma per la Tua gloria".

venerdì 4 maggio 2007

SIRACUSA IN FESTA: SANTA LUCIA "DELLE QUAGLIE" 2007

Come da plurisecolare tradizione, domani inizieranno i solenni festeggiamenti primaverili aretusei in onore di Santa Lucia, a ricordo del patrocinio della piccola martire concittadina sulla Sua diletta città e sui Suoi amatissimi devoti. Questa grande festa cittadina fu istituita nel 1646 in seguito ad un evento prodigioso attribuito all'intercessione di Santa Lucia: in quell'anno la città era stata colpita da una grave e drammatica carestia, in realtà riguardante un po' tutto il sud Italia, e davvero si temeva per la sopravvivenza della popolazione. Il vescovo di Siracusa del tempo promosse pubbliche preghiere nel duomo della città per implorare un miracolo dalla patrona Lucia. Il 13 maggio il popolo orante era attorno al simulacro-reliquiario argenteo della Santa, realizzato pochi anni prima, quando una colomba bianca entrò nel tempio e si posò sul soglio episcopale, attirando l'attenzione di tutti. In quel momento giunse una notizia sorprendente: un bastimento carico di grano era entrato nel porto di Siracusa e poteva finalmente sfamare la cittadinanza. Un'intera città morente parve ritornare in vita, e ciò fu attribuito inequivocabilmente ad una risposta amorevole di Santa Lucia alle preghiere rivolteLe. Un antico detto dialettale siracusano così si riferisce all'evento: "Si nun fussi pi Lucia amurusa, fussimu tutti subbissati a Sarausa". Per ringraziamento alla patrona e ad imperitura commemorazione del prodigio, tuttora si rinnova annualmente la festa del patrocinio di Santa Lucia ogni prima domenica di maggio, in occasione della quale il simulacro-reliquiario viene traslato per un ottavario di solenni celebrazioni nella chiesa di Santa Lucia alla Badia: al passaggio della processione, domenica a mezzogiorno, viene liberato in segno di festa un gran numero di colombi e quaglie che sorvolano la piazza del Duomo. Auguri di buona festa a tutti! Sarausana jè, viva Santa Lucia!

IL PROGRAMMA DEI FESTEGGIAMENTI E' PUBBLICATO SUL SITO AMICO: www.meravigliesiracusane.it

giovedì 5 aprile 2007

Buon Triduo Pasquale e
Buona Santa Pasqua
a tutti gli amici di
Santa Lucia!

lunedì 5 febbraio 2007

AGATA, VERGINE E MARTIRE DI CATANIA

Sant'Agata appare a Santa Lucia (Chiesa Madre di Belpasso - Catania)


Oggi tutta la Chiesa universale fa solenne memoria di una piccola fanciulla di Catania, vissuta nel III sec. d. C., che subì un crudelissimo martirio per testimoniare la sua fede in Gesù Cristo e mantenere intatta la sua purezza verginale, sotto la persecuzione proclamata dall'imperatore romano Decio: AGATA.

Nel cinquantesimo anniversario del suo martirio, il 5 febbraio del 301, un'altra nobile fanciulla cristiana, anch'essa già consacrata a Dio con voto di verginità e destinata a subire il martirio dopo soli tre anni, si recò dalla sua Siracusa a venerare le reliquie di Sant'Agata presso il suo sepolcro a Catania, per chiedere la grazia della guarigione della madre inferma: LUCIA.

E avvenne un bellissimo prodigio: Agata, splendente nella gloria riservata in Cielo ai santi, apparve a Lucia e le parlò con affettuose e dolci parole, rivelandole gli specialissimi privilegi celesti che Dio pensava già per lei. Il miracolo richiesto, cioè la guarigione della madre di Lucia, fu immediato: tanto può presso Dio chi Gli immola la propria vita, così come hanno fatto Agata e Lucia.

Quest'anno, la patria di Agata, Catania, dedica alla propria patrona una festa un po' particolare, eccezionalmente di carattere meno solenne e più penitenziale, in ricordo dell'ispettore capo Filippo Raciti, recentissima vittima della violenza, le cui vicende sono ormai note in tutto il mondo.

Agata, che vuol dire "buona" (dal greco "agathé"), possa ispirare bontà e mitezza a tutta l'umanità, affinché mai più si ripetano simili atti della malvagità umana.

venerdì 19 gennaio 2007

SEBASTIANO MARTIRE, compatrono di Siracusa


Ed è arrivata l'ora anche della festa di San Sebastiano martire, molto sentita a Siracusa, dove il santo è compatrono (così come in moltissime altre città, soprattutto siciliane ma non solo). Buona festa a tutti! Il programma e le altre informazioni utili sono sul sito: www.sansebastianosiracusa.it

giovedì 18 gennaio 2007

DOMANI FESTA DI SAN BASSIANO


Domani, 19 gennaio, si celebra la festa di un santo concittadino di Santa Lucia, Bassiano, vescovo di Lodi. Volentieri suggeriamo ai nostri lettori la lettura della Sua biografia, pensando di fare cosa gradita a tutti i siracusani e non solo: http://www.santiebeati.it/dettaglio/41800. Una più ampia trattazione della vita di San Bassiano è stata curata da mons. Pasquale Magnano sul bollettino "Con Lucia a Cristo", semestrale della Deputazione della Cappella di Santa Lucia di Siracusa fondato da mons. Giuseppe Caracciolo.

venerdì 12 gennaio 2007

ATTENZIONE: SOLO OGGI SIAMO IN GRADO DI COMUNICARVI LE MODIFICHE AL PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI LUCIANE DI QUESTO GENNAIO.

L'ESPOSIZIONE DEL SIMULACRO DI SANTA LUCIA E' STATA LIMITATA, SOLO PER QUEST'ANNO, AL GIORNO 9 ED AL GIORNO 13 (CIOE' DOMANI).

CI RINCRESCE AVER POTUTO CREARE DISAGI CON LE COMUNICAZIONI FORNITE NEI GIORNI SCORSI, MA LA NOTIZIA DI TALI CAMBIAMENTI NON ERA ANCORA STATA DIFFUSA DAGLI ORGANI UFFICIALI.

APPUNTAMENTO A DOMANI CON LA GIORNATA DELLE SACRE RELIQUIE DI LUCIA, COMMEMORAZIONE DELLE TRASLAZIONI DEL CORPO DELLA SANTA NELLA STORIA (NEL 1039 DA SIRACUSA A COSTANTINOPOLI, NEL 1204 DA COSTANTINOPOLI A VENEZIA, E SOPRATTUTTO NEL 2004 DA VENEZIA A SIRACUSA PER L'OTTAVARIO DEL 1700° ANNIVERSARIO DEL SUO MARTIRIO).

VIVA SANTA LUCIA!

domenica 7 gennaio 2007

LE 5 GIORNATE LUCIANE DI GENNAIO


AVVISO SACRO: DA MARTEDI 9 A SABATO 13 GENNAIO 2007 IL VENERATO SIMULACRO-RELIQUIARIO ARGENTEO DI SANTA LUCIA SARA' SOLENNEMENTE ESPOSTO NELLA SUA CAPPELLA DEL DUOMO DI SIRACUSA.
GIORNO 9 SI CELEBRA LA FESTA DELLA DEDICAZIONE DEL DUOMO, NELLA CUI OCCASIONE VERRANNO ACCESE LE 12 CANDELE SUI 12 PILASTRI DELLA BASILICA, CHE SIMBOLEGGIANO L'INSEGNAMENTO DEGLI APOSTOLI SU CUI SI FONDA LA CHIESA CATTOLICA.
GIORNO 11 SI CELEBRA LA COMMEMORAZIONE DEL TERREMOTO DEL 1693 IN VAL DI NOTO, EPISODIO LEGATO ALLA STORIA DEL PATROCINIO DI SANTA LUCIA SULLA SUA CITTA' NATALE: IN QUELL'OCCASIONE VERRANNO SOLENNEMENTE OFFICIATI I VESPRI CON IL SUGGESTIVO RITO DELLA COMMEMORAZIONE DEL TERREMOTO.
GIORNO 13 SI CELEBRA LA GIORNATA DELLE RELIQUIE DI SANTA LUCIA, COMMEMORAZIONE DELLE TRASLAZIONI DEL CORPO DI SANTA LUCIA, ALLA FINE DELLA QUALE LA "VARETTA" DELLE RELIQUIE VERRA' PORTATA PROCESSIONALMENTE DALL'ALTARE MAGGIORE ALLA CAPPELLA DELLA SANTA. SECONDO LA TRADIZIONE, LA CONCLUSIONE DELLE CELEBRAZIONI SARA' SCANDITA DALLE NOTE DEL TE DEUM (DA CUI LA POPOLARE DEFINIZIONE DI QUESTA FESTA LUCIANA COME QUELLA DEL "TALLARAMU", CORRUZIONE DIALETTALE DELL'INCIPIT DELL'INNO LATINO: "TE DEUM LAUDAMUS"). IN QUESTA SOLENNE GIORNATA, CHE CONCLUDE I FESTEGGIAMENTI INVERNALI IN ONORE DELLA PATRONA, RICORDIAMO CON GIOIA E COMMOZIONE ANCHE LA PIU' RECENTE TRASLAZIONE DEL CORPO DI LUCIA: LA VISITA GIUBILARE A SIRACUSA NELL'ANNO LUCIANO 2004. VIVA SANTA LUCIA!

domenica 24 dicembre 2006

NASCE GESU'

(Jacopo Bassano, Madonna con Santi, 1536 - Museo di Bassano del Grappa. Sulla destra: Santa Lucia gioca con Gesù Bambino offrendoGli la palma)

A tutti i visitatori del nostro blog, a tutti coloro che ci scrivono, a tutti i devoti di Santa Lucia, a tutti i bimbi, a tutte le famiglie, a tutti gli ammalati, a tutti i cristiani, a tutti gli uomini di buona volontà, a tutto il mondo ...: BUON NATALE!!! Nasce Gesù: il mondo rinasce! Gloria in excelsis Deo et in terra pax!

venerdì 22 dicembre 2006

22 DICEMBRE 2004 / 2006: 2° ANNIVERSARIO DELLA PARTENZA DEL CORPO DI S. LUCIA

Era il 22 Dicembre di due anni fa, dell'Anno Luciano 2004: il Corpo di Santa Lucia, dopo aver trascorso una magica ed indimenticabile settimana perennemente circondato dall'amorevole compagnia e venerazione dei Suoi concittadini siracusani e di moltissimi altri devoti e pellegrini, ripartiva dalla Sua dilettissima patria Siracusa - per tornare nella Chiesa dei Santi Lucia e Geremia in Venezia -, salutato da tutto il popolo, unanimemente commosso, con l'inno appositamente composto per quell'anno giubilare siracusano:

Con un cuore giovane
hai sfidato questo mondo
accogliendo nel tuo cuore
la Parola di Cristo Gesù.

Benedetta sei Lucia
come luce risplendi tra noi
guida questo tuo popolo
a donarsi a Cristo Gesù.

Con un cuore giovane
hai lasciato tutti i beni
e li hai donati ai poveri
vera immagine di Gesù.

Benedetta ...

Con un cuore giovane
hai difeso la tua fede
proclamando la Parola
che lo Spirito suscita.

Benedetta ...

Con un cuore giovane
hai immolato la tua vita
e ora vivi nella gloria
che Gesù ha promesso a noi.

Benedetta ...

Benedetta sei tu, Lucia!

(testo: Angelo Garofalo; musica: Salvatore Cannizzaro)

LUCIA, SPONSA CHRISTI, OMNI PLEBS TE EXPECTAT!

sabato 16 dicembre 2006

FESTA DI S. LUCIA IN DIRETTA: LUNEDI RIAPERTURA DELLE CATACOMBE

Carissimi, ben ritrovati! Proseguono i giorni di festa in onore di S. Lucia, con l'Ottavario solennemente celebrato nella Basilica del Suo S. Sepolcro a Siracusa. Vi segnaliamo un appuntamento straordinario dell'edizione di quest'anno, contrassegnata da diverse novità già dai giorni scorsi: dopo la riapertura al culto della Chiesa di S. Lucia alla Badia, in piazza Duomo, ci sarà infatti un altro evento inaugurale. Tra due giorni, LUNEDI 18 DICEMBRE ALLE ORE 18.00, S. E. MONS. GIUSEPPE COSTANZO, ARCIVESCOVO METROPOLITA DI SIRACUSA, RIAPRIRA' LE CATACOMBE DI SANTA LUCIA, da molti anni chiuse per inagibilità ed oggi finalmente restaurate. Le catacombe intitolate alla S. Patrona sono le più estese della città e tra le più estese al mondo, esattamente seconde solo a quelle di Roma. Sono le catacombe in cui fu sepolta Lucia, e nelle quali di conseguenza desiderarono essere sepolti i primi cristiani di Siracusa, allo scopo di far riposare i propri corpi accanto a quello santo della loro più cara martire. Le